Di Andrew Stanton e Lee Unkrich; formato: 1.85:1; 2003
Dai geni della Pixar, ecco un altro piccolo gioiello da non perdere che unisce uno spettacolo stupefacente ad una storia ricca di carattere, sentimento e comicità.
Dopo aver assistito impotente alla cattura del proprio figlioletto da parte di un subacqueo, un pesce pagliaccio, Marlin, si lancia alla ricerca del primogenito in compagnia - forzata - di Dory, un pesce femmina con un disturbo di memoria.
Come in tutti i film targati Pixar (Toy Story 1 e 2, A Bug's Life, Monsters & Co.), il segreto della riuscita dell'opera è da cercare nella solidità della storia, nella impareggiabile caratterizzazione di ogni personaggio, nel gusto per la battuta in grado di far ridere grandi e piccoli e nella incredibile maestria con cui il tutto viene portato sullo schermo attraverso l'animazione al computer.
Vedendo con quanta cura e perizia è stato ricreato il mondo sommerso di Alla ricerca di Nemo non si può non rimanere a bocca aperta: ogni ambiente acquatico ha la sua giusta illuminazione, con una dominante verdastra nell'acqua limpida dell'acquario e una lieve sfocatura diffusa a simulare l'acqua più torbida della barriera corallina; la fauna e la flora marina riempiono gli occhi con un tripudio di colori, e i dettagli come la lucentezza cangiante delle lische dei pesci fanno sì che la mente quasi rifiuti di credere che quello che scorre davanti agli occhi sia soltanto un agglomerato di codice binario.
Come già detto, però, il vero punto cardine dei film Pixar risiede nella ricchezza della storia, capace di coinvolgere persone di tutte le età e di suscitare un'ampia gamma di sentimenti, trattando temi importanti (l'amicizia, la forza dell'amore, la fiducia in sé stessi e negli altri, il fardello dell'handicap fisico) in maniera accessibile ma mai banale o superficiale.
L'espressività donata ai personaggi animati al computer, poi, rende ancora più evidente quanto certi attori in carne ed ossa siano incapaci di lasciar trasparire le emozioni del loro personaggio attraverso il volto, una caratteristica - in questo film - resa ancora più importante dalla mancanza di arti di pesci ed affini.
Un elemento che testimonia quanto la Pixar stia contribuendo alla maturazione del cinema d'animazione è l'assenza, in questo film, di un vero “villain“, di un personaggio cattivo che perseguita i protagonisti. Nonostante la presenza degli esseri umani - principale causa dei guai dei pesci - i veri problemi vengono creati dalle circostanze, dalla crudeltà della vita e dalle scelte che ognuno è chiamato a compiere ogni giorno.
Passando agli aspetti marginali, un altro elemento positivo è la rimozione, dai titoli di coda, dei falsi errori sul set (visti negli ultimi tre film Pixar), una trovata divertente abbandonata proprio nel momento in cui sarebbe iniziata a diventare una routine. In ogni caso, l'elenco di nomi finale è stato arricchito da animazioni divertenti che terranno gli spettatori sulla poltrona fino alla fine completa della pellicola.
Una nota di merito anche al formidabile sonoro creato da Gary Rydstrom, all'altezza di tutte le altre straordinarie componenti tecniche del film.
Forse l'incisività delle gag e delle battute è stata leggermente limata rispetto agli altri titoli Pixar, forse il ritmo è meno serrato che nelle prove passate, forse c'è un momento di buoni sentimenti di troppo ma, senza alcun dubbio, Alla ricerca di Nemo costituisce l'ennesimo successo di una casa di produzione che ha fatto dell'eccellenza il proprio standard, e che lascia immergere lo spettatore in film magnifici che sembrano sempre essere troppo brevi.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.pixar.com/featurefilms/nemo/index.html
Trailer: http://www.apple.com/trailers/disney/finding_nemo/trailer/

Evviva Nemo!
Un film di pesci molto bello e con personaggi convincenti e simpatici e non troppo umanoidi non come A Shark's tale nel quale si riconoscevano benissimo Angelina Jolie e Will Smith che sembravano piu' gli Snorky che altro.Comunque questo film io lo vidi a 25 anni ed uscii cosi' contenta che mi andai a comprare un Happy Meal con il pupazzetto di Dory di cui ho un ricordo sempre affettuoso.Secondo me uno dei film piu' belli della Pixar in assoluto!
Un film... BBBELLO!!!
La premiata ditta Disney/Pixar ci offre un altro film degno di essere visto non una ma tante volte (io l'ho imparato a memoria)! Lo so, mi dovrei vergognare, visto che a 23 anni guardo ancora questi film, ma il mio cuore batte forte per ogni cosa che è Disney! E anche il tenerissimo Nemo, come si fa a non amarlo? GRANDE DISNEY!!!
Pixar forever
Questo film va regalato ai genitori, meglio se il pupetto è ancora in arrivo, così evitiamo problemi fin dall'inizio e ci portiamo avanti col lavoro. Genitori, lasciateli campà, sti pargoletti! A tutte le età, pure a trent'anni. Perché si sa, noi figli rimaniamo sempre dei piccoli pesciolini incapaci agli occhi dei genitori, e non conta che tu sia diventato ingegnere aerospaziale, spia del KGB o presidente del Consiglio, tua mamma ti vedrà sempre come un incapace di sette anni. Ora che ci penso, una delle tre mamme di prima non ha tutti i torti...
Sarà che tutto ciò che arriva dalla Pixar per me va bene sempre e comunque, prima di perdere stima dovranno fare almeno tre film bruttissimi e fallimentari di seguito. Sarà che dietro ci vedo uno studio meticoloso del testo, prima che della computer grafica (stupenda), dei temi e dei personaggi. La famiglia del XXI secolo, con un solo genitore e un solo figlio, le paure dell'adulto che si riversano sul piccolo, l'handicap che diventa a volte un problema insormontabile per colpa degli altri pi? che per se stessi (come li chiamiamo? disabili, diversamente abili, ipoabili? che ipocrisie...), la fiducia in se stessi che arriva, nei primi anni di vita, inevitabilmente dal papà e dalla mamma, e lascia tracce indelebili per tutta la tua vita. La responsabilità dell'essere genitori che passa anche attraverso il saper desistere.
Il meccanismo di questi film è qualcosa di straordinario, una lettura a due livelli che garantirà il successo nei secoli, anche quando rivedremo queste pellicole fra trent'anni, quando saremo nonni. Perché lo possiamo vedere noi grandi e cogliere messaggi di un certo tipo; e lo possono vedere i piccoli e divertirsi con personaggi simpatici e scenette divertenti. Ma sono sicuro che succede anche il contrario. Uscendo dal cinema, non mi stupirei di vedere i genitori che ridono ancora per le tartarughe ("Hai visto quelle? Ciao bbbbello!!!") e il figlioletto che tira la giacca corrucciato: "Ma papà, non hai colto il debrayage enunciazionale? Non hai imparato nulla sul rapporto genitori-figli?"
Carlo dice: ****