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L'INQUILINO DEL TERZO PIANO (Le Locataire) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Roman Polanski, con Roman Polanski e Isabelle Adjani; formato: 1.85:1; 1976


Un modesto impiegato (Roman Polanski) affitta un appartamento in uno stabile parigino in cui viveva una ragazza suicidatasi poco tempo prima. Ossessionato dai suoi vicini per ogni minimo rumore e perseguitato da strane apparizioni nella toilette del condominio, l'uomo diventerà preda di una forte paranoia ed entrerà in simbiosi con la precedente inquilina.

Tratto da un romanzo di Roland Topor, L'inquilino del terzo piano è - dopo Rosemary's Baby - il più riuscito excursus nell'horror soprannaturale di Roman Polanski, che si poggia sulle atmosfere grigiastre di una banale e triste quotidianità iniettando piccole ma straordinariamente efficaci dosi di paranormale.
Il regista - anche nelle vesti di attore - è bravissimo nel costruire il mondo in cui vive il protagonista; lo spettatore riesce ad identificarsi e rimane coinvolto nelle vicende del personaggio al punto da provare disagio per ogni rumore di troppo che viene involontariamente provocato dall'impiegato; un bicchiere caduto in terra diventa un fattore ansiogeno capace di accrescere la tensione generale e di contribuire - quindi - alla intensità dei momenti di puro horror, che finiscono col risultare agghiaccianti grazie al perfetto supporto coreografico di fotografia e scenografia e grazie anche alla sapienza con cui sono stati posizionati lungo lo svolgersi del racconto. Le figure che fissano immobili il protagonista dal gabinetto del condominio e il pallone che rimbalza nel cortile interno fanno parte di scene che, una volta viste, sarà davvero difficile dimenticare.

L'appartamento - interamente ricostruito in studio - ha le stesse funzioni di un personaggio in carne ed ossa: come in Rosemary's Baby, i corridoi, le pareti, i mobili e i pavimenti della casa sembrano avere vita propria ed hanno una funzione determinante ai fini dello sviluppo della trama e delle atmosfere. I personaggi di contorno, poi, costituiscono a volte dei contrappunti molto sgradevoli alla vita del protagonista, un elemento che non lascia allo spettatore alcuna via di fuga dallo squallore in cui è immerso l'impiegato e che accentua il senso di paranoia che impregna ogni fotogramma.

Alcuni passaggi del film sono fin troppo ellittici e alcune situazioni - forse - avrebbero tratto vantaggio da una rappresentazione meno suggerita e più esplicativa, ma L'inquilino del terzo piano rimane comunque un indimeticabile esempio di horror psicologico che trasforma la realtà di tutti i giorni nel serial killer di cui aver paura.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



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I commenti degli utenti


aurora scrive:

 

bel film,molto coinvolgente e spaventoso!


Inviato il 19/06/2006

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Calindry scrive:

 

Quando Stella poggia la zampa sulla coscia di Trelkowski, secondo me è la scena più arrapante della storia del cinema.


Inviato il 31/05/2006

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