Di Nam Nai Choi, con Fan Siu-Wong e Bin Shimada; formato: 1.85:1; 1991
Ricky (Fan Siu-Wong) è un giovane fortissimo, con cinque pallottole in corpo, che finisce in un terribile carcere in cui dovrà vedersela con biechi direttori e con i cattivissimi boss delle diverse sezioni della prigione.
Film-delirio solo per appassionati, “Riki-Oh“ è un cine-fumetto che traduce in immagini i manga giapponesi in stile “Ken il guerriero“, con scene ultra-splatter e momenti drammatici e romantici al limite del caricaturale.
Strutturato proprio come una miriade di cartoni animati, videogiochi e comics preesistenti, il film fa avanzare il suo protagonista di boss in boss, attraverso nefandezze e crudeltà di ogni genere che possano giustificare la rabbia montante del cazzutissimo Ricky. C'è il “ras“ enorme con barba e giubbotto in pelle. C'è quello tutto tatuato (con un'illustrazione che finirà ad arredare una parete, con tutta la carne del malcapitato ancora attaccata?), c'è l'effemminato isterico vestito come uno dei Rockets. Nonostante il suo aspetto da spogliarellista filippino, il nostro eroe si fa strada tra i suoi nemici trapassando petti e facendo esplodere teste con un solo pugno, si riannoda i tendini strappati come fossero lacci di scarpe, abbatte pareti intere a mani nude, mastica lamette per poi sputarle in faccia al direttore del carcere e si fa beffe dell'aiutante, un cinese enorme con un uncino al posto della mano ed un occhio di vetro che viene utilizzato come porta-mentine. Un film, insomma, che difficilmente vedrete in prima serata su Canale 5.
Da notare, in una scena di azione, l'inquadratura che trasforma l'immagine di un boss colpito da un pugno in una radiografia che mostra il disintegrarsi delle ossa, un'idea che verrà copiata da “Romeo deve morire“ con Jet Li.
Comicità involontaria a go-go, invece, nelle bucoliche sequenze romantiche in cui lui e lei ridacchiano in un prato facendo volare aerei radiocomandati, un mezzo che verrà usato dal ragazzo per far arrivare davanti agli occhi della fidanzata uno striscione con sopra scritto “Sei l'incarnazione di due lucciole“. ?Due?
Credo di essermi spiegato: “Riki-Oh“, in presenza di un pubblico “normale“, è un film improponibile; chiamate i soliti quattro amici irrecuperabili e vi divertirete un mondo con uno splatter-fest spassosissimo.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

Filippo scrive:
Per Pikkiu
Boh, c'è della gente gialla, non lo so.
niente per noi poveri ignoranti che non capiamo l'inglese o il giapponese (è un film giapponese, giusto?)??
Questo mi era sfuggito! Devo recuperarlo al più presto!