Di Vadim Perelman, con Jennifer Connelly e Ben Kingsley; formato: 1.85:1; 2003
Una donna (Jennifer Connely), ex-alcoolizzata, abbandonata dal marito e senza un soldo, viene privata dell'unica cosa che possiede, un bungalow con vista sul mare che verrà immediatamente acquistato per pochi spiccioli da un ufficiale iraniano (Ben Kingsley), costretto a scappare dal suo paese in seguito alla caduta dello scià. La casa - simbolo di riscatto per entrambi - diventerà oggetto di forte e drammatica contesa.
Regista al suo primo lungometraggio, Vadim Perelman confeziona un drammone strappalacrime che inizia con toni fin troppo sospesi e finisce con uno sturm und drang melodrammatico degno - nella sostanza - di un film con Mario Merola.
La lotta per il bungalow come segno di affermazione e serenità per due nuclei familiari: uno inesistente (la Connelly è completamente sola, ignorata anche dai suoi parenti, e troverà come unica compagnia quella di un poliziotto - Ron Eldard - debole e avventato), uno fragile e perennemente sull'orlo della rottura, salvato soltanto dalla dignità e dall'autorevolezza del militare capofamiglia. La battaglia tra i due contendenti - entrambi molto determinati a rimanere aggrappati a quella piccola conquista immobiliare - inizia in maniera strisciante e mai veramente incisiva, con una conduzione dei fatti in sordina che ricorda - per il contenimento delle emozioni - il cinema di James Ivory, in cui la rottura di una tazzina da tè rappresenta il più grande shock emotivo messo in scena (tradotto, in questo caso, con un tavolino di metallo che non ne vuol sapere di rimanere al suo posto).
Il secondo tempo, però, quasi a volersi scrollare di dosso l'atmosfera soporifera instaurata fino a quel momento, esagera con un diluvio di tragedie strazianti perennemente sull'orlo del ridicolo, toni esagitati, lacrime e sangue. Ci manca solo che qualcuno inizi ad urlare “figghiu beddo“ e poi il cerchio sarebbe completo.
Indubbiamente di ottimo livello la veste tecnica e la recitazione, con un Ben Kingsley ben calibrato e una Jennifer Connelly che gioca bene la comunicatività innata del suo stupendo viso. Una nota di merito anche a Ron Eldard, molto efficace nel rendere in ogni sfumatura il suo sbirro/“servo della gleba“ inconsapevolmente manipolato.
“La casa di sabbia e nebbia“ è l'equivalente cinematografico di una cena a base di peperonata e cozze, un film per il quale il buon Carlo non avrebbe trattenuto la sua classica “ma n'era mejo 'na cosa da ride?“.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.dreamworks.com/houseofsandandfog/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/dreamworks/houseofsandandfog.html

Per enjoy
Ma che c`avete al posto del cuore?!
Panzer
Ma è un film bellissimo! Ma che c`avete al posto del cuore?!
Filippo scrive:
Per Maurizio
"La Connelly, di cui sono segretamente innamorato, è bellissima e brava."
A Mauri', mettete in fila!
Non d'accordo
Il film vale di più. E' una buona documentazione della confusione che regna nell'animo umano, specialmente quando uno si sente solo/a e non ha più niente a cui aggrapparsi. Il senso di frustrazone che alcune scene riescono a dare chiariscono bene questo aspetto. La Connelly, di cui sono segretamente innamorato, è bellissima e brava.
Filippo scrive:
Riguardo al commento di Frederic
Sottoscrivo in pieno quanto hai scritto su Jennifer Connelly! Vedi? In fondo su qualche cosa ci troviamo d'accordo.
Non Aderisco
Secondo me ci vai un pò pesante, in fondo questo film è un pò più delicato di quanto tu dici ed inoltre è interpretato piuttosto bene. Lei poi è addirittura irresistibile (bella e brava). Forte il personaggio di Ben Kingsley ed importantissimo nell'economia del film quello della moglie completamente spaesata. Complessivamente mi è piaciuto.
di peperoni e paragoni
Jennifer Connelly è meglio di una peperonata e cozze.