Di Hector Olivera, con Bo Svenson, Vidal Peterson; 1985
Se il vomito fosse cinema, questo film sarebbe il suo massimo esponente.
Si tratta di un titolo a base di maghi, cavalieri, spade ed incantesimi, tutti elementi che, uniti ad un budget molto probabilmente irrisorio, formano una miscela esplosiva che riesce a fornire baracconesche scenografie (come il castello che sembra realizzato in DAS grezzo), costumi da carnevale squallido (un misto fra Power Rangers e appassionati nerd di fantasy) ed effetti speciali ottici e di make-up di strabiliante bruttezza.
A costo di rendere questa la recensione più lunga dell'intera Morelli's Movie Guide, ci terrei a raccontarvi del mio primo incontro con questo campione del ridicolo involontario, un momento importante nella mia storia di appassionato che mi ha portato ad apprezzare i titoli del vasto mondo del “so bad it's good“ (“talmente brutto da risultare buono“) e a cambiare per sempre il significato che davo allora al concetto di “film di merda“.
Avevo circa 14/15 anni; ero a casa di mio padre che, un giorno, torna dal lavoro con una videocassetta appena noleggiata: “Che cos'è, papà?“, “Mah, si chiama L'anello incantato, me l'ha consigliato il noleggiatore, dice che è bello“ (che Dio benedica il cattivo gusto di quel tizio). La sera, dopo cena, iniziamo a vedere il film. Io mi sdraio a terra col cuscino sotto il mento e mio padre si stende sul divano dietro di me. Fin dai primi fotogrammi era chiaro che il film fosse una stronzatona miserabile, e dopo pochi minuti il livello di comicità involontaria era già alle stelle. Ho iniziato a ridere fino a farmi uscire le lacrime e a rimanere senza respiro: quello che scorreva sullo schermo era un qualcosa da rimanerci secchi. Non sentendo mio padre dire nulla, però, credetti che il film gli stesse piacendo, e allora, per non offenderlo con le mie risate ormai fuori controllo, passai tutto il tempo a schiacciarmi la bocca sul cuscino per non farmi sentire.
Solo alla fine mi sono accorto - girandomi - che papà stava dormendo da un pezzo, sbattendosene allegramente del film e delle mie risate.
Il dado era tratto: le immagini de L'anello incantato erano scorse sulla mia retina e il mondo del cinema, per me, non sarebbe stato più lo stesso.
Tralasciando la storia ispirata a Guerre stellari, ridotta qui a mero canovaccio, vorrei citare le perle di cui il film è costellato, come il pazzesco mostro/mascotte del giovane protagonista, chiamato Gulfax. Il patetico “sidekick“ piomba davanti allo spettatore sin dall'inizio, con il suo aspetto che ricorda un incrocio tra un cane spinone, un tappeto e uno stivale Moon Boot gigante. Se all'apparire della creatura alzerete il volume del teleschermo (probabilmente sovrastato dalle risa squassanti), le lacrime che vi staranno rotolando sul viso sgorgheranno più copiose grazie all'ascolto dell'esilarante verso emesso dall'animale: un lamento lungo e modulato (più o meno "auuhhrooohuuuuauuuuaaauuuuhh...") che sembra uscire dalla gola di un vecchio Tarzan in via di decesso. Ma Gulfax non è la sola creatura risibile di questo mondo incantato; che dire, infatti, dei mostri incotrati dai nostri paladini (il piccolo Simon e l'insopportabile Kor) a metà del percorso? Due attori soffocati da mascheroni immobili che donano a questi personaggi un pessimo aspetto caricaturale (testone gigante su corpo normale), sono le altre gemme di sterco che riescono a rendere questo orrore in celluloide estremamente esilarante.
Accompagnati dalla enfatica e fastidiosa colonna sonora del compositore James Horner (sì, proprio l'autore delle musiche di Aliens, Apollo 13 e Titanic!), è possibile scoprire poi un altro fantastico personaggio: Shurka, un mago cattivissimo che aspira ad essere il Darth Vader della situazione. Il “giovane e bello Shurka“ (come si autoproclama ad un certo punto della storia), riesce a farci dono di tanti momenti felici grazie al suo nome storpiato più volte durante il film: se i titoli di coda rendono ufficiale la versione "Shurka" (pronuncia: Sciurca), i fantasiosi doppiatori della pellicola apostrofano più volte il nostro cattivone come "Surka", fino a rasentare l'incredibile facendo pronunciare entrambe le versioni in un solo scambio di battute. Ma se Shurka vi sembra - storpiature a parte - un nome cacofonico ispirato a qualche imprecazione bolognese, cosa dire allora dei didascalici Animale Magico e Mago Benefico? Perché, allora, non chiamare il protagonista Adolescente Fatato e nominare Gulfax come Animale Domestico Ricco di Peli Bianchi e dal Latrato Triste?
Un altro personaggio che si fa notare per la sua antipatia (questa volta involontaria) è il già citato Kor, sorta di novello Robin Hood interpretato dall'attore Bo Svenson (di cui ricordiamo almeno Delta Force e Gunny). Se il fisico dell'interprete ci ricorda un morphing tra Terence Hill e la panza di Bud Spencer, altrettanto non si può dire del suo insostenibile atteggiamento, ben lungi dall'essere simile a quello dei due mitici attori italiani. Per tutto il film Kor si fa maledire per via di odiose smorfiette e sbruffonate degne del peggior bullo metropolitano; se nella pellicola fossero esistiti i motorini, sicuramente ce lo saremmo trovato in sella ad uno di essi a fare impennate di fronte alle ragazze. Molto divertente la scena in cui, per salvare una fanciulla dalla corrente di un fiume, con piglio deciso si prepara ad eseguire un meraviglioso tuffo di testa per poi cadere pietosamente in acqua come un prosciuttone esanime.
E dire che il regista Hector Olivera è stato in grado di realizzare un'opera difficile come La notte delle matite spezzate (ebbene sì!), suo film seguente.
Quello che importa, comunque, è che riusciate a scovare il nastro ad ogni costo, in modo da potervi godere anche un entusiasmante duello di spade con effetti sonori fuori sincrono (il rumore metallico si sente quando le spade sono lontane tra loro) e l'elettrizzante scoperta della Caverna del Suicidio, parente stretta del verdoniano Palo della Morte.
L'anello incantato: uno dei peggiori film che abbia mai visto.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

Mi sembra di averlo visto!
Ciao!
Mi sembra di aver visto questo film in VHS quando ero piccolo. Mi ricordo solo una scena: verso la fine, all'approssimarsi dell'ovvio scontro finale tra il protagonista e il mago cattivo, quest'ultimo si prepara allo scontro emettendo dei laser di color rosso vivo che lo avvolgono formando una forma simile ad un teschio! Se qualcuno l'ha visto me lo può confermare? Potessi rivederlo....
Filippo scrive:
Per Hiyuga
Naaaaaa... ma che è 'sta roba?? Hiyuga, grazie per la segnalazione, adesso il mio scopo nella vita è vedere ASSOLUTAMENTE quel film!
Sequel
Fili', guarda un po' che ho trovato:
http://www.cinemedioevo.net/Film/cinf_regno_stregoni.htm
Ma lo sapevi che esisteva?
Se lo hai visto, facci un'altra recensione come questa! :)
Filippo scrive:
Per Ashja
A quanto mi risulta in Italia esiste solo in VHS (Panarecord) ed è fuori catalogo da anni. Se lo trovi sei un fenomeno.
mi hai convinto!
ROTFL.
Mi hai fatto morire dal ridere. Giuro! Cercherò cotanto orrore e ti farò sapere ^__^