Di David Fincher, con Edward Norton e Brad Pitt; formato: 2.35:1; 1999
In una metropoli imprecisata, un impiegato insonne e frustrato (Edward Norton) riempie le lacune della sua vita frequentando gruppi di sostegno, colmando la sua casa di oggetti e cianfrusaglie Ikea di squisita inutilità e cercando disperatamente di credere nel suo lavoro. Ad un tratto, però, un incendio nel suo appartamento gli darà l'occasione per conoscere il pazzoide sovversivo Tyler Durden (Brad Pitt), un elemento fuori controllo che andrà ad occupare il vuoto che alberga nell'anima dell'impiegato, aprendogli occhi e mente e donandogli una via di fuga: spaccare la faccia a tutti gli altri uomini come lui in una escalation di furia autodistruttiva.
Ladies and gentleman, welcome to Fight Club.
Giunto alla quarta pellicola, David Fincher (regista di “Seven“ e “Alien 3“) mette il suo occhio cinico e pessimista al servizio di un film estremamente sociopatico, amorale, violento, disfattista, e controverso. Come non amarlo alla follia?
E - soprattutto - perché fermarsi agli aspetti più superficiali dell'opera? Tratto dal bel romanzo di Chuck Palahniuk, Fight Club è uno dei migliori adattamenti pagina/film - se non IL migliore - che abbia mai visto; la fedeltà allo spirito e allo stile del libro è stata ottenuta tramite un'elaborata sceneggiatura ed un'anarchia visiva impareggiabile, devastante ed incontenibile, capace di sottolineare al meglio il carattere dei personaggi e della storia portata sullo schermo.
Forma e contenuto legati in maniera indissolubile e complementare; i due fattori si alimentano a vicenda creando uno scenario coinvolgente sia per la mente che per lo sguardo ed andando a comporre un film che - se visto al momento giusto - potrebbe influire, provocare, scuotere e dare spunti alla capacità di pensiero dello spettatore, mai troppo chiamata in causa dal cinema anestetizzante di questi anni.
Le invenzioni visive di Fincher meriterebbero l'applauso a scena aperta: immagini subliminali, inquadrature impossibili, strizzate d'occhio allo spettatore; una furia immaginifica tale da far tremare la pellicola, che in una sequenza quasi non riesce a contenere i suoi personaggi e sembra volerli riversare sul pubblico (una scena, questa, che viene purtroppo mortificata da ogni eventuale visione domestica del film), liberandosene come si dovrebbe fare con un virus, un parassita.
Un trionfo di stile, quindi, ma mai gratuito, mai superfluo e mai ridondante: sempre e comunque al servizio della narrazione.
Gli attori: semplicemente perfetti. Brad Pitt non ha mai avuto e - credo - mai avrà un ruolo migliore, tagliato su misura sulle sue capacità e sulla sua immagine, sfruttate entrambe in maniera intelligente e subdola, utilizzate come cavallo di Troia creato per invadere un pubblico impreparato, che accoglie con benevolenza il volto da poster vivente dell'attore per poi essere sommerso da comportamenti e frasi rivoluzionarie, violente e spiazzanti. Un po' come invitare a cena un bravo ragazzo e ritrovarsi, a fine serata, derubati dell'argenteria.
Con questo film, Edward Norton, poi, ha dimostrato definitivamente la sua bravura e la sua versatilità, che lo rendono capace di interpretare qualsiasi personaggio con tutte le sfumature del caso; una parte memorabile che sarà difficile dimenticare.
In un mondo perfetto, 'Fight Club' avrebbe fatto incetta di Oscar; in questa valle di lacrime, invece, è rimasto completamente a secco di statuette dorate. Avrei pagato qualsiasi cifra per vederlo premiato, non tanto per vedere riconosciuto il talento di Fincher e dei suoi attori quanto per la sublime incongruenza di un simile evento: pioggia di premi pomposi ed austeri su un film che sputa nel piatto in cui mangia e ne va fiero. La quadratura del cerchio.
'Fight Club' tratta i suoi spettatori come i suoi personaggi: prendendoli a cazzotti in faccia. Fatevi massacrare.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.foxmovies.com/fightclub/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0137523/trailers

Un capolavoro
In questo film ci sono troppe scene memorabili,dal progetto-casa-Ikea al Pinguino guida spirituale e dalle mitiche scazzottate e furti di grasso umano fino alla mitica scena finale contornata da "Where is my mind?" dei Pixies...mai canzone mi e' sembrata piu' adatta per un film!Cinque stelle meritatissime...
Bah
Non mi avete convinto granché...
mah...
...in realtà non c'è davvero bisogno di grossi sforzi...
nelle pagine citate si parla anche di vassoi con medicine portati quotidianamente ed inservienti con lo spazzolone :O
Mai sentito parlare di "linguaggio simbolico"? ^^
Ho letto il libro, mi è sembrata la cosa più naturale e immediata del mondo pensare che nel finale lui sia ancora vivo in un ospedale..
Il "sono morto" è riferito al suo alter-ego, il "bianco su bianco" chiaramente alle pareti di un'ospedale.
Oltretutto è uno stile caratteristico di Palhaniuk quello di esprimersi con uno stile figurativo, immaginifico, per comunicare concetti e situazioni. Se si prendessero le cose esattamente come sono scritte, allora la stessa introduzione al personaggio di Durden, nel libro, descritta tramite l'incontro sulla spiaggia (mi pare, l'ho letto cinque anni fa), non dovrebbe far pensare ad un alter-ego.
Ed. Mondadori, 2004, cap.30 (ultimo)
p.218: Naturalmente quando ho premuto il grilletto sono morto [...] ho dovuto premere il grilletto. E' stato meglio che la vita vera [...] Tutto in Paradiso è bianco su bianco[...] La gente mi scrive in Paradiso e mi dice che sono ricordato[...] Gli angeli qui sono del tipo Vecchio Testamento.
p.219: Ho incontrato Dio [...] Marla è ancora sulla Terra e mi scrive ecc ecc.
Ora, lo si potrebbe anche leggere come dici tu, con lui che si sveglia in ospedale convinto di essere morto, ma non mi sembra l'interpretazione più immediata.
Mayhem, no nayhem
non finisce col protagonista in paradiso, finisce con lui che sopravvive e si risveglia in ospedale. Riconosce in uno degli infermieri uno del gruppo Nayhem che gli fa capire che i loro piani andranno avanti. Quindi la "morte" di Tyler Durden non è servita a nulla.
Finale
Il libro finisce con il protagonista in paradiso, e se voleva essere satirico non fa ridere, solo pensare "che tristezza di finale".
cagatona "paradisiaca"?
Awesome
Tanto per essere controcorrente, trovo il finale del film meglio di quella cagatona "paradisiaca" che chiude il libro.
Per il resto, poco da dire: capolavoro assoluto.
Fra l'altro, frasi come "è la tua vita, e sta finendo un minuto alla volta" o "siete la stessa materia organica decadente di tutti gli altri", o la serie del "non sei" mi motivano molto di più di tutte quelle stronzate religiose sulla gioia di vivere, il dono di Dio e cazzate varie.
Best film
ever
ESATTO!!!DA OSCAR!!!
E' già il terzo film che commento e ti dò pienamente ragione! Se dovessi mettere stelle per questo film,sforerei lo schermo!
Non c'è nessuna parola abbastanza bella per descriverlo! Geniale? Di più,di più!
2 attori fantastici, dialoghi, colpi di scena e voci fuori campo veramente stupefacenti!
Violento e crudo al punto giusto per fare capire allo spettatore come sia materialista e malata questa società .
Una vera metafora della realtà di tutti i giorni...
fottutamente ...
Finalmente cazzo! concordo al1000% con Filippo; tra l'altro Brad Pitt e Palaniuk sono diventati addirittura amici, tanto il film adatta bene il libro. E' vero, non lo segue alla pari, ma che dire allora della sequenza finale con i Pixies che suonano where is my mind e le torri delle banche ed istituti di credito vari che crollano? Era dai tempi di Violent Cop che non mi gasavo cosi' per un film!
Fanculo Martha Stewart!!
per lukemccaine
vero,il film e`veramente spettacolare ma (segue spoiler) il massacro del protagonista da parte delle decine di lottatori del club che si legge verso la fine del libro sarebbe stata una sequenza eccezuionale da inserire nella pellicola
per filippo
hai ragione nel dire che questo è un capolavoro, concordo in pieno, ma trovo che ci siano delle discrepanze ( soprattutto nel finale ) tra versione letteraria e filmica, che rendono quest'ultima quasi un lieto fine rispetto alla prima. non mi dilungherò in spoiler dato che dalla recensione sembri conoscere bene entrambe le versioni e quindi puoi trarre da solo le tue conclusioni. tuttavia credo che Fincher nel finale si sia lasciato piegare un po' dalle regole di una hollywood che non avrebbe accettato un finale poco consolatorio come quello del libro e lascia intendere la liberazione finale del protagonista (e la possibilità da parte sua finalmente di farsi Marla e accorgersene)
p.s. ringrazio tuttavia pubblicamente Fincher per il pezzone dei Pixies che ha piazzato proprio nella scena clou e lo perdono quindi del piccolo stravolgimento da lui perpetrato
non male!
Per Guja
Forse non hai visto Joe Black...
ciao tvvvvt vero
A tribute to Brad Pitt
Mi è capitato di leggere per curiosità la recensione di "Fight Club" e improvvisamente ho realizzato che Brad Pitt è un attore veramente in gamba, oltre che belloccio e muscoloso... se penso ai film in cui compare, non ce n'è manco uno che sia proprio una cacata immonda (sorge spontaneo il paragone con Tom Cruise e roba tipo "Giorni di tuono") ed anzi, esce fuori una galleria di personaggi e di pellicole di tutto rispetto: il vampiro di "Intervista col vampiro", lo sbirro di "Seven", lo zingaro di "The Snatch", la spia di "Spy Game" e, caratterizzazione pi? unica che rara, il pazzoide di "L'esercito delle 12 scimmie". Niente male per uno che con quella faccia avrebbe potuto vivere di rendita girando gli spot di Dolce&Gabbana. E bravo Brad!
Rapido passaggio solo per dire che la tua recensione mi è piaciuta molto. E che hai colto in pieno segno lo spirito del film, che ho FINALMENTE visto dopo anni che tutti me ne parlavano...La terapia dei cazzotti dovrei usarla anche io, con certa gente...
Baci al maniaco (cinematografico, ovvio!)