Di Patrick Gilmore e Tim Johnson; formato: 1.85:1; 2003
Visto che Tarzan, la Sirenetta e altre centomila favole e figure mitiche erano già state prese, la divisione animazione della DreamWorks ha pensato bene di produrre un lungometraggio a cartoni animati su Sinbad, spostando la vicenda - visti i tempi che corrono? - dal mondo arabo all'Italia e dando una spruzzata di modernità ad un personaggio antico.
In cosa consiste, però, 'sta modernità? Nel solito campionario di piccoli anacronismi, nelle strizzate d'occhio agli adulti (con doppi sensi un tantino azzardati e volgarotti), nel personaggio femminile emancipato e nelle ruffianate rivolte ai ragazzini di 12/13 anni a cui stanno spuntando i baffetti da portoricano, come l'immancabile sciata su uno snowboard improvvisato (in questo caso è uno scudo), visto e rivisto soprattutto ne 'Il pianeta del tesoro'.
Che palle?
La classe che la Pixar ha nel coinvolgere adulti e bambini, insomma, è lontana anni luce: le parti rivolte ai più grandi sono nettamente divise da quelle destinate ai bambini; il mix, stavolta, non è riuscito, così come potrei definire fallita l'amalgama tra animazione tradizionale (quasi tutti i personaggi) e computer animation (alcuni sfondi, oggetti e creature). Lo stacco tra le due tecniche è evidentissimo e favorisce la distrazione del pubblico dalla storia del film.
I personaggi, poi, sono privi di carisma e caratterizzati graficamente in maniera piuttosto anonima, soprattutto per quanto riguarda Marina, la protagonista femminile.
A questo Sinbad, però, va riconosciuta una componente spettacolare non indifferente, con sequenze ed ambientazioni molto suggestive che faranno sicuramente colpo sugli spettatori più giovani.
Un punto a favore anche per il doppiaggio di buon livello, che in lingua originale era ad opera di Brad Pitt (Sinbad), Catherine Zeta-Jones (Marina), Michelle Pfeiffer (Eris), Jospeh Fiennes (Proteo) e Adriano Giannini (per un personaggio che mi sembra si chiami Lercio, o qualcosa del genere).
Tutto sommato, 'Sinbad - la leggenda dei sette mari' è una pellicola sufficientemente riuscita: quando il DVD del film finirà nel lettore per essere visto ossessivamente per giorni e giorni da quei lobotomizzati di bambini, l'adulto che dovrà subire tutto questo riuscirà a non pensare al suicidio per almeno cinque o sei ore, equivalenti a quattro visioni ininterrotte di 'Sinbad'.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://sinbad-themovie.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/dreamworks/sinbad/
