Di Roberto Andò, con Daniel Auteuil e Anna Mouglalis; formato: 2.35:1; 2004
Daniel Boltanski (Daniel Auteuil) è uno scrittore di successo che ha raggiunto la fama celandosi dietro lo pseudonimo Serge Novak, un'identità segreta custodita gelosamente dall'autore, che instaura un'appassionata relazione con (attenzione, concentratevi) la giovane moglie del figlio della sua donna. La ragazza (Anna Mouglalis) è molto legata ad Ewa (Magda Mielcarz), una sua misteriosa amica che sembra essere interessata al romanziere per scopi non molto chiari.
Il regista Roberto Andò ha confezionato un'opera dedicata alla menzogna, alla colpa e al segreto, una pellicola in cui domina il contenimento anche quando la materia trattata coinvolge i risvolti più irrazionali dell'animo umano.
Il mondo del film è visto attraverso gli occhi dello scrittore, una persona controllata, a tratti gelida, che tende i suoi sforzi ad un rigidissimo mantenimento della privacy, sia per motivi professionali che personali, cercando di non far mai intersecare i compartimenti stagni in cui ha diviso la sua vita multipla. La sezione scenografica del film sottolinea efficacemente l'animo del protagonista, soprattutto per mezzo di una fotografia livida e di una regia sobria ed essenziale (a volte fin troppo). La freddezza della messa in scena finisce con lo stemperare anche l'ardore delle sequenze di sesso tra lo scrittore e la ragazza, creando quindi una visione dell'esistenza di Daniel completamente permeata da un alone di compostezza gelida.
Si finisce con l'avere l'impressione, però, che per mantenere intatte le atmosfere e i toni nebbiosi e sfumati del film gli autori siano ricorsi ad un'ellissi di troppo nella componente thriller del finale, che risulta sì volutamente ambiguo ma anche un tantino farraginoso.
Buona prova degli attori, soprattutto da parte di Daniel Auteuil e Greta Scacchi, che nella parte della compagna dello scrittore riesce a fare breccia nel velo di ghiaccio che avvolge il film con piccoli ma incisivi momenti di pura emotività.
Tutto sommato, un film che non può certamente essere descritto come 'memorabile' ma al quale si può con tutta tranquillità affidare la mente per un paio d'ore.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.medusa.it/sottofalsonome/home.html
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