Di Rob Reiner, con Tom Cruise e Demi Moore; formato: 2.35:1; 1992
Nella base militare cubana (ma di proprietà USA) di Guantanamo, il soldato William T. Santiago muore in circostanze poco chiare. I due marine imputati dell'omicidio del commilitone verranno difesi da tre agguerriti avvocati (Tom Cruise, Demi Moore e Kevin Pollak) che cercheranno di dimostrare come i due giovani stessero eseguendo degli ordini diretti.
'Codice d'onore' è un classico “courtroom drama“ (dramma da aula di tribunale) all'americana zeppo di retorica, avvocati idealisti (sì, come no...), arringhe infuocate e colpi di scena telefonati.
Detto questo, si potrebbe pensare che il film di Rob Reiner sia una perdita di tempo e soldi, ma alcune scene azzeccate riescono ad elevare la pellicola al di sopra della media quel tanto che basta da non lasciare del tutto insoddisfatti.
Tutte le sequenze in cui Jack Nicholson appare sullo schermo (nel ruolo di un colonnello inflessibile e stronzo), infatti, riescono a dare vita ad un film che, altrimenti, avrebbe ben poche frecce al proprio arco. Fin dalla sua prima apparizione (sottolineata dalla battuta “Chi cazzo è questo William T. Santiago?“, un capolavoro di tatto e diplomazia degno della MMG), il grande Jack divora pellicola con disinvoltura aiutato, in questo compito, dalla inconsistenza dei due protagonisti e dalla validità del cast di supporto, che vede tra le proprie punte il bravo Kiefer Sutherland, il compianto caratterista J.T. Walsh e l'insuperabile Attore Più Sottovalutato Di Tutti i Tempi Kevin Bacon.
Tolto Nicholson, una spettacolare parata militare in apertura e qualche altra sequenza, però, quello che rimane è un trionfo di petti gonfi d'orgoglio e di recitazione sovraeccitata di un pessimo Tom Cruise, davvero terrificante in una prova d'attore che sembra essere nata per dare spunti alle imitazioni caricaturali di Ben Stiller. Il buon Tom ce la mette tutta per sembrare un attore serio ('Magnolia', all'epoca, era ancora a sette anni di distanza dalla sua produzione), ma finisce con l'essere la parodia di sé stesso ad ogni accenno di espressione facciale, finendo fagocitato da un vortice di smorfiette e tic recitativi che spesso sfociano nell'insopportabile.
Demi Moore, poi, non prova neanche a recitare limitandosi ad apparire davanti alla macchina da presa.
Chi non fosse in cerca di chissà quale epifania cinematografica, troverà in 'Codice d'onore' un buon passatempo con cui trascorrere un paio d'ore.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0104257/trailers
