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RATS - NOTTE DI TERRORE (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Vincent Dawn (Bruno Mattei), con Richard Raymond (Ottaviano dell'Acqua) e Richard Cross; formato: 1.85:1; 1984


Esponente del genere post-apocalittico, 'Rats - notte di terrore' racconta le ore da incubo di un gruppo di sopravvissuti assediato da migliaia di ratti famelici, in una palazzina abbandonata.
Della banda fanno parte personalità variopinte dai nomi esotici, come Chocolat, Taurus, Videogame, Lucifer, Duke, Noè, Deus e Lilith (la sosia di Anna Oxa), un pantheon di poracci che arriva in una città deserta con moto e furgoni.

Quello che balza subito agli occhi è il bizzarro rapporto che subito gli umani instaurano con i topi: prima vengono trascinati da una furia cieca (morso da un roditore, Duke si lascerà andare ad una crisi isterica - “staccati! Non si stacca!! Stronzooooooooo!!!“ - prima di polverizzare l'animale con una fucilata da due centimetri di distanza) e poi rimangono annichiliti dal terrore per quelli che - dalle parole del gruppo - sembrano essere diabolici sorci intelligentissimi. A ben vedere, qualcosa di strano i topi di 'Rats' ce l'hanno: quando il capo della banda spalanca la porta di una stanza colma di ratti, l'uomo viene investito da un vento fortissimo e la camera è immersa in un'inquietante luce rossa! Per non parlare poi del cadavere spostato dagli stessi roditori e lasciato in bella vista in un corridoio (“stanno approfittando della nostra paura, non capite??“). Vaglielo a spiegare a quegli ingenuotti che, in fondo, si tratta solo di sorci: al minimo rumore le donne urlano in preda al panico e non manca mai chi urla “Sono loro! Stanno venendo a prenderci! Vogliono ammazzarci tutti!!!“. E noi romani che ci lamentiamo delle pantegane trasteverine?

E dire che il leader della banda è uno tosto, dal pugno di ferro, uno che ha sempre la risposta pronta e che non si lascia andare ad inutili smancerie compassionevoli: se uno dei compagni urla disperato perché i topi lo stanno mangiando vivo, Kurt - il boss - non esita ad investirlo con una pioggia di fuoco dal lanciafiamme, fino a che un buon samaritano del gruppo non ha un po' di misericordia e finisce il poveretto a fucilate?
Forse il capo - o per lo meno l'attore che lo impersona, Ottaviano dell'Acqua - è diventato così cinico e spietato per via degli schiaffoni presi da Bud Spencer nei precedenti film del caratterista, che tutti i trentenni ricorderanno come il tizio biondo con gli occhi azzurri di 'Lo chiamavano Bulldozer'.

Ma c'è anche il “simpatico del gruppo“ di cui tenere conto: Videogame, il battutaro della situazione, che deve il suo nome all'immane talento che si presume abbia con i prodotti videoludici. Messo di fronte ad un computer, Videogame esclama trionfante “Non esiste gioco elettronico che possa resistermi!“ un attimo prima di iniziare a premere tasti a casaccio fino a quando, per puro caso, non spinge il pulsante giusto ottenendo uno stupefacente risultato, quello di accendere la luce nell'edificio?
La patetica scena trova la chiosa perfetta nella frase illuminante di Kurt, che riferendosi ai corpi senza vita trovati nello stabile afferma: “Computer e cadaveri formano una pessima mistura“. Eggià?

Quello che sembrava però essere un pozzo senza fondo di comicità involontaria si arena nella seconda parte, che si spegne in un ritmo lentissimo in cui i personaggi si limitano a spostarsi da una stanza all'altra braccati dai topi. Sì, migliaia di topi che lo spettatore vede soltanto a gruppi di venti o trenta; i restanti 2.880 bisogna immaginarseli dagli effetti sonori e dalle facce degli attori sconvolte dal terrore.
Il finale, però, riserva un colpo d'ala che difficilmente potrà essere dimenticato:

Segue SPOILER

Videogame e Chocolat, i soli sopravvissuti all'inferno topesco, vengono tratti in salvo da una squadra di abitanti del sottosuolo, uomini completamente coperti da tute gialle e maschere antigas che spargono veleno in grado di uccidere i terribili roditori. Dopo essere svenuti per le esalazioni, i due si sveglieranno soltanto per scoprire che - in realtà - i loro salvatori non sono altro che una sconvolgente mutazione, una fusione tra uomo e sorcio che - una volta tolta la maschera antigas - rivelerà un orrido muso, una folta pelliccia grigia e due occhi rossi malvagi. Ewwwwww! Un vero e proprio ultratopo, che lascerà presagire ai due malcapitati una sorte funesta emettendo uno strano verso, in tutto e per tutto simile al rumore che fa una macchinetta del caffè quando l'acqua è in ebollizione.

Fine SPOILER

Il tutto è, in una sola parola, imperdibile.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



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I commenti degli utenti


Luca scrive:

link

RAGAZZI VI PREGO DATEMI UN LINK PER SCARICARLO O VEDERLO IN STREAMING CHE NON LO TROVOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!


Inviato il 13/09/2010

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zapwhites scrive:

 

"tutti i trentenni ricorderanno come il tizio biondo con gli occhi azzurri di 'Lo chiamavano Bulldozer'."
Yes, I remember....


Inviato il 07/11/2007

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Lorenzo scrive:

sublime!

E che dire dell'infame coraggio di Bruno Matei di girarlo sugli avanzi del set di C'era una volta in America, agli ex studi De Paolis a Roma? Quando glielo feci notare, me rispose ridendo: "hi,hi,hi e che cacchio me frega?". Solo uno così poteva ave' er coraggio de girà pure VIRUS, imitazione zombesca in Spagna, coi soldati in uniformi che in realtà erano quelle dei netturbini locali ed i mitra che si inceppavano sempre perché in realtà non c'erano munizioni a salve?


Inviato il 14/04/2005

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Matteo Cugino scrive:

 

Eh si qualche lacrimuccia riga anche le mie guance al ricordo di quando vidi questo film (a Fili non era la prima volta anche per te....?).
Ad ogni modo vedetevelo se amate il trash! Spettacolo garantito. E se un giorno doveste far saltare l'impianto elettrico di casa lasciando al buio tutto l'isolato saprese cosa dire: "Non è colpa mia, è colpa della lampadina!".
Vabbè...sob...sniff..che nostalgia.....Io vado da Attardi..... (Questa la può capire solo Filippo....)



Inviato il 10/04/2004

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Guja scrive:

Quanti bei ricordi...

Sì, è vero, "Rats" è imperdibile. Ricordo ancora quando Filippo me lo fece vedere (il film, naturalmente): avevo solo 14 anni, e il meraviglioso mondo del cinema spazzatura si apriva davanti a me come un'enorme concimaia incontaminata. Bei tempi, quando al Fantafestival era possibile incontrare Lucio Fulci, orridamente incanottierato, seduto nelle prime file della sala...
Comunque, ho provato un vero brivido di terrore accorgendomi che dalla rassegna di trash-movies è stato escluso il fondamentale "Robot Holocaust", mirabile pastiche di fantascienza post-apocalittica e neorealismo (si tratta forse del primo film con effetti speciali presi dalla strada): come non parlare dell'epopea di un manipolo di uomini che si ribellano all'impero delle macchine, portando l'attacco direttamente nella loro capitale (inspiegabilmente localizzata al centro della fratta di Formello)? Come non parlare degli "striscianti", pericolosissimi rettili dall'ingannevole aspetto di presine per le pentole? Confido che si tratti di una mera dimenticanza; ad ogni modo, se serve cio' la cassetta originale.
Guja


Inviato il 06/04/2004

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