Di Jim Kammerud; formato: 1.85:1; 2003
Sinceramente, non so quante parole sia possibile spendere per dare una valutazione ad una mera operazione commerciale come questa. Credo sia utile, però, far notare come la Disney stia distruggendo il valore storico-artistico dei suoi prestigiosi film di catalogo sputtanando i celeberrimi prototipi - creati col cuore e con vera passione - con questi pseudo-sequel “straight to video“, creati appositamente per il mercato home video e per mungere tutti i genitori che si sentono costretti ad accontentare il pupo. Chi si ritenesse un vero appassionato di cinema o di animazione non potrà non inorridire vedendo come vengono sviliti film come, appunto, La carica dei 101, titoli a cui viene dato un seguito con operazioni che definire “prodotti“ è quasi eufemistico.
Oggettivamente va riconosciuto al regista e agli animatori di questo “n. 2“ il merito di aver preservato, se non altro, lo stile grafico che caratterizza il primo capitolo, ma al di là dell'accorgimento visivo c'è ben poco di positivo da segnalare.
A chi stesse leggendo queste righe avendo uno o più figli piccoli e fosse tentato di acquistare la videocassetta o il DVD de La carica dei 101-II, suggerisco di prendere i suddetti infanti, piazzarli sul divano, metterli di fronte al primo La carica dei 101 e, con calma, spiegargli quanto sia bello il film che stanno vedendo e quanto, invece, siano brutti e cattivi i signori della Disney che vogliono spennare mamma e papà sfruttando dei pupetti come loro. Evitiamo, insomma, che venga insultata l'intelligenza dei bambini e cerchiamo di non permettere che siano usati a fini di lucro da una manica di speculatori.
Filippo
Filippo dice: 
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talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
