Di Craig Ross Jr., con Duane Martin e Vivica A. Fox; formato: 1.85:1; 2003
Un detective privato (Duane Martin) si ritrova immerso fino al collo in una guerra tra rapper che sembra nascondere qualcosa di più losco. Quando un suo caro amico cantante verrà fatto fuori, le indagini diventeranno una faccenda personale.
Se avete letto la recensione su 'Hard Boiled' o 'A Better Tomorrow II' saprete già quanto io apprezzi i film d'azione di John Woo, titoli che hanno fortemente influenzato un intero genere come 'Matrix' ha cambiato il volto della fantascienza su pellicola.
Film come 'Corri o muori', però, fanno venire voglia di maledire il giorno in cui Woo è nato e fanno sorgere interrogativi come il classico “Se tornassi indietro nel tempo e incontrassi Hitler bambino, cosa faresti?“.
La colpa del grande regista di Hong Kong è quella di aver generato una schiera infinita di pessimi imitatori, che hanno inflazionato il suo stile fino a renderlo un cliché insopportabile. 'Corri o muori' è un action movie all-black pieno di sparatorie con inserti al ralenty, con gente che tiene una pistola per mano e che si sente tanto fica. L'attore principale, Duane Martin, crede di essere un incrocio tra Eddie Murphy e Will Smith, finendo invece con l'essere soltanto quello che è: un poveraccio a cui qualcuno deve aver detto “Hey, sei fichissimo! Ti faccio fare un film!“ mentre in silenzio pensava “Hey! Con questo pagliaccio potrò completare quella stronzata di film a costo zero!“.
'Corri o muori' è un film talmente irritante che verrebbe voglia di spaccare la faccia a tutti gli attori che ne fanno parte, dall'ultima delle comparse al protagonista. Avrei pagato oro per essere stato presente in tutte le scene in cui Duane Martin allarga le braccia puntando una pistola a destra e una a sinistra, per potergli dire in faccia “non sei fico, sembri solo l'ennesimo coglione; fatti un favore e cercati un altro lavoro“.
Questo film, inoltre, mi ha chiaramente fatto capire di avere un serio problema nei confronti di certa cultura afroamericana: nel vedere questi personaggi gesticolare e parlare come trogloditi, nel vedere TUTTE le donne del film ritratte e trattate come troie di quart'ordine e nel vedere lo sfoggio di armi da fuoco rappresentato come una cosa “cool“, sono giunto alla conclusione che la sottocultura nera rap/hip-hop - almeno nella sua forma più commerciale: i Public Enemy erano tutta un'altra cosa - mi fa vomitare. Penso che certe forme di affermazione non servano a ribadire la propria identità culturale, anzi, credo che simili manifestazioni di individualismo servano soltanto ad auto-ghettizzarsi e a darla vinta a chi vorrebbe un mondo in preda al conformismo e all'ignoranza più sfrenata. E questi sarebbero i figli delle Black Panther e della blaxploitation? Andiamo bene. Più che altro sembrano figli di Michael Jackson, neri che cercano in tutti i modi di essere simili ai bianchi, a partire dai capelli stirati fino ad arrivare allo sciovinismo più becero che confonde “integrazione“ con “omologazione“.
Tornando a questa merda di film, c'è da segnalare una serie di clamorosi errori di continuity nel montaggio (tra i quali uno che smentisce platealmente un punto-chiave della trama), che rende patetico 'Corri o muori' anche sotto il profilo tecnico.
I momenti “comici“ sono imbarazzanti, così come la recitazione di chiunque appaia sullo schermo per più di due secondi.
'Corri o muori' si aggiudica una stella solo perché il sistema che gestisce il sito mi impedisce di togliergli anche quella.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

Fahr zur hoelle,baby
L'ho gia detto: quando fanno film del genere rispecchiano soltanto la loro realtà. La' le ragazze sono veramente troie e i tipi credono che il massimo della vita sia un arsenale di pistole e addominali che incutano timore e comprino dignità e rispetto. Per non parlare dei capelli stirati.....beccati anche i video hip hop....dude!
Filippo scrive:
Per Hellbilly
Grazie!
hey
le tue rece mi fanno morire!
troppo forte