Di Gary Ross, con Tobey Maguire e Jeff Bridges; formato: 2.35:1; 2003
Gary Ross propone un pezzo di storia d'America letto attraverso la storia di un cavallo da corsa realmente esistito (Seabiscuit) e del suo fantino, Red Pollard (Tobey Maguire), entrambi simboli di una nazione piegata dal crollo di Wall Street, e che ha saputo riprendersi grazie al coraggio e all'entusiasmo del suo popolo.
Un piccolo cavallo su cui nessuno avrebbe puntato un centesimo cavalcato da un ragazzo troppo alto abituato a vivere di espedienti, un coppia di perdenti che troverà il riscatto quando un magnate dell'automobile (Jeff Bridges) le darà credito.
L'ennesima rilettura del sogno americano trova in 'Seabiscuit' una chiave di visione piuttosto risaputa (lo sport), ma il modo in cui gli autori del film hanno saputo integrare le vicende dei personaggi protagonisti al contesto storico (dagli anni '10 agli anni '30) ha dato un risultato omogeneo che offre spunti interessanti su entrambi i fronti.
Se il parallelo tra la ripresa economica di un'intera nazione e la messa a frutto di due talenti naturali inespressi funziona, il rapporto di simbiosi che si instaura tra cavallo e fantino, invece, è fin troppo sottolineato e finisce col dare un retrogusto artificioso alla parte finale.
Con belle inquadrature che valorizzano il concetto di “poesia in movimento“ espresso dagli splendidi cavalli del film, il regista ha confezionato un prodotto tecnicamente impeccabile ed evocativo, grazie anche ad una direzione della fotografia e ad un comparto scenografico eccellenti.
Se Tobey Maguire si affida un po' troppo ai suoi occhi sgranati da ragazzino colmo di meraviglia, Chris Cooper offre un'altra performance all'insegna della sottigliezza e dell'understatement.
Entrando nella sfera della pura soggettività, poi, ogni volta che vedo Jeff Bridges apparire sullo schermo mi aspetto che da un momento all'altro tiri fuori un cannone dalla tasca e che se lo fumi giocando a bowling. Potere dei ruoli che lasciano il segno?
'Seabiscuit', in definitiva, è uno di quei film asetticamente perfetti a cui non si può rimproverare nulla di particolare ma che, allo stesso tempo, svaniscono dalla memoria già dopo pochi giorni.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.seabiscuitmovie.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/universal/seabiscuit/trailer3/

TRE STELLE E MEZZO
E' IL SOLITO INNO ALLA BANDIERA AMERICANA MA LA MEZZA STELLA IN PIU' LA DAREI PER AVERMI UGUALMENTE SAPUTO COINVOLGERE.
true...
il caro vecchio Bridges pare sempre strano quando interpreta ruoli che non siano quello del "the Dude". Ah che nostalgia...