Di Paul Verhoeven, con Arnold Schwarzenegger e Rachel Ticotin; formato: 1.85:1; 1990
Un operaio edile del futuro (Arnold Schwarzenegger) si ritrova al centro di un mega-complotto dopo che un incidente gli risveglia la memoria nascosta del suo passato da agente segreto in servizio su Marte.
Vedere oggi, 2004, 'Atto di forza', provoca la stessa reazione che si potrebbe avere davanti all'immagine di un attore al crepuscolo: “mamma mia come è invecchiato!“.
Le scenografie e gli effetti speciali - fattori fondamentali in un film di fantascienza - sembrano provenire da un altro mondo: le automobili sono ridicole scatolette a quattro ruote, i personaggi si stagliano sui fondali artificiali con uno spaventoso contorno da blue-screen ottico, i pupazzi animatronici sembrano costruiti da Geppetto e i modellini sembrano fuoriusciti da una scatola di Lego. Il film di Paul Verhoeven è arrivato con un anticipo fatale su piccole-grandi rivoluzioni cinematografiche che gli avrebbero sicuramente giovato: un anno dopo l'uscita nei cinema di 'Atto di forza' le tecniche digitali sarebbero esplose con 'Terminator 2', così come il protagonista Arnold Schwarzenegger sarebbe arrivato all'apice della popolarità; ancora un anno in più e anche Sharon Stone (qui impiegata nei panni della moglie di Schwarzenegger) sarebbe diventata una stella di prima grandezza, proprio per mano di Verhoeven e del suo 'Basic Instinct'.
Insomma, se la produzione di 'Atto di forza' fosse andata in porto un po' più tardi, a quest'ora avremmo potuto avere tutto un altro film.
Invecchiamento coreografico a parte, la sceneggiatura rimane anche al giorno d'oggi di solida fattura, tratta da un racconto di Philip Dick e - per quanto un po' farraginosa - avvincente e ben strutturata.
Per quanto meno graffiante del solito, la mano di Verhoeven è ben visibile nei personaggi “proletari“ sottomessi ai giochi di potere dei biechi ricchi industriali, capaci di togliere letteralmente l'aria al popolo per poter mantenere il controllo della pricipale risorsa economica del pianeta.
Anche se al giorno d'oggi fa un po' sorridere, 'Atto di forza' (solito titolo di merda partorito dal solito anonimo incapace made in Italy) rappresenta comunque un paio d'ore di ottimo svago.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

dubbi postumi
Rivedendo questo film pochi giorni fa ho notato che la sceneggiatura del film dovrebbe far venire un dubbio: l'operaio edile Quaid scopre di essere in realtà l'agente segreto Hauser, o tutto quanto è in realtà il viaggio virtuale offerto dalla "Recall", che appunto corrisponde alla trama del film da quel punto in poi? Dovrebbe farlo venire, perchè in realtà quando ho visto il film per la prima volta questo dubbio non mi ha nemmeno sfiorato e comunque credo che sia esatta la prima tesi, questo perchè, ammettendo che si tratti di ricordi indotti, Quaid non dovrebbe ricordare episodi in cui non è presente fisicamente, ma che ci sono nel film. Una cosa su cui non c'è dubbio e che è rimasta costante negli anni è che Sharon Stone sia un ottimo motivo per vedere questo film, almeno secondo me.
Complimenti per questo sito, ciao.
se il cinema italiano si sforzasse a fare tutti gli anni film del genere, con gli stessi effetti artigianali, sarebbe già un bell'esercizio, non credi?
Completamente daccordo, ma...
... secondo me è proprio nato vecchio. Cioè gìà nel 1990 risulta veramente arificiale. Gli interni della base su marte sembravano più il set di ripresa di un telefilm degli anni 80...
Un classico d'azione raccontato con le tipiche sfumature violente stile Verhoeven, che comunque diverte sempre, secondo me.