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ZELIG (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Woody Allen, con Woody Allen e Mia Farrow; formato: 1.85:1; 1983


Sarò il solito noioso rompipalle, ma il fatto che tutti conoscano il nome 'Zelig' grazie ad una trasmissione televisiva - e non per via di questa straordinaria commedia di Woody Allen - è un fatto che mi sta un po' sui coglioni. ? come quando una canzone che vi piace particolarmente sale alla ribalta perché viene usata in un qualche cazzo di spot televisivo: passano il brano per radio, lo fischiettate tutti contenti ed immancabilmente qualcuno se ne esce con “Ah! Bella questa! ? la canzone della Barilla!“.
Lo so, lo ripeto, sono un rompipalle, ma spero ingenuamente che leggendo queste righe qualcuno si convinca ad andare in videoteca e decida di scoprire per quale motivo le persone dovrebbero ricordare il titolo 'Zelig'.

Nel 1983 il geniale (al tempo lo era davvero?) Woody Allen ha diretto ed interpretato questo gioiello del cinema comico, un finto documentario che ripercorre la bizzarra vita di Leonard Zelig (interpretato dallo stesso Allen), un personaggio fittizio vissuto negli anni '20 capace di diventare simile a chiunque avesse avuto accanto, iniziando con l'imitarne la personalità fino ad assumerne i tratti somatici (riuscendo addirittura a cambiare il colore della pelle!).
Il film racconta l'incredibile esistenza di questo uomo-camaleonte attraverso filmati “d'epoca“ in bianco e nero, intervallati dagli interventi a colori di parenti ed amici di Zelig, di scrittori, saggisti e studiosi (alcuni reali, altri invece semplici attori) che rivivono la vicenda fornendo aneddoti vissuti in prima persona ed interpretazioni psico-sociologiche sul fenomeno dell'uomo senza personalità.

La bravura e la cura con cui sono stati ricreati i filmati d'epoca è a dir poco sbalorditiva: ambientazioni e costumi (e spirito di fondo) offrono una simulazione perfetta in ogni particolare, dall'illuminazione alle musiche, passando per raffinatissimi dettagli coreografici e sottili accorgimenti scenici. Il modo in cui vengono fatti rivivere gli anni '20/'30 è, insomma, magistrale ed ineguagliato, grazie anche al leggendario direttore della fotografia Gordon Willis (qualche titolo? 'Il padrino' I e II, 'Manhattan'), allo scenografo Mel Bourne (un assiduo di Woody Allen), alla montatrice Susan E. Morse (altra collaboratrice quasi fissa di Allen) e al musicista Dick Hyman, autore delle esilaranti canzoncine delle quali il film è costellato.
Degni di nota anche i rudimentali ma efficacissimi effetti speciali, che ben prima di 'Forrest Gump' (e con mezzi adesso ritenuti preistorici) sono riusciti a rendere del tutto credibile l'inserimento di Allen all'interno di spezzoni d'epoca.

Non è però soltanto la perizia tecnica a rendere 'Zelig' una pietra miliare della commedia: la sceneggiatura (scritta dallo stesso regista/attore), infatti, è un pozzo senza fondo di battute fulminanti - molte delle quali diventate celebri - che intervallano gag visive altrettanto riuscite e che spesso con le stesse vanno a fondersi creando una miscela irresistibile ed assolutamente unica, perfetta rappresentante della comicità che ha fatto passare Allen alla storia del cinema.
Anche in questo film il regista/attore porta in scena la maschera che lo ha reso celebre, un personaggio a sé - per certi versi assimilabile a Chaplin e Buster Keaton - che vive a prescindere delle caratteristiche del ruolo ma che, in questo caso, è impegnato in un trasformismo tanto serrato da rendere la sua performance molto più eclettica del solito.
Le pennellate di derivazione psicanalitica tanto care al regista, poi, in questo film sono più evidenti che mai nell'illustrare la paura di non sentirsi accettati spinta all'eccesso, un'interpretazione sul valore simbolico del personaggio protagonista tanto elementare da essere anch'essa oggetto di battute (“gli intellettuali francesi vedevano in Zelig un simbolo di ogni cosa“).

Questa pellicola, insomma, si segnala come una eccezionale commedia e - più in generale - come un film magnifico, un esperimento tanto accattivante quanto riuscito che può far dimenticare in un sol colpo il fatto che il suo titolo sia stato abbinato ad un programma di successo. Dopo averlo visto, sentendo nominare 'Zelig' il primo nome che vi salterà in mente sarà “Woody Allen“.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale:

TrailerTrailer: http://www.imdb.com/title/tt0086637/trailers

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I commenti degli utenti


berto scrive:

per la precisione

vidi il film molto prima che iniziasse il programma televisivo tanto che quando quest'ultimo uscì pensai: anvedi, come il film di woody allen

per la precisione


Inviato il 05/03/2008

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bianconiglio scrive:

...eh sì...

un nuovo tipo di bot!!

:D


Inviato il 05/03/2008

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berto scrive:

anche io!

anche io ho visto molti film perchè sulla MMG ne parlavano bene... son sempre rimasto soddisfatto tranne che per CABIN FEVER, qua gli han dato 4 stelle ma io ne avrei date due e mezzo e visto che non ci sono le mezze stelle più 2 che 3!


Inviato il 04/03/2008

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biondo scrive:

Woody Allen

Ho visto questo film ieri proprio grazie a questa recensione. Insomma, ho ascoltato quel rompiballe di Filippo.
Non mi ha fatto molto ridere, però oggi continuano a venirmi in mente scene del film. Per me è davvero bello, anche se non lo consiglierei mai a chi non ama Woody Allen.
Comunque credo proprio che sì, da adesso quando sentirò Zelig penserò prima a questo film che al programma



Inviato il 04/03/2008

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Novizia scrive:

 

fenomenale la sequenza di ipnosi...tutt'ora quando si parla di violenze familiari non posso evitare un ghigno, pensando a quella scena...poi vabbeh mettiamoci pure che sono psicopatica!


Inviato il 24/07/2007

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mac guffin scrive:

w woody!

Allen o lo si ama o lo si detesta. Io lo amo alla follia. Certo, c'è qualche suo film (tra gli ultimi) che non è alla sua solita altezza ma Zelig è certamente uno dei suoi film più belli, incredibilmente intelligente e divertente. Come dici tu, Filippo, MAGNIFICO.


Inviato il 22/07/2007

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Anonimo scrive:

 

"(riuscendo addirittura a cambiare il colore della pelle!)"...ma nn sarà michael jackson?!



Inviato il 30/08/2006

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