Di Yojiro Takita, con Mansai Nomura e Hideaki Ito; formato: 1.85:1; 2001
Nella dimensione sospesa di un giappone feudale immerso nell'occulto, gli Yin-Yang Master sono una sorta di guardie del corpo che combattono demoni e maledizioni con arti magiche ed incantesimi. Uno di loro - il più potente, naturalmente - si scontrerà con un cattivone che vuole arrivare a dominare il mondo, malvagio da affrontare con poteri capaci di tagliare a metà una farfalla con una foglia e di triturare gli zebedei dello spettatore fino a ridurli in una sottilissima polvere bianca. Guardatelo con molti amici e in breve tempo sarà come poggiare i piedi su una spiaggia di Santo Domingo?
Solo a scrivere quelle tre/quattro righe di trama che avete appena letto mi è venuto il latte alle ginocchia: il solo tornare a pensare a questo film riuscirebbe a tramortire anche lo spettatore più volenteroso, perdonatemi.
Ok, lo ammetto, non sono la persona più adatta a recensire un film fantasy, ma credo che un'ora e tre quarti di interminabili dialoghi filosofeggianti e pompose evocazioni, intervallati da quelle due/tre spadate d'ordinanza, sarebbero troppo per chiunque.
Le brevi scene d'azione, anche se ben coreografate, non salvano questo fantasy giapponese dotato di pochi momenti azzeccati che, come gran parte della produzione nipponica di genere, sono annacquati da lungaggini sfiancanti e punti morti.
Il film arranca da un misticheggiare all'altro, con il risultato di far cadere in catalessi in tempi brevissimi lo sventurato che si trovasse a passare davanti allo schermo (un po' come un raggio della morte: entri nel campo d'azione del televisore e stramazzi al suolo condannato ad un eterno letargo).
Solo per appassionati, sì, ma di quelli allo stadio terminale.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
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