Di Tetsuo Shinohara, con Kyoko Fukada e Masaya Kato; formato: 1.85:1; 2000
Una scuola viene sconvolta da una serie di omicidi, che sembra essere legata ad una struggente storia d'amore del passato e ad un misterioso floppy disk appartenuto ad una studentessa morta suicida.
Le aspettative che potrebbe creare la foto di copertina e la collana in cui è stato inserito il film (“Extreme“), nella sua edizione home video, non sono corrisposte da questo 'Requiem', che non è un vero e proprio horror ma un thriller di stampo giovanilistico.
Se si riesce a scendere a patti con la natura un po' bambinesca della pellicola (studentesse con una cotta per il professore, cellulari pieni di ninnoli? ci siamo capiti), però, si potrà trovare un film tutto sommato dignitoso e che ispira quasi tenerezza nella sua disarmante innocuità.
Sì, ok, la trama è banalotta, la regia è involontariamente invisibile, il pathos è prossimo allo zero e la noia è in agguato ad ogni fotogramma, ma come ci si può scagliare contro le mitiche scolarette giapponesi di questa pellicola? Sempre sorridenti ed allegre, con gli occhioni da cerbiattone, pronte all'inchino in ogni istante? Mia nonna le avrebbe definite “carucce“, io - stavolta - non ho la forza di criticarle più di tanto e mi limito a segnalare che 'Requiem' non è nulla di più che aria su celluloide. Se siete ben disposti vi deluderà un po' e finirete la visione del film vagamente annoiati; se siete in una giornata “no“, invece, vorrete fare a pezzi il televisore.
Se questo film fosse un rumore sarebbe “pufff“.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
