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IL CINICO, L'INFAME, IL VIOLENTO (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Umberto Lenzi, con Maurizio Merli e Tomas Milian; formato: 2.35:1; 1977


L'ex commissario romano Tanzi (Maurizio Merli) - a riposo in quel di Milano - si vede costretto a fingersi morto dopo essere scampato miracolosamente ad un agguato ordinato dal Cinese (Tomas Milian), malvivente evaso dal carcere dell'Isola d'Elba che ha con lo sbirro un conto in sospeso. Invece di nascondersi in Svizzera come dovrebbe, però, l'ex poliziotto giocherà di anticipo (rintanarsi in mezzo a cioccolata ed orologi a cucù? Mai, porca di una puttana!) muovendo nell'ombra alcune pedine che mettono il delinquente contro il suo nuovo e potente socio di malaffare, Frank Di Maggio (John Saxon).

Quello che manca al film di Umberto Lenzi è quel pizzico di brio in più che sarebbe servito a rendere il tutto un po' più avvincente. A ben vedere, la formula del successo era davanti agli occhi di tutti, nel titolo, perché un etto di cinismo, infamità e violenza in più avrebbe completato una ricetta comunque gustosa ma un tantino insipida.
Le trame machiavelliche del commissario a riposo sono condite da qualche scazzottata e sparatoria che non riescono, però, a colmare l'assenza di snodi narrativi intriganti nella parte centrale, in cui la trama sembra ristagnare in attesa della resa dei conti finale.

Va da sé che il film sarebbe stato interessante anche se del tutto privo di una storia, e se questo è possibile è merito della coppia di attori protagonisti: Maurizio Merli - icona del cinema di genere “la polizia s'incazza“ - con il suo sguardo d'acciaio, i suoi capelli da playmobil e i suoi baffoni alla Village People è un magnete per lo sguardo, una presenza che impone attenzione al servizio di un personaggio squisitamente in bilico tra estrema rettitudine e indomita paraculaggine da classico fijo de 'na mignotta.
Tomas Milian (ma perché nei titoli di testa viene indicata la sua “partecipazione“ quando è il coprotagonista a tutti gli effetti?), al solito, è impagabile nel ruolo di jena simpatica pronta ad uccidere chiunque gli sbarri la strada con la stessa facilità con cui sforna battute di un pecoreccio a livelli Extreme (parlando alla suora di un ospedale, prima di andare ad uccidere un paziente: “Senta un po', quanto costa fa dì 'na messa?“; suora: “Defunto?“; Milian: “No, ma je manca poco però“; suora: “Dipende da quanto uno può, 4/5.000 lire“; Milian: “Guardi, io je do 100 sacchi, ma me raccomando che sia 'na bella messa co' tanto de fiori, e come musica ce mette La Ballata dello Stronzo. L'autore è sconosciuto ma la trova in qualunque discoteca, va bene? Me raccomando eh! Sia lodato Gesù Cristo“).
Il cattivo John Saxon riesce a non sfigurare davanti ai due mostri sacri del poliziottesco ritagliandosi uno spazio tutto suo nei panni di un delinquente di alto livello, che dà i picciotti che hanno sgarrato in pasto ai suoi cani dopo averli tumefatti a colpi di palline da golf. Perrrrrrfido...

In definitiva, 'Il cinico, l'infame, il violento' è un film il cui valore non è all'altezza del suo titolo memorabile ma che riesce comunque a regalare poco meno di un paio d'ore di sana cattiveria poliziesca.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



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I commenti degli utenti


Eugenio scrive:

cinico infame violento

Un Tomas Milian grandissimo grazie anche all'apporto fondamentale del doppiaggio di Ferruccio Amendola e un Maurizio Merli come al solito incisivo per il resto film godibile e un classico del film poliziesco all'italiana


Inviato il 06/10/2011

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artista03@live.it scrive:

il film che ha chiuso gli anni di piombo

A TUTTI GLI APPASSIONATI DEL GENERE QUESTO E DAVVERO L ULTIMO FILM CHE HA CHIUSO GLI ANNI DI PIOMBO PERCHE DOPO QUESTO CE STATO SOLO ROBACCIA A PARER MIO SOLO MARIO CAIANO A FATTO QUALCOSA MA DI MEDIOCRE FORSE CON QUALCHE SCENEGGIATORE BRAVO UNA SUFFICENZA NON GLIELA TOGLIEVA NESSUNO UN GRANDE DA NON DIMENTICARE MASSIMO DALLAMANO


Inviato il 07/02/2010

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Dice... Filippo scrive:

Per POL

Grazie per la precisazione sul ruolo di Milian!


Inviato il 12/07/2005

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POL scrive:

Perchè "con la partecipazione di..."

Se non erro Milian è stato inserito in questo modo nei titoli di testa in seguito ad un dissidio con Lenzi (sempre se non sbaglio questo è infatti il loro ultimo film insieme). Concordo in pieno con Filippo, un buon film a cui manca però la solita "carica" di Lenzi. Penso che la spiegazione ce la dia lo stesso regista negli extra del dvd: infatti dice che inizialmente il film doveva essere interamente incentrato sul colpo alla cassaforte (il titolo originario era "insieme per una grande rapina"), che poi è diventato solo un breve episodio. Quindi secondo me il progetto è nato "sbagliato", se gli avessero fatto fare un poliziesco alla sua maniera sarebbe stato sicuramente più convincente.
Augh.


Inviato il 12/07/2005

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