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ARRAPAHO (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Ciro Ippolito, con Daniele Pace e Tinì Cansino; formato: 1.85:1; 1984


Le tribù indiane dei Cefaloni, degli Arrapaho e dei Froceyenne sono in subbuglio: la procace 'Scella Pezzata (Tinì Cansino), promessa sposa di Cavallo Pazzo (Armando Marra), è segretamente innamorata dell'aitante Arrapaho (Urs Althaus), a sua volta oggetto dei desideri di un indiano Froceyenne.

Partendo dal disco omonimo del gruppo musicale partenopeo Squallor, Ciro Ippolito ha costruito una sorta di “musicarello dall'inferno“ con totem fallici, indiani ridotti a macchiette omosessuali (la tribù dei Froceyenne), anacronismi e nonsense a tonnellate, una specie di Monty Python all'amatriciana con meno soldi, meno talento ma con la stessa anarchia di fondo a caratterizzare l'intera operazione.

Sembrerà strano, ma a scrivere qualcosa su 'Arrapaho' mi sento in difficoltà: non ho ancora capito se detestarlo, apprezzarlo moderatamente o contemplarlo come un oggetto alieno, con timore, rispetto e perplessità.
È probabile che molti (anzi, facciamo moltissimi) tenderanno a liquidarlo come la solita commediaccia italiana, mentre altri saranno più propensi ad elevarlo allo status di film di culto, aggettivo usato spesso a sproposito, come in questo caso (il termine “cult“ è più inflazionato della parola “eroe“, attribuita a chiunque non muoia di vecchiaia nel proprio letto).
La verità, come spesso accade, è nel mezzo. 'Arrapaho' è sì un film di una volgarità stratosferica, privo di senso e che non fa neanche molto ridere, ma allo stesso tempo è una pellicola capace di trasformare le sue caratteristiche negative in punti di forza, con il nonsense e la parolaccia fine a se stessa utilizzati (volontariamente) in maniera talmente disinvolta e selvaggia da risultare efficaci. Con i suoi attori lasciati allo stato brado, le parodie pubblicitarie ad interrompere la trama in maniera del tutto casuale, gli errori sul set lasciati nel montaggio definitivo ed un finale delirante ambientato nell'Arena di Verona durante una rappresentazione dell'Aida, 'Arrapaho' sembra la testimonianza filmata di una scampagnata di buontemponi che hanno passato una giornata a cazzeggiare in libertà.
Il fatto che detti buontemponi siano per gran parte i componenti degli Squallor rende il tutto un po' più interessante, ma la sensazione predominante nel vedere 'Arrapaho' è quella di smarrimento: cosa sto vedendo? Ci fanno o ci sono?

Tra gli attori, la compostezza di Daniele Pace nei panni di Palla Pesante è a volte irresistibile, come è sconfinata la bonaggine di Tinì Cansino; se vi sembra di aver già visto da qualche parte Urs Althaus (Arrapaho), poi, è perché lo ricorderete senza dubbio come l'Aristoteles de 'L'allenatore nel pallone' con Lino Banfi.

Prima di chiudere, un commento al voto che seguirà il testo: per 'Arrapaho', il valore attribuito alle due stelle non è da tenere in considerazione. Questo film non è “brutto“, e sarebbe stato ingiusto anche definirlo “talmente brutto che è ad un passo dal sublime“; ad un passo dal sublime lo è senza dubbio, ma non saprei dire partendo da dove...

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



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I commenti degli utenti


BERTO scrive:

VERO TRASH

Io dico che questo è vero trash.. come film trash è da 5 stelle, come giudizio assoluto èè chiaro che non puoi dare più di 2 stelle.. ora il trash è cult e molti si atteggiano a fare trash.. arrapaho no.. è trash puro, scollacciato, napoletano, demenziale, surreale, spassoso a tratti geniale.. quelle trovate che nascono solo all'ombra del vesuvio .. e i napoletani, non si offendano i partenopei, sono i numeri 1 su tante cose anche sul trash e aa 'munnezz..


Inviato il 15/08/2007

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gabriel scrive:

 

e`l`opera di un terry gilliam napoletano sotto acido,ma con un sense of humor ai minimi livelli.lo si ama alla follia o si cambia canale dopo dieci minuti.


Inviato il 15/01/2007

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Simo scrive:

 

no comment! senza la bencheminima capacità inttelletiva di giudicare qualcosa che chiaramente viene o dalle profondità cosmiche dello spazio (in provincia di azatoth probabilmente)oppure come prodotto di uno psicopatico killer prossimo alla morte per eccessiva assunzione di di di televisione (letteralmente)


Inviato il 31/05/2006

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Alessio scrive:

Arrapaho

Il film è unico!
Chi ama il genere trash deve vederlo almeno una volta.



Inviato il 28/12/2005

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Margot scrive:

pubblicità

Io non ho capito gli stacchi pubblicitari... Perché si vedono le ballerine? E che pubblicità sono?


Inviato il 06/11/2005

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dani77 scrive:

mitico!

Un mito!!!!!!!!! Stupendo. Cult movie italiano per eccellenza. Questi sono film!!!


Inviato il 03/05/2005

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alessandro scrive:

arrapaho

arrapaho è uno dei più grandi film comici mai realizzati, passerei giornate intere a vederlo ininterrotamente. Nel finale del film si dice che un giorno sarebbe stato fatto arrapaho 2, è praticamente impossibile ma mi piacerebbe tanto....è letteralmente da oscar la scena in cui il capo indiano si sta cacando sotto mentre cerca di convincere la figlia a sposarsi, e mentre si ritira incontra un toscano su una renna in cerca della steppa. Ciao da alessandro


Inviato il 26/12/2004

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