Di Neri Parenti, con Paolo Villaggio e Lino Banfi; formato: 1.85:1; 1981
Giandomenico Fracchia (Paolo Villaggio), un impiegato grigio e sottomesso, vede la sua vita sconvolta dall'arrivo della Belva Umana (di nuovo Villaggio), un temibile criminale dalle fattezze identiche a quelle del mite Giandomenico. I due entreranno in contatto e - per volere della Belva - si scambieranno saltuariamente i ruoli, riuscendo così a confondere polizia, digos e carabinieri, tutti sulle tracce del violento malvivente.
Protagonista delle serate televisive di milioni di ex-ragazzini ora trentenni, 'Fracchia la belva umana' è un film che risulta invecchiato con dignità e che - anzi - fa rimpiangere i tempi in cui “commedia all'italiana“ non era sinonimo di insulsi figuri come Pieraccioni e di baratri di stupidità come i vari Natali in qualche posto del mondo.
Sorprende, a conti fatti, constatare che il vero protagonista di questa celeberrima commedia è un inarrivabile Lino Banfi, capace di divorare ogni scena in cui è presente, mettendo in secondo piano un Paolo Villaggio che non va oltre uno stanco campionario di porte sbattute in faccia e di umilianti sottomissioni viste e straviste (c'è anche la preistorica gag con il puff). Per quanto mi riguarda, Banfi ha sempre dato il meglio di sé con i personaggi più irascibili, isterici e incazzosi, e in 'Fracchia la belva umana' il suo commissario Auricchio è il non-plus-ultra dell'uomo sull'orlo di una crisi di nervi, un ruolo perfetto che verrà tramandato ai posteri soprattutto per la scena al ristorante “Da Sergio e Bruno - gli incivili“ (“E benvenutiiiiiiii a 'sti frocioniiii...“) e per gli scatti d'ira nei confronti del suo assistente (“De Simoooone, maledètto!“).
Non solo Banfi: a risultare nettamente superiore a Villaggio (divertente solo negli inediti panni della ferocissima Belva Umana) è anche l'ottimo cast di contorno, rappresentato dagli impeccabili Gianni Agus (impagabile, al solito, nel ruolo di direttore-di-qualcosa), Anna Mazzamauro (la signorina Corvino), Gigi Reder (la mamma della Belva) e Sandro Ghiani (De Simone).
Da notare la presenza dei giovanissimi Massimo Boldi e Francesco Salvi.
Ora, per piacere, qualcuno vorrebbe spiegarmi esattamente qual è la differenza tra Fracchia e Fantozzi?
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

"E benvenuti a 'stì frocioni/belli grossi e capoccioni/e tu che sei un pò frifrì/dimme un pò che c'hai da dì"
"Non sono frocione/non mi chiamo frifrì/sono commissario/e ti faccio un culo così"
AHAHAHAHAHAHA...belli i tempi in cui Lino Banfi non si era ancora impantanato col ruolo di nonno Libero
A proposito del grande Lino...
Bando alle fregnacce, quando ci recensisci "Vieni avanti cretino"?
l'ho appena rivisto, e non posso far altro che sottoscrivere.Come già ripetuto, sembra che il povero Villaggio (nonostante sue note capacità teatrali) non riesca ad andare oltre l'umiliante personaggio fantozziano...come quasi una palla al piede.Nel film, un continuo ripetersi delle stesse cose fritte e strafritte che anche il meno attento degli spettatori può ricordare..e alla fine risulta frustrante sentire sempre quella voce "aaaah...non da la mano". Interessante il suo alter ego....
d'accordo
Assolutamente d'accordo. Il mio cuore lacrima ogni volta che in tv mi scappa di guardare un fotogramma di nonno Libero o un'intervista di Banfi che si impegna a fare discorsi seri. Il più grande comico italiano in assoluto.
Filippo scrive:
In risposta a Patrick Bateman
Patrick dice: "se non l'hai visto, Fili', non puoi perderti una perla della schifo come "Fracchia contro dracula""
L'ho visto l'ho visto, 'na cosa patetica...
Patrick dice: "Un giorno dovrai mettere online le foto della cucina di Sasha, 'ste sedie scomode mi hanno incuriosito troppo (comprate all'Ikea?)!"
No no, niente Ikea, robba de lusso, in legno antiproiettile frantumachiappe. Per quanto riguarda il vederle, sappi che è da tempo che stiamo pensando ad una cosetta che spero possa andare in porto presto. Inoltre, se stai leggendo queste righe durante la giornata di venerdì 10 settembre, ti invito a tornare in home page questa sera: dovresti trovare un bottone nuovo sulla sinistra...
Baci
D'accordissimo
Sulla superiorità di Banfi a Villaggio in questo film sono pienamento d'accordo. Non è un caso che il patetico tentativo di riportare sulle scene la figura di Fracchia (se non l'hai visto, Fili', non puoi perderti una perla della schifo come "Fracchia contro dracula"), mancando Banfi, manca tutto. E poi... se invece der vitello te danno er mulo, tu magnalo e sta' zitto e vaffanculo!!!
P.S.: Scusa se non t'ho risposto, ma ho avuto hotmail incasinata. Grazie per l'e-mail, dovere per il tuo fighissimo sito! Un giorno dovrai mettere online le foto della cucina di Sasha, 'ste sedie scomode mi hanno incuriosito troppo (comprate all'Ikea?)!
Fantozzi e Fracchia
A quanto mi pare di ricordare, Fracchia nasce come personaggio di sketch televisivi (la famosa gag del puff, appunto, in cui Villaggio era in genere sostenuto proprio da Gianni Agus) mentre Fantozzi vede la luce come protagonista dell'omonimo (?) libro satirico, scritto dal giovane Villaggio, da cui poi venne tratto il film.
Di qui la differenza ontologica tra i due: Fracchia era, in origine, soltanto una macchietta ad uso e consumo della tv, il prototipo del pavido e imbranato. Al contrario Fantozzi mostra, almeno nei primi episodi della saga, una psicologia più complessa, volendo essere personaggio rappresentativo, a fini blandamente satirici, di una determinata società e di una determinata classe sociale, anche in polemica (qualunquista) con la sinistra intellettuale. Il primo Fantozzi non è "il più grande subitore della storia"; spesso si produce in improvvisi scatti di orgoglio (vedi la partita a biliardo col suo superiore, in cui alla fine si rifiuta di perdere per compiacerlo, o anche la famosa reazione alle proiezioni obbligatorie de "La corazzata Potemkin"). Inoltre, cerca l'ascesa sociale, sogna amori romantici (e non occasionali scappatelle) con la signorina Silvani e infine, se pure un po' si vergogna della moglie, intrattiene con lei un rapporto di complicità e solidarietà.
Purtroppo, col passare del tempo, il rimbambimento senile e la brama di denaro hanno portato Villaggio a spremere fino all'osso i due personaggi, confondendoli e banalizzando specialmente Fantozzi, passato dalla satira grottesca alla farsa volgare e ripetitiva. Molto umano!