Di Errol Morris, con Robert McNamara; formato: 1.85:1; 2003
Immaginate di ascoltare vostro nonno mentre, per un paio d'ore, racconta aneddoti di guerra. Immaginate che, al posto del simpatico vecchietto di famiglia che continua a regalarvi soldi e che parla di fantozziani e pallosissimi giorni di consegna, ci sia un figlio di puttana ottantasettenne - più sveglio e furbo di voi - che invece di mostrarvi una banale fiaschetta regalata dal solito “tedesco buono“ vi metta sotto gli occhi un calendario d'argento dono di John Fitzgerald Kennedy, e invece di raccontare “quanto era cattivo il rancio, quando c'era“, inizia a snocciolare storie terrificanti di guerre nucleari evitate per un soffio e di responsabilità personali che hanno provocato cumuli di vittime espressi in cifre a sei zeri.
Roba da traumatizzare a vita qualsiasi nipotino.
'The Fog of War' propone undici “lezioni“ sulle politiche da adottare in tempo di guerra impartite da Robert McNamara, segretario alla difesa degli Stati Uniti negli anni cruciali della guerra fredda, durante la crisi dei missili cubana e la guerra in Vietnam.
L'ultraottantene (anzi, quasi novantenne) McNamara discute fluentemente, e con sorprendente lucidità e presenza di spirito, delle azioni compiute dall'esercito e dal governo americano sotto la sua responsabilità, prendendosi carico di atti terribili e millioni di morti, un passato che lui stesso non esita a definire “da criminale di guerra“ riguardo ai bombardamenti ordinati alla fine della Seconda Guerra Mondiale, un'imputazione che - sempre secondo McNamara - gli sarebbe stata attribuita senza dubbio, ed ufficialmente da un tribunale militare, se gli alleati avessero perso il conflitto. Tanto di cappello all'onestà?
Attraverso gli undici temi si ripercorrono periodi ed eventi che hanno cambiato la Storia, decisioni che hanno richiesto nervi d'acciaio, lungimiranza e quintali di cinismo per conseguire un Bene Superiore i cui tratti sono sempre sfumati ed ambigui.
Con rivelazioni a volte spiazzanti sull'effettiva responsabilità di alcuni presidenti McNamara si alleggerisce di alcune colpe, senza però tirarsi indietro al momento di essere chiamato in causa per stabilire il suo grado di coinvolgimento nella morte inutile di decine di migliaia di militari e civili.
Ascoltare quest'uomo è appassionante quanto spaventoso; i racconti inchiodano alla poltrona come in un thriller politico, e l'apparente freddezza con cui vengono rievocati i fatti lascia libero un ampio spazio per la riflessione e il giudizio personali.
L'astuzia con cui McNamara utilizza e pesa le parole è evidente fin da subito ed uccide qualsiasi tentazione di lasciarsi andare a facili assoluzioni, ma allo stesso tempo bisogna riconoscergli il coraggio che ha avuto nell'assumersi pubblicamente le proprie responsabilità (e rendergli merito degli innegabili successi) senza alcuna paura di risultare sgradevole, oggi come allora.
Nonostante si concluda la visione del film con la sensazione di aver conosciuto soltanto mezze verità, questo documentario premio Oscar costituisce un importante documento storico narrato con sapienza dal regista, dal montaggio e con l'apporto delle evocative musiche di Philip Glass, un filmato che aiuta a capire gli atroci meccanismi che regolano la nostra società e che vorrebbe indurre le nuove generazioni a non ripetere gli errori commessi in passato.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.sonyclassics.com/fogofwar/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/sony/thefogofwar.html
