Di Gus Van Sant, con Alex Frost e John Robinson; formato: 1.85:1; 2003
La strage compiuta nel liceo Columbine ad opera di due studenti torna ad ispirare un film (dopo il documentario Bowling a Columbine di Michael Moore). Elephant, di Gus Van Sant, mette in scena le ore precedenti al massacro seguendo ed intersecando le vite di comuni studenti (interpretati da attori non-professionisti) che confluiranno tutte in quel momento tragico.
La cifra stilistica e narrativa scelta da Van Sant è essenziale ed efficace: il film non segue una trama vera e propria, non offre risposte e non pone domande, ma si limita a far scorrere la vita davanti alla macchina da presa con lunghi piani-sequenza in movimento, che seguono con discrezione gli eventi lasciandosi andare solo a qualche sottolineatura di stati d'animo. “Conoscere“ i personaggi in maniera così realistica contribuisce a stimolare la mente dello spettatore sul come possa essere accaduto un fatto simile, e rende ancora più incisiva la strage finale, perpetrata ai danni e per mano di persone che abbiamo seguito per più di un'ora spiando le loro vite.
La scelta di Van Sant di utilizzare persone comuni ha prodotto dialoghi spigliati recitati con naturalezza, in una cornice di assoluta verosimiglianza frutto della bravura di scenografi, costumisti e direttore della fotografia (per il quale i lunghi piani sequenza con passaggi da ambienti in interni ad esterni devono essere stati un incubo).
Meritata, quindi, la Palma d'oro al Festival di Cannes per la regia.
Un film insolito, apparentemente “freddo“ ma coinvolgente, adatto a chi cerca un punto di vista inedito su un tema già ampiamente affrontato dal cinema e consigliato a chi non ha paura di uscire dalla sala un po' scosso.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.elephantmovie.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/newline/elephant

4 stelle ..forse 5..
filmone
a parer mio non è vero che la regia è assente e che van sant non da giudizi
credo l'abbia voluto raccontare secondo il suo punto di vista, interessante il commento di alex-bau , per come l'ha impostata sì.. in effetti sembra trasparire l'equazione gay-con-un-tot-di-prob ..però nella realtà si vociferava che i due andassero a letto insieme e van sant ce l'ha voluto mettere..
tuttavia lui l'ha immaginata così
strage dettata da noia depressione incomunicabilità rabbia punizione accelerazione del corso della vita (è paradossale lo so) ma voglio dire che per loro erano tutti già morti gli han solo dato una spinta..
la regia è magnifica
i piani sequenza ripetuti con le diverse soggettive, la musica classica, la strage così realistica (troppo anche per un FILM)
insomma che dire.. io l'ho visto al cinema e non mi sono annoiato mai e sono uscito con un senso di inquietudine e disorientamento che molto ma molto raramente ho provato uscendo dalla sala
anzi ..diciamo molto ma molto MAI..
un film unico nel suo genere e legato ad una storia, una strage ..purtroppo.. vera..
???!! Quattro stelle?! Filippo, mio Dio! Ma per più di un`ora da l`impressione di un tizio che ha dimenticato la telecamera accesa e che cammina un pò a cazzo per i corridoi... non succede nulla! E poi, il distacco del regista (ma c`era un regista?), il suo non fornire spiegazioni ai drammatici eventi limitandosi a seguire (e seguire, e seguire, e ancora seguire, non smette MAI) i personaggi, ottiene l`effetto negativo di non far emergere le premesse sociologiche e sociali (importanti in film con tematiche così drammatiche) come ha fatto Moore con Bowling a Columbine. Cioè, stiamo parlando di cose diverse, ci siamo, ma questo Elephant non comunica veramente nulla, non suscita emozioni, ti lascia freddo e indifferente. Che fosse stato questo l`intento di Vas Sant? Si, probabilmente, ma è un obiettivo un pò misero. E poi è noioso!! Ma non noioso alla 2001 - Odissea nello spazio, cioè dai tempi dilatati funzionali alla trama e alla messa in scena, no, è INUTILMENTE noioso. Insomma, fa schifo.
"dialoghi spigliati recitati con naturalezza..." MA DOVE SE NN PARLANO MAI?!
noioso come pochi
"Agghiacciante"
In "Elephant" lo stile adottato da "Van Sant" , è tanto originale quanto efficace, ed è proprio grazie a questa scelta narrativa che il regista riesce a trasmettere allo spettatore un disumano senso di assenza,...descrivendo una sorta di "limbico" contesto intriso di nichilismo,...componente quella nichilista, che trova nella pacata frase del ragazzo biondo rivolta al padre (all'esterno del liceo a strage pressoche ultimata)..."ma dove sei stato"......la sua apoteosi.
Personalmente in quest'ultimo passaggio, ci ho visto molto dello stile dei fratelli "Cohen".....che dici Filì?
bello, ma...
... proprio perche' strutturato in modo da sospendere ogni giudizio personale non ho apprezzato il momento in cui Van Sant ipotizza (in modo abbastanza gratuito) ad una presunta omosessualita' tra i 2 protagonisti... oltretutto per come si poneva la scena nel contesto ne viene data anche un'accezione negativa, un po' come se si cercasse di vendere l'equazione "gay=tipo_con_un_tot_di_problemi...
Bello bello bello!!!
Dopo aver visto Elephant, restando in tensione per tutto il tempo sapendo quello che sarebbe inevitabilmente successo, ho passato qualche giorno a ripensare alla strage del liceo di Columbine.
Questo film ti da l'impressione di averla vista di persona!
Grandioso. Non si può fare di meglio nel raccontare una storia su cui è inutile e impossibile dare un giudizio assoluto. Grazie Gus di averci lasciato giudicare con la nostra testa una volta tanto!