Di Kurt Neumann, con Vincent Price e Patricia Owens; formato: 2.35:1; 1958
Uno scienziato mescola inavvertitamente le sue molecole con quelle di una mosca durante un esperimento di teletrasporto, ottenendo un mostruoso ibrido che lo costringe a nascondersi dalla propria moglie mascherando il volto e una mano.
L'esperimento del dottor K. (da cui David Cronenberg ha tratto un remake piuttosto celebre chiamato La mosca) è un perfetto esempio di horror anni '50 a cui l'appellativo “cult movie“ calza a pennello, esponente di quel genere di cinema che negli anni della sua nascita veniva vissuto nei drive-in da un pubblico ancora ingenuo e pronto a meravigliarsi. I toni enfatici e la recitazione sovraeccitata rendono assai godibile un film altrimenti poggiato esclusivamente sull'effetto finale e su un'idea stuzzicante che, però, non è stata sviluppata a sufficienza da poter reggere per 90 minuti.
Vedere gli sguardi ipnotici del mitico Vincent Price e i colori abbaglianti tipici delle pellicole di quell'epoca, accompagnati da voci che sembrano scaturire da un citofono, costituisce un innegabile piacere cinefilo a cui sarebbe un peccato sottrarsi.
Il godimento che si trae dalla visione di questo film, quindi, deriva più dal feeling che viene trasmesso che non dal coinvolgimento che la vicenda riesce a creare.
Il pazzesco finale, poi, vale da solo l'intero film: (SPOILER! Nelle prossime righe verrà rivelata la fine del film) una ragnatela in giardino svela la sorte della mosca che ha causato l'incidente; l'insetto - ora dotato della testa e di un braccio dello scienziato - sta per essere divorato da un ragno. Una lunga serie di primi piani mette in risalto uno degli effetti speciali più ridicoli della storia del cinema, costituito da un attore, una cuffietta da bagno e un guscio di plastica nera. La mosca-uomo, inoltre, terrorizzata dall'imminenza di una fine orribile inizia ad invocare aiuto con una vocina stridula e distorta che, più che suscitare pietà ed orrore, fa piegare in due dalle risate. Avrò visto quella scena una trentina di volte (non sto esagerando, ho comprato il DVD apposta per quella sequenza), ma ancora adesso, ogni volta che la mosca-uomo inizia a gridare “aiuuuuuuuutooooo, aiutaaaaatemiiiiiiiiiii“ con il volto distorto da una maschera di terrore, beh, rido fino a farmi uscire le lacrime (fine SPOILER).
Ecco, solo a scriverne mi è venuta voglia di andarmela a rivedere.
Dategli una chance, giuro che non ve ne pentirete.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

da non perdere il séguito...
Il film tutto sommato è abbastanza agghiacciante, e quella testina nera e lucida da insetto ispira un ribrezzo come poche altre cose. Poi arriva quella scena che voleva essere drammatica e scatena invece un'ilarità irrefrenabile.
Ecco : il sequel, La Vendetta del dottor K, è tutto all'insegna dell'ultima scena del precedente, come spirito. Testoni di mosca di cartapesta, zampe gigantesche da cavia di gomma ballonzolante, testa umana appiccicata su modellino di mosca-novelty...insomma, una risata via l'altra. Non perdetelo !
aaahhh
Ed ecco qui svelata l'arcaica provenienza della vocina che parte quando, sull'home page, si passa il puntatore sulla mosca
:D