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ROGER & ME (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Michael Moore, con Michael Moore e Roger Smith; formato: 1.85:1; 1989


Nel suo primo documentario “d'assalto“, Michael Moore illustra la disastrosa situazione in cui cade la sua città natale (Flint, nel Michigan) in seguito alla chiusura della fabbrica General Motors che dava lavoro a mezza popolazione locale e sulla quale si basava gran parte del giro di affari di tutta l'area. L'enorme numero di disoccupati creati dall'evento va naturalmente ad influire sull'economia dell'intera cittadina, che in pochi anni cade letteralmente in rovina tra continue ed inarrestabili chiusure di negozi, sfratti e degrado urbano.

Con il solito piglio ironico/sarcastico e con la scusa dell'intervista impossibile al diretto responsabile di una simile catastrofe (il parruccone della GM Roger Smith), Moore conduce lo spettatore attraverso una galleria di piccole tragedie personali rese ancora più spaventose dal modo improvviso in cui si sono venute a creare (il licenziamento di massa di decine di migliaia di operai) e dall'ambiente in cui si consumano, un contesto che potrebbe - purtroppo - essere molto familiare ad una qualsiasi nazione occidentale (in ogni istante si ha la scomodissima impressione, insomma, che quei filmati potrebbero essere stati girati sotto la propria casa).
Al totale disinteresse in cui cadono tutte le richieste di Moore per un faccia a faccia tra Roger Smith ed i cittadini di Flint, fanno da controcanto le desolanti immagini di famiglie intere buttate fuori di casa e di tutti gli espedienti con cui chi si ostina (o non ha alternative) a non voler lasciare la città tira a campare, con il risultato di creare quella sana e giusta indignazione sgomenta che il regista ha saputo sollevare (moltiplicata per dieci) anche nei suoi documentari successivi.

Ad un occhio europeo, quello che colpisce di più del documentario di Moore è l'incredibile, sbalorditiva ingenuità di parte dell'umanità ripresa dal regista; in più punti di 'Roger & Me', l'ottimismo ottuso di chi credeva di salvare Flint con patetici musei e cattedrali nel deserto - come un albergo lussuoso immerso nel mezzo di edifici fatiscenti ed un centro commerciale in una città di neo-poveri - sembra provenire dalle gole di una popolazione di alieni che ha appena messo piede sul pianeta Terra.

Al contrario di documentari come 'Bowling a Columbine' e 'Fahrenheit 9/11', però, 'Roger & Me' non riesce con altrettanta efficacia a tenere ben saldo in sottofondo il punto cardine della questione, che in questo caso è il mostruoso ed implacabile meccanismo messo in moto dalla creazione delle multinazionali schiave del profitto (tema sviscerato ottimamente da 'The Corporation'), obbligate a generare quantità oscene di denaro senza guardare in faccia niente e nessuno. I numerosi episodi documentati da 'Roger & Me', insomma, non riescono perfettamente a trasformarsi in pennellate in grado di comporre un quadro ben più ampio, quadro che è comunque possibile cogliere attraverso alcuni spunti ma che non viene mai portato adeguatamente alla ribalta e tenuto a fare da collante.

Per quanto non tocchi temi di interesse planetario come 'Fahrenheit 9/11', 'Roger & Me' è comunque un documentario capace di fornire quell'utilissimo spavento che un giorno potrebbe salvarvi la vita, ed è sicuramente molto istruttivo per chi ancora crede in quella “Land of Opportunities“ che da anni ci viene spacciata da film e politici buffoni che vorrebbero prendere ad esempio il “modello americano“.
Sì, bel modello!

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.michaelmoore.com/dogeatdogfilms/rogerme.html

TrailerTrailer:

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