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CLOCKERS (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Spike Lee, con Mekhi Phifer e Harvey Keitel; formato: 1.85:1; 1995


Il film racconta il “tranquillo“ scorrere della vita di un piccolo spacciatore fino a quando un omicidio - in cui potrebbe essere direttamente coinvolto - vede finire in galera il suo amato fratello, un uomo buono che ha sempre cercato di comportarsi come un cittadino modello, a costo di numerosi sacrifici.

Tutta la bravura di Spike Lee come narratore e regista è condensata (anche) in questo misconosciuto ma bellissimo 'Clockers', che mette in mostra le doti del suo autore per mezzo di una storia estremamente semplice resa enormemente coinvolgente ed affascinante proprio dall'estetica e dalla richezza narrativa tipiche di Lee.
I pusher ad ogni angolo di strada, i ghetti neri ed il poliziotto “di quartiere“ sono figure che ai nostri occhi potrebbero sembrare aliene (a meno che non vi troviate a vivere in quartieri o realtà particolarmente difficili), ma allo sguardo di uno spettatore statunitense (soprattutto se abitante di una grande città) quella fotografata da Spike Lee in 'Clockers' è né più né meno che una realtà quotidiana, proprio come lo è per noi la valanga di amorini, amorucci e trentenni teste di cazzo rappresentata fino allo sfinimento dalla cinematografia nostrana.
Per riuscire a rendere interessante una normalissima vicenda di vita comune a molti, però, è necessario possedere capacità artistiche che di banale hanno ben poco, nello stesso modo in cui serve un talento senza pari (come quello di David Lynch) per poter creare del cinema “astratto“ senza scadere nel gratuitamente incomprensibile.
Nelle mani sbagliate, una storia di “vita di tutti i giorni“ è soltanto una versione filmata di una telefonata ad un amico o di un paio d'ore trascorse alla finestra, due definizioni in grado di descrivere perfettamente la miriade di puttanatine insignificanti in cui si è trasformato l'odierno cinema italiano.
Il vivere quotidiano di Spike Lee, invece, è uno splendido film in grado di lasciarsi guardare come fosse una sontuosissima pellicola ultra-miliardaria: la piazzetta con le panchine piene di spacciatori è inquadrata ed illuminata come e meglio di una scenografia mozzafiato di un film di fantascienza, così come - sempre per merito della magia di Lee - le tute da burini e i completi da due soldi dei poliziotti in borghese hanno la stessa capacità di attirare lo sguardo di costumi sgargianti realizzati da un esercito di sarte.

La sceneggiatura, poi, è intarsiata di tanti piccoli/grandi eventi capaci di accompagnare lo spettatore da un punto-chiave all'altro della trama senza tempi morti, vuoti o lacune.
I personaggi sono descritti a tutto tondo senza facili concessioni allo stereotipo: si arriva a condividere la distorta moralità degli spacciatori così come ci si ritrova a concepire il cinismo dei poliziotti, che non si riescono a mettere completamente in cattiva luce neanche quando fanno battute ironiche sull'ennesimo cadavere trovato in strada (siete costretti a non giudicarli anche perché la loro ironia riesce davvero a strappare la risata, nonostante il macabro contesto).

Molto bravi anche gli attori, a cominciare da quelli che ricoprono i ruoli più minacciosi: Delroy Lindo è il classico delinquente senza scrupoli in grado di assumere un aspetto quasi paterno nei confronti dei suoi galoppini, mentre Thomas Jefferson Byrd suscita inquietudine con la mera presenza.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale:

TrailerTrailer: http://www.imdb.com/title/tt0112688/trailers

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I commenti degli utenti


firsty scrive:

grande film

sono contento della tua recensione, per me è il più bel film di Spike Lee.
Fantastico.


Inviato il 24/01/2005

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