Di Andrew Van Slee, con Sean Arnfinson e Barbara Kottmeier, formato: 1.85:1, 2004
Adam, un giovane perseguitato dai sensi di colpa per aver involontariamente causato la morte di un'intera famiglia, decide di festeggiare il conseguimento del diploma con un weekend di campeggio assieme ai suoi migliori amici. Ma giunti a destinazione, un assassino inizia a decimarli...
Dieci minuti dopo l'inizio del film ho iniziato a ripetermi “No, dai, non può essere vero... tutti questi stereotipi non possono essere usati seriamente... qui c'è un'intenzione metacinematografica...“
Com'era possibile pensare il contrario: l'incubo ricorrente del protagonista che ha involontariamente bruciato viva una famiglia con un petardo (!) durante una notte di Halloween; il gruppo di adolescenti in tempesta ormonale che non fa altro che salutarsi dandosi il cinque, in partenza per un weekend di campeggio a “Lake Nede“, che - guarda caso - scoprono essere stato teatro di un terribile massacro; le sequenze di montaggio commentate da rock'n'roll d'accatto che illustrano i protagonisti mentre bevono birra a garganella e si divertono un mondo a schizzarsi in riva al lago; le soggettive dell'assassino...
Ho continuato a ripetere queste parole fino all'apparire dei titoli di coda, dopodiché ho dovuto affrontare la terribile realtà : pare incredibile, ma nel 2004 c'è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di girare un film su un gruppo di adolescenti massacrati durante un campeggio in riva ad un lago, pensando di poter essere preso sul serio.
Lungi da una qualsiasi operazione di rinnovamento dello slasher movie attraverso l'esagerazione e la sublimazione dei suoi stereotipi, 'Adam & Evil' non fa altro che scopiazzare con una spudoratezza quasi da ammirare i temi di 'Halloween' e 'Venerdì 13', riproponendoli con una sciatteria senza pari: la direzione della fotografia è inesistente, obiettivi e posizionamento delle luci sembrano scelti a caso, e Van Slee - dopo avere avuto il fegato di scrivere una sceneggiatura tanto patetica - dirige il film con l'inventiva di una scimmietta ammaestrata. In più di una sequenza è palese la totale assenza della minima intenzione di costruire visivamente l'azione: c'è solo una camera a mano che cerca di riprendere alla bene e meglio quello che avviene in scena.
Definire 'da dilettanti' la regia significherebbe conferirle una dignità che Van Slee non riesce nemmeno a sfiorare.
Tutti gli attori, dal primo all'ultimo, sono completamente privi del minimo talento e concorrono così a sottilineare l'assurdità dei dialoghi, talmente ridicoli da sembrare improvvisati lì per lì sul set.
Segue SPOILER
Tanto per darvi un'idea, ecco le parole esatte che la fidanzata del protagonista pronuncia per consolarlo dai sensi di colpa dopo l'ennesimo incubo: “...almeno i Kio (la famiglia bruciata viva “involontariamente“) sono morti insieme?“. Lui le posa la testa sulla spalle e sussurra: “Sì...“
Fine SPOILER
Le motivazioni dell'assassino, poi, sono talmente sconclusionate e inverosimili da lasciare a bocca aperta anche chi - come il sottoscritto - crede di avere già un buon background di shit movies.
Se almeno si fosse spinto di più l'acceleratore sul gore (che invece è ai minimi storici) e sull'assurdità della messa in scena, saremmo di fronte a un nuovo capolavoro del 'so bad it's good'.
Così com'è, invece, persino 'Valentine' è più godibile di questo film. E con questo ho detto tutto.
Tiziano
Tiziano dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
