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NEVERLAND (Finding Neverland) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Marc Forster, con Johnny Depp e Kate Winslet; formato: 2.35:1; 2004


La vita dello scrittore James Matthew Barrie (Johnny Depp) viene ripercorsa da un film che prende in esame il periodo in cui l'autore - reduce da un flop teatrale ed in crisi con la moglie Mary (Radha Mitchell) - incontra la vedova Sylvia Davies (Kate Winslet) e i suoi quattro figli, che gli daranno l'ispirazione per il suo capolavoro: 'Peter Pan'.

Un po' 'Big Fish', un po' 'Shakespeare in Love', 'Neverland' si pone a metà strada tra il film biografico e la commedia romantica tratteggiata da decise pennellate di dramma e fantastico. Il fulcro del film è l'ormai trito tema della vita vista attraverso gli occhi della fantasia, capace di far crescere sani e di alleviare i dolori neanche fosse un flacone di Maalox. 'Neverland', però, riesce a trovare una sua via grazie all'adozione di toni leggeri e di ottime performance, fattori che rendono assai gradevole una pellicola altrimenti destinata ad essere archiviata come roba da donnicciole che vogliono vedere Johnny Depp e piangere un po'.

Il protagonista sembra interpretare una versione matura e più controllata del personaggio di 'Benny & Joon'; nonostante il rischio di scadere nell'infantile fosse in agguato dietro ogni angolo, Depp ha saputo evitare ogni trappola donando al suo J.M. Barrie il giusto grado di serietà e profondità d'animo, rendendolo più un bell'adulto divenuto tale grazie ad un positivo spirito fanciullesco piuttosto che un coglionazzo che si rifiuta di crescere.
Sembrerà strano, ma il momento migliore di Depp - in questo film - è costituito da una lunga inquadratura in cui l'attore mantiene fissa una sola espressione che condensa tutta la preoccupazione e il rimprovero che Barrie vorrebbe esprimere ad una Sylvia Davies ormai malata, bisognosa di cure ma ottusamente decisa a nascondere il suo tragico destino ai figli, in una scena che riassume il concetto per cui vivere usando la fantasia non significa necessariamente mentire, né agli altri, né a sé stessi.

Kate Winslet si limita ad essere Kate Winslet, al cinema immortalata nove volte su dieci in lacrime e con addosso costumi d'epoca. Per carità, non che questo sia un male: se c'è un'attrice, anzi, capace di incarnare al meglio personaggi femminili d'altri tempi - con tanto di fardello dovuto al ruolo sociale che la donna era costretta ad assumere in quegli anni - quella è proprio la cara Winslettona, piagnona quanto vi pare ma anche dotata di una gamma espressiva che la maggior parte delle sue colleghe può soltanto sognare di avere.

Nonostante la breve parte, un plauso anche a Dustin Hoffman, che con il suo produttore disincantato ma tuttosommato fiducioso nelle possibilità del talentuoso Barrie riesce in alcuni punti a mettere in ombra anche Johnny Depp (embè, vorrei vedere...).

Strepitoso il piccolo Freddie Highmore (Peter) e citazione d'obbligo per Julie Christie (l'immortale Lara de 'Il dottor Zivago'), un'austera nonna Davies che incute timore e rispetto con la mera presenza, e che a 64 anni - e senza l'ombra di patetici lifting - riesce ad essere ancora una bellissima donna.

Per finire con gli attori, se avrete l'impressione di aver già visto da qualche parte l'attrice che interpreta Peter Pan è possibile che la ricordiate come la ragazza di Ewan McGregor in 'Trainspotting'.

La sceneggiatura, unita alla regia di Marc Forster, riesce a trovare il giusto equilibrio tra i tanti ingredienti che compongono il film senza mai concedere troppo ad uno di essi, ma - purtroppo - il cedimento (anzi, lo schianto) arriva proprio nel momento culminante, con una conclusione che sbraca nel puro tearjerker, nello strappalacrime gratuito, senza alcuna vergogna.

Segue SPOILER

Far scorrere i titoli dopo aver mostrato al pubblico l'Isola che non c'è sarebbe servito senza dubbio a valorizzare le tesi supportate dal film (la fantasia e la speranza rendono più gradevole qualsiasi realtà) e a far uscire dal cinema uno spettatore sì commosso ma non appesantito; la coda finale, invece, non aggiunge nulla alla storia (a quel punto era assolutamente ovvio che Sylvia non si sarebbe salvata e che Barrie avrebbe seguito la crescita dei bambini) e sembra quasi una patch messa in quella posizione solo per dare il colpo di grazia a chi fosse riuscito a trattenere le lacrime fino a quel momento.
“Ah, maledetto stronzone cinico, non piangi eh? E allora tiè, beccate il pupo distrutto dal dolore! Vediamo che fai adesso!“
No regà, troppo facile così, 'ste cose me le aspetto da Julia Roberts.

Fine SPOILER

Nonostante avrebbe potuto ambire a ben altri risultati, 'Neverland' rimane comunque un ottimo film a cui non mancano momenti magici e solide prove attoriali.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.miramax.com/findingneverland/

TrailerTrailer: http://www.imdb.com/title/tt0308644/trailers

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I commenti degli utenti


MattyMS scrive:

 

"una pellicola altrimenti destinata ad essere archiviata come roba da donnicciole"
archivia pure,archivia pure!

"rendendolo più un bell'adulto divenuto tale grazie ad un positivo spirito fanciullesco piuttosto che un coglionazzo che si rifiuta di crescere"
..insomma,mica tanto!

è un polpettone, dai!


Inviato il 21/01/2009

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Erika scrive:

Un po' noioso e affettato...

A me Neverland ha annoiato un po'...l'ho visto per forza d'inerzia piu' che altro questo non per qualche mancanza da parte degli attori ma perche' mi aspettavo molto di meglio (a causa delle parole d'elogio dei miei amici entusiasti) e forse anche per il mio completo disinteressamento verso i personaggi che potevano anche finire in un rogo comune o cadere da un burrone che non me ne sarebbe fregato niente.


Inviato il 24/12/2008

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