Di Wolfgang Becker, con Daniel Brühl e Katrin Sass; formato: 1.85:1; 2003
Nella Germania dell'est pre-unificazione il giovane Alex vive con la sorella e la madre, attiva e convinta sostenitrice del partito comunista. Pochi giorni prima della caduta del muro di Berlino la donna ha un infarto che la costringerà ad un letto di ospedale, in coma, per otto mesi. Al risveglio della donna, per evitarle ogni turbamento che potrebbe esserle fatale, Alex dovrà nascondere la verità della nuova realtà geopolitica facendo vivere la madre come se nulla fosse cambiato, truccando telegiornali e travasando i nuovi prodotti alimentari nei vecchi barattoli ora scomparsi.
Successone in patria, questo film tedesco è una riuscita commedia con una vena malinconica (se ride e se piagne), che parte un po' in sordina riservando il meglio per l'ultima porzione di film. Per i suoi primi due terzi, Good bye, Lenin! sembra infatti marciare col freno a mano tirato, dando quasi l'impressione di aver paura di far ridere troppo e finendo in un pericoloso limbo descrivibile con l'unico, agghiacciante aggettivo di “carino“. Al film, va detto, si può concedere il beneficio del dubbio in virtù delle probabili sfumature che ad un occhio non-tedesco potrebbero sfuggire, e man mano che il film procede per la sua strada, comunque, l'atmosfera viene scongelata dagli avvenimenti conclusivi, che riescono finalmente a regalare vere emozioni supportate dalla buona sceneggiatura e da alcune trovate visive azzeccate.
Al regista va il merito di essere riuscito ad evitare il terribile “effetto Derrick“, che rende palese la nazionalità di un qualsiasi film tedesco nei primi decimi di secondo di visione. In futuro, facendo zapping in tv ed incappando in Good bye, Lenin!, non sarà possibile capire che si tratta di un film tedesco per almeno due minuti (un fottuto record!).
Bravissima, per concludere, l'attrice Katrin Sass (la mamma di Alex) in un'interpretazione misurata e a tratti molto emozionante.
Vedendo il film non ho potuto fare a meno di pensare che, se avessi avuto qualcuno disposto a curarsi di me nascondendomi la verità , sarei stato disposto a sorbirmi anche otto mesi di coma, due anni fa, pur di non sapere che il Buffone Supremo era tornato al governo. Anzi, a pensarci bene perché sarei dovuto finire IO in coma? Non sarebbe stato meglio se l'infarto (magari con conseguenze più gravi) fosse venuto a LUI? Che dite, sono cinico? Chi se ne frega. Crepa, nano maledetto!
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.good-bye-lenin.de/index2.php
Trailer: http://www.good-bye-lenin.de/videos.php

Filippo scrive:
Per Neko
Gatto, sì, immaginavo avessi scoperto il sito oggi; di solito, chi lo trova e lo apprezza, lascia commenti a raffica.
Grazie mille per i vari complimenti sparsi, che credo termineranno quando leggerai Matrix Reloaded... Sappi comunque che è mia ferma intenzione di tornare sull'argomento riscrivendo parte del testo alla luce degli anni passati e dell'accoglienza che ha avuto il film. Sostanzialmente continuerò a parlarne bene, ma con altri termini.
Cia'!
Intelligenza direttamente proporzionale all'idea politica?
Ok mi scopro.
Ho scoperto oggi questo sito e le recensioni di Filippo.
"oh" ho detto... finalmente qualcuno che ci capisce qualcosa... e non scrive robaccia insignificante sui film. Uno che ne ha visti e sa giudicare.
Si perchè alla fine giudizi intelligenti e misurati...
..e mi chiedo perchè...
perchè ci sia gente stupida ed altra no.
Vorrei fare una selezione.
Poi leggo questa recensione e capisco, tutto mi è chiaro, la selezione è naturale.
Muori `Nano!!!!!!!!
la parte che tu dici essere la migliore purtroppo non l'ho vista, ed effettivamente l'effetto derrick non mi sembra essere sopraggiunto (ce n'è ben di più perfino in "the experiment", non credi?), ma a quanto ho visto il film non mi è sembrato un cosa incredibile. carino, per carità (nella sua accezione migliore) ma avrei preferito vedere più in avanti del ciccione accanto alla piscina.
Comunque, rincuoriamoci che tanto, l'anno prossimo, il Nanetto in Doppiopetto se ne va. Urràh!!!!!!
Completamente d'accordo, soprattutto nella parte finale, che crepasse quel nanaccio dittatore...............