di Fernando di Leo, con Gloria Guida e Lilli Carati; formato: 1:85:1; 1978
Tina e Lia, due ragazze che vivono alla giornata, si incontrano e decidono di andare insieme a Roma per abbracciare la Comune del Nazariota. Convinte di poter condurre la propria vita libere da convenzioni sociali e moralismi, le giovani dovranno purtroppo scontrarsi con la dura realtà.
Lo ammetto. In quanto uomo ed eterosessuale, temevo che non sarei riuscito a commentare obiettivamente 'Avere vent'anni'. Voglio dire: Gloria Guida e Lilli Carati (GLORIA GUIDA E LILLI CARATI), nel fiore degli anni, che praticano l'amore libero. Ditemi quale uomo degno di tal nome non bacerebbe in fronte il responsabile di un'operazione simile, anche fosse la persona più inetta dell'universo.
Fortunatamente, il personaggio in questione risponde al nome di Fernando di Leo, regista di solidissimo mestiere e autore spesso intelligente e capace di spunti sorprendenti.
Noto soprattutto per i suoi splendidi noir ('Milano Calibro 9' e 'La Mala ordina' su tutti), di Leo si dimostra a suo agio anche con i toni più leggeri della commedia erotica, che il regista sfrutta abilmente per far innamorare lo spettatore delle giovani protagonisti e rendere così ancora più spiazzante il nerissimo finale, che arriva improvviso e inaspettato. Per questo il film venne subito ritirato dalle sale e poi reimmesso in una versione rimontata che lo stravolse completamente.
Girato con evidente gusto figurativo, il film riesce soprattutto nei suoi aspetti più leggeri, merito anche dell'azzeccata coppia di protagoniste in perfetta antitesi: la nera, selvaggia ed entusiasticamente naif (“io sono bella, giovane e incazzata!“) e la bionda, fragile, riflessiva ed introversa (avviso a tutti i maschietti deboli di cuore: certi primissimi piani della Guida sono da apnea...). La regia riesce poi a rendere con eleganza e leggerezza le frequenti scene di nudo e sesso - che in mani meno capaci sarebbero state semplicemente un becero esempio di sexploitation - evitando una morbosità in netto contrasto con la purezza ideologica che sta alla base della scelta di vita delle ragazze. Perfino la mitizzata scena lesbo tra le due (appena accennata, va detto) scivola via con una sensibilità inaspettata.
Non tutto però gira per il verso giusto: è evidente che di Leo volesse mirare in alto, sfruttando l'amara parabola delle protagoniste per affrontare il tema politico del fallimento delle comuni e della rivoluzione rossa in Italia.
Aspirazioni ambiziose, troppo per le acerbe Gloria e Lilli (che pure ce la mettono tutta) e che mal si conciliano con gli aspetti più pruriginosi e leggeri della pellicola. Elementi che rendono ancora più stridenti i proclami messi in bocca agli abitanti della comune del Nazariota, afflitti da un eccessivo didascalismo.
'Avere vent'anni' ha comunque il merito di riunire alcuni dei volti più noti del cinema di genere italiano, come Ray Lovelock, Leopoldo Mastelloni, Vittorio Caprioli e soprattutto Giorgio Bracardi che con la sua esilarante parodia del commissario di polizia fascistoide - figura tipica dei polizieschi italiani di quegli anni - vale da solo la visione del film.
Da segnalare anche la presenza di Daniela Doria, vittima sacrificale prediletta da Fulci, che una volta tanto ho avuto il piacere di non vedere con un coltellaccio piantato in testa o intenta a vomitare le interiora.
“Com'è triste aver vent'anni...“, canta la Guida nella titletrack. Eh sì... soprattutto se li hai avuti quindici anni dopo di lei (Dorelli, che tu sia maledetto!).
Tiziano
Tiziano dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

Tiziano scrive:
per rasputin
è uscito da poco in DVD per la Raro Video/Nocturno. E' un'ottima edizione a 2 dischi: uno con la versione integrale originale (quella recensita), l'altro con la versione rimontata e stravolta.
dove?
dove lo hai pescato sto film? lo conoscevo di fama ma non sono mai riuscito a saperne di più...
Ahò, Lilli e Gloria, tutte e due insieme... mica chiacchiere...