Di John Maybury, con Adrien Brody e Keira Knightley; formato: 2.35:1; 2005
Jack (Adrien Brody), un reduce della prima guerra del Golfo, viene riconosciuto colpevole di omicidio e condannato - per via dei suoi vuoti di memoria, dovuti probabilmente ad un colpo di pistola ricevuto alla testa durante il conflitto - a scontare la pena in un ospedale psichiatrico. La terapia con cui tenteranno di curarlo lo vedrà legato da una camicia di forza e chiuso a forza in uno strettissimo loculo, luogo in cui l'uomo si accorgerà di poter viaggiare nel futuro.
Vedere 'The Jacket' equivale a fare una scampagnata nel regno del Così Così, territorio popolato da film che non puoi descrivere come “belli“ ma neanche come “brutti“, quelle opere che ti fanno rimpiangere di aver aperto un sito di cinema perché non sai bene come parlarne, quelle pellicole di cui dimentichi le immagini nell'istante in cui ti colpiscono la retina: vagano un po' nel nervo ottico senza mai riuscire ad arrivare al cervello, ed in futuro ti torneranno alla mente soltanto dopo aver sforzato la memoria (“The Jacket? Oddio, qual era? Ma che quello di Kubrick? Ahhhhh, no no, aspe', sì sì, quello co? co? co coso che lo chiudevano in un cassetto? Ahhh, sì sì sì sì sì! Che poi si vedeva pure una tetta di quella bona della Maledizione della prima luna, ve'?“).
Ecco, questo è il ricordo che avrete di 'The Jacket'.
Il film di John Maybury è un incrocione tra 'Allucinazione perversa', 'Stati di allucinazione' ed un pizzico di 'Donnie Darko', con vagonate di immagini “strane“ che fa tanto fico ed una vaga incomprensibilità di fondo che sembra ormai essere diventata obbligatoria per tutti i film che ambiscono (senza naturalmente riuscirci, perché l'odore di preconfezionato si sente lontano un miglio) allo status di cult-movie dei ggiovani.
Le inquadrature forzatamente ricercate e il montaggio fastidiosamente ultrarapido finiscono col soffocare (anche se solo in parte) una sceneggiatura dignitosa e piuttosto avvincente, che pecca però di superbia spargendo tematiche a caso senza ricordarsi, poi, di dare un senso ed una coerenza al tutto (qual è - ad esempio - l'utilità, nell'economia della trama, del background militare in Iraq del protagonista tanto insistito all'inizio del film?).
Buona prova - al solito - di Adrien Brody e giudizio sospeso su Keira Knightley, che non sembra essere molto a suo agio nel ruolo di “sono tanto bella ma odio il mondo e faccio la dura“ che le è stato affibiato.
“Vabbè a Filì, ma insomma, com'è 'sto 'The Jacket'“?
'The Jacket'? Oddio, qual era?
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://wip.warnerbros.com/thejacket/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0366627/trailers

Ma per me una stella sarebbe pure troppo
A me l'idea piaceva...dicevo,beh...interesante!
Il tipo che va nel futuro e che viene a conoscenza della sua morte eccetera eccetera ma poi ecco che si arriva nell'ovvieta' e nella storiellina con il pedofilo futurista ed un finale proprio scemo.Anche per i 3 pounds che l'ho pagato e' uno spreco di soldi...
Non so se sia più incomprensibile sto film o stay - nel labirinto della mente...
ebbrava sofia te si che c'hai materia grigia in quella testa...ora però vai a scuola tesò, da brava.
attrice del secolo
... ah... beh... allora siamo messi bene!
Il film è veramente così così. Poi a me queste storie d'amore così campate in aria non mi affascinano molto. I gusti son gusti...
spacchi keira
NN rompete le palle all'attrice del secolo
lo stile è bello, la regia pure, keira knightley è un bonazza soprattutto quando fa la brutta (se vabbù) sporca e cattiva che non quando diventa perfettina alla fine. il finale purtroppo fa schifo, sembra esser stato girato dal minister della salute per una campagna contro il fumo, oltre a essere sdolcinato e politicamente corretto.
The jacket ,ma che è un giacchetto?!ah si forse è un film......