Di Morgan Spurlock, con Morgan Spurlock e Alexandra Jamieson; formato: 1.85:1; 2004
In questo documentario di Morgan Spurlock l'autore mette a fuoco la scarsissima educazione alimentare degli statunitensi usando se stesso come cavia per un folle esperimento: il regista, infatti, ha vissuto - filmandoli - 30 giorni della sua vita mangiando esclusivamente cibi e bevande (acqua compresa) acquistati nei ristoranti MacDonald's.
Prima di vedere 'Super Size me' mi è capitato di ascoltare diversi commenti di persone che accusavano il film di essere fondamentalmente basato sulla scoperta dell'acqua calda, una reazione riassumibile a grandi linee in questa maniera: il messaggio lanciato da 'Super Size me' è “mangiare al MacDonald fa male“, e la risposta non può che essere “e grazie al cazzo!“.
A ben vedere, però, il vero obiettivo di 'Super Size me' è quello di mostrare QUANTO possa far male nutrirsi di quei panini alieni e sensibilizzare il pubblico su certe tematiche.
Non c'è dubbio, comunque, che per apprezzare la pellicola di Spurlock si debba inserirla nel giusto contesto.
Che mangiare al MacDonald sia dannoso per la salute lo sanno tutti, così come tutti sanno che un eccesso di qualsiasi cibo (anche di insalata scondita) potrebbe avere conseguenze piuttosto gravi. Sono cose risapute, certo, ma risapute dove?
Agli italiani tutto si può rimproverare tranne quello che riguarda la coscienza alimentare, talmente radicata in ognuno di noi da poter essere considerata quasi un patrimonio genetico nazionale. Non dimentichiamo, però, che il film di Spurlock è rivolto principalmente ad una popolazione che nel mondo non è certamente nota per il proprio acume (sì, vabbè, in pratica sto dicendo che il suolo americano è abitato principalmente da poveri coglioni), e non dimentichiamo anche che le nostre pietre di paragone sono spesso completamente diverse da quelle statunitensi: teniamo a mente che quello che noi considereremmo un ciccione, lì sarebbe indicato come uno un po' sovrappeso, e che un ciccione made in USA qui verrebbe visto come un freak, un mostro, un avversario di Godzilla, un fenomeno a cui scattare le foto.
Da dove nascono queste differenze?
Tanto per darvi un'idea: nonostante le apparenze (per il momento mi si possono contare le costole dall'esterno) il sottoscritto è un amante del junk food; per me l'inventore dei marshmallows è come una divinità pagana, ho bevuto bibite che credo rientrino a fatica nella categoria del “commestibile“, nel reparto alimentari dei supermercati sono attratto da tutto quello che è avvolto da una confezione coloratissima e piena di scritte ed ho visto 'Super Size me' tenendo in braccio un secchiello (sì: UN SECCHIELLO) di zucchero filato color rosa.
Durante un viaggio a New York, però, la mia voracità si è dovuta arrendere?
Entro in un supermarket e - dopo aver notato con una certa inquietudine che le bottiglie d'acqua costavano più di quelle di Coca Cola - quello che mi si presenta allo sguardo è il Paradiso delle Schifezzette. Snack ovunque, a perdita d'occhio! Non perdo tempo e subito afferro una delle più popolari barrette al cioccolato d'America, il Butterfinger. Pago, esco, scarto lo snack e mi accorgo che è lungo il doppio (se non oltre) di un comune Mars nostrano. “Vabbè, poco male, dura di più“, mi dico stoltamente.
Ebbene, dopo due morsi ero già schiantato. Avevo mangiato soltanto un quarto di quella barretta e mi sentivo come uno appena uscito da un pranzo di nozze. Guardo lo snack: era talmente unto che al sole brillava come un diamante. La scorza antiproiettile di cioccolato nascondeva un'esagerazione di sfoglie di non so cosa completamente intrise di? di? di? boh! Intrise!
Quell'esperienza mi ha fatto capire da dove vengono tutti gli stupefacenti obesi americani che ti lasciano a bocca aperta quando li vedi nei film: non si tratta soltanto di quello che mangiano e quanto ne mangiano, no, è tutta una questione di porzioni, e l'insistenza di Spurlock nel sottolineare la taglia tragicomica di tutto quello che viene servito al popolo americano, quindi, ha una sua ragion d'essere ed è la vera chiave di lettura che può farvi apprezzare il film.
Come viene detto da una turista francese intervistata in 'Super Size me', “quello che da noi (europei, quindi anche in Italia; ndr) è un bicchiere grande di bibita al MacDonald, qui è il piccolo, o al massimo il medio“.
Sfido chiunque a non rimanere sbalordito davanti a tutte le scene in cui vengono messe a confronto diretto le taglie dei bicchieri e delle confezioni di patate fritte disponibili nei fast food americani. Una cosa da non credere, vi giuro.
Dove sono in Italia porzioni del genere?
Esistono qui da noi tizi - come quello intervistato da Spurlock - costretti a farsi ridurre lo stomaco per smettere di bere otto litri al giorno (O T T O L I T R I A L G I O R N O ! ! !) di bibite gassate? Certo, forse esistono, ma quanti sono? Uno? Dieci? Cento? Forse anche mille, ma di certo non sono decine - se non centinaia - di migliaia come negli USA, Paese che sta vivendo l'obesità come una vera e propria epidemia e che ha assoluto bisogno di film come questo, che esprime forse concetti sempliciotti ma senza dubbio anche altamente educativi.
Insomma, prendendo le misure a 'Super Size me' ci si accorge che il film non sta affatto parlando di acqua calda.
Spurlock ha il merito di non aver sottovalutato il potere educativo dell'immagine ed aver mostrato a proprie spese gli effetti diretti di una dieta suicida (che molti negli USA adottano regolarmente), con un decadimento fisico e psicologico che - mostrato da immagini inconfutabili - ha più potere di mille parole.
Vedere un uomo ingrassare 11 chili in trenta giorni, vedere lo stesso uomo vomitare per via delle dimensioni allucinanti del pasto e vedere il sincero sbigottimento sul volto del medico che ha in cura l'uomo è molto più efficace del solo immaginarlo, così come vedere Denise Richards nuda è tutt'altra cosa rispetto all'immaginarla.
Per la cronaca: il maledetto Butterfinger l'ho esaurito in tre round, due morsi a volta, e non l'ho mai più mangiato in vita mia.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.supersizeme.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0390521/trailers

Meglio Burger King :-P
Io mi sono pure letto Fast Food Nation, in cui viene denunciata tutta la mafia che c'è dietro, lo schifo di carne che c'è nei big mac americani (fortunatamente l'italia è uno dei pochi paesi dove la carne, per legge, è locale, e non arriva surgelata insieme a tutto il resto dall'america), in pratica...durante la macellazione la carne viene a contatto con le viscere. E nelle viscere c'è la m... avete capito!
Io a volte faccio serate a base i hamburger con gli amici... ce li facciamo noi!
Carne di prima scelta, insalata e pomodori dell'ortolano, patatine fritte tagliate e fatte nell'orio fresco, bacon, cipollotti al forno, sottilette fila e fondi...
***
boicotta mac donald...!!!!
Sinceramente dopo averlo visto mi è venuta fame...
Però anche in Italia..
Visto oggi e molto gradito.
Vorrei comunque far notare come anche nei McDonald italiani, come nei supermarket USA a quanto dice il buon Filippo, la bottiglia d'acqua da mezzo litro costa DI PIU' della Coca Cola..
Molto bello 'sto il film di Spurlock (il Michael Moore dell'industria della ristorazione). Pare (o almeno lo dicevano dopo i titoli di coda) che a seguito della proiezione della pellicola a Cannes i McDonald's americani abbiano ritirato dal commercio i menu supersize!
L'hai detto filippo...anche se vivo negli USA da un bel po i cosiddetti ciccioni italiani sono autentici grissini in confronto, e se uno non e' abituato a vedere donne di 200 kili nella sua vita...beh e' meglio che si porti dei sali e qualche ricostituente perche' gli passa l'appetito.
Americani e cibo...
Mi torna alla memoria una scena nei "Simpson" in cui Boe dice a Homer Simpson di aver comprato una friggitrice ad un'asta della Marina, capace di friggere un intero bue in dodici secondi.
Homer risponde:
" Dodici secondi? Ma io la voglio subito!!!! "
MMmmmmh... Denise Richards...
Una volta in inghilterra ho comprato un mars da bere!risultato:Preferivo l'originale.Cosi' come per mc donald's:ci ho mangiato pochissime volte e preferisco farmi un panino in casa,almeno so cosa ci metto dentro.Il film potrebbe essere interessante ma secondo me il regista è un furbone!Mc donald's ovviamente non chiudera' i battenti ,e spurlok con i soldi che si è fatto, il suo bel panino ogni tanto andra' a mangiarselo lo stesso,anche lui fagocitato dall'immane potenza dei media ...Non è tutto oro quello che luccica al massimo sa di ketchup!