Di Laurent Tuel, con Karin Viard e Charles Berling; formato: 1.85:1; 2001
Una casa appena rimessa a nuovo nel cuore di Parigi, un marito che ha appena conquistato un ottimo posto di lavoro, due splendidi bambini. La vita di Marianne sembra perfetta. Ma qualcosa si spezza nel momento in cui accetta di far entrare in casa i fratelli Worms, desiderosi di poter rivedere per un attimo la casa che li ha visti crescere. Da quel momento, i figli iniziano ad assumere comportamenti inquietanti e tutto pare franare intorno a Marianne.
Lo ammetto: ho un problema con i film francesi. Non appena vedo apparire titoli come 'effets visuels numériques' mi irrigidisco e assumo un atteggiamento negativo nei confronti delle immagini che scorrono. Soprattutto quando credo di essermi affittato un horroraccio direct-to-video per farrmi due risate in un piovoso sabato pomeriggio e invece mi trovo di fronte all'operina 'arty' di un registucolo francese che si crede il nuovo Kubrick.
'Child's game' cita infatti apertamente 'Shining': la famiglia borghese che sotto una sottile crosta di normalità cela squarci di folllia, la casa infestata perché teatro di un terribile fatto di sangue destinato a ripetersi, i bambini che parlano con i fantasmi... Il problema è che il regista appare continuamente indeciso sulla strada da far prendere alla storia e così esagera con i condimenti e le false piste fino a perdere completamente le redini del suo film.
Intendiamoci, non è tutto da buttare. Tuel non è proprio un incapace, ha un certo gusto dell'immagine ed è da apprezzare il suo tentativo di costruire la suspence in maniera 'classica', attraverso lunghi piani-sequenza fissi e un uso accorto delle ottiche, rifuggendo da trucchetti facili come velocizzazioni improvvise e effetti audio stridenti sparati a tutto volume. E riesce, grazie a qualche squarcio surreale a incuriosire per un po' lo spettatore. Curiosità che crolla però miseramente quando ci si rende conto che tutti gli indizi sparsi qua e là sulla possessione diabolica dei bambini, sul terribile segreto della madre (ninfomane e cleptomane repressa) e sul fragile equilibrio mentale del padre sono solo 'trovate' slegate l'una dall'altra, che non porteranno a nessun climax rivelatore.
'Child's game' si riduce ad essere semplicemente una serie di colpi di scena buttati lì alla rinfusa, nel disperato tentativo di tenere desta l'attenzione dello spettatore e di nascondergli che il vero fantasma è la storia.
Uno di quei film che si dimenticano man mano che li si sta guardando.
Tiziano
Tiziano dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere

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Call me wind beacuse I am absolutely blown away.
beloooooooooooooo
secondo me qualche spunto c'รจ!!!
ancora me lo rinfacciano
magari tutti riuscissero a dimenticarlo sto film...
un mio amico ancora me ne rinfaccia l'affitto.
non so cosa mi prese quel giorno davanti al distributore di videoelite....
forse gli alieni...
non trovo altre spiegazioni plausibili. eppure davanti alla locandina e al "è un film francese" avrei dovuto capire....