Di Ang Lee, con Eric Bana e Jennifer Connelly; formato: 1.85:1; 2003
Finalmente, dopo anni di false partenze e rinvii, uno dei personaggi più popolari del mondo dei fumetti può vantare una trasposizione cinematografica. Sto parlando - naturalmente - di Hulk, verde, gigantesco e furibondo alter-ego dello scienziato Bruce Banner che si manifesta ogni volta che il suo ospite cede alla rabbia.
Una volta partito il progetto è iniziata la ricerca di un regista che fosse adatto a girare un kolossal ad effetti speciali, in cui il centro dell'attenzione è un mostro verde in grado di radere al suolo una città intera. Con questi presupposti è quindi ovvio che come regista sia stato scelto l'autore di... Ragione e sentimento.
“No, un momento, devo aver capito male“.
No no, hai capito benissimo, il regista è proprio QUEL Ang Lee, responsabile di film come Il banchetto di nozze, Tempesta di ghiaccio, La tigre e il dragone e il già citato Ragione e sentimento. Sicuramente una scelta coraggiosa (o folle, a seconda dei punti di vista) che va riconosciuta alla Universal, casa produttrice del film.
Come accade in tutti gli esordi cinematografici di personaggi tratti dai fumetti, anche in Hulk si parte dal racconto delle origini del personaggio, creato suo malgrado dagli esperimenti di innesti genetici condotti dal padre (David Banner, interpretato da Nick Nolte) e trasmessi come fossero una malattia ereditaria al piccolo Bruce Banner (Eric Bana). Gli spaventosi poteri del bambino rimangono latenti fino a quando, da adulto, un incidente sul lavoro lo espone ad un'irradiazione massiccia di raggi gamma, che sarà la miccia che innescherà la mostruosa mutazione: ogni volta che Bruce Banner sfoga la sua rabbia, ora, si trasforma in maniera incontrollabile in un gigantesco ammasso di muscoli la cui furia può essere mitigata soltanto una volta ristabilito il suo equilibrio mentale.
A complicare le cose ci pensa un generale dell'esercito e il redivivo Banner padre, dato per morto decenni prima e ora tornato per scopi non proprio nobili. L'unico appiglio alla realtà che rimane a Bruce Banner è la sua ex-ragazza Betty (Jennifer Connelly), figlia del generale che vorrebbe la pelle del mostro verde.
Come c'era da immaginare, la presenza di un regista raffinato come Ang Lee ha prodotto un blockbuster che prende le distanze dalle formule adottate solitamente per i film spettacolari ad alto budget. Hulk è un film dalle due anime che da un lato propone un solido e divertente spettacolo caciarone e, dall'altro, offre soluzioni stilistiche e narrative insolite che è rarissimo vedere in un film nato per le grandi masse. La forte caratterizzazione dei personaggi, e il tempo dedicato a dialoghi che ne possano delineare le varie psicologie, sono i due elementi più evidenti scaturiti tra la fusione di Hollywood ed Ang Lee, che si dimostra comunque perfettamente a suo agio anche con la componente più “leggera“ del film, quella dedicata al puro intrattenimento.
Donando a molte inquadrature un gustoso layout da fumetto, il regista è riuscito in maniera molto efficace a trasferire sullo schermo il linguaggio dei comic-book americani dai quali il film è tratto. Sempre rimanendo in tema, bisogna far notare, poi, come alcune delle caratteristiche-marchio di fabbrica dell'Hulk-fumetto siano rimaste intatte nella trasposizione filmica: c'è il carroarmato preso per il cannone e fatto roteare, così come c'è la scossa tellurica provocata dai pugni dati al suolo dal mostro verde, e non manca neanche la mitica frase “non... farmi... arrABBIARE!!!“ detta da un minaccioso Bruce Banner un attimo prima di trasformarsi in Hulk. Imperdibile il cameo di Lou Ferrigno (il body-builder che ha impersonato Hulk nella serie TV dei primi anni '80), e spassosissimo è il feroce barboncino-Hulk che appare a circa mezz'ora dall'inizio. Una nota di merito va anche alla costumista Marit Allen, che è riuscita a creare un abbigliamento che rende Jennifer Connely un essere umano al quale è possibile affezionarsi, e non la solita Barbie irreale che non incontrereste neanche ad una sfilata di Armani.
Passando al clou dello show (ovvero il personaggio di Hulk, creato interamente al computer), mi sento di affermare che, nel complesso, la Industrial Light & Magic è riuscita a portare a termine un ottimo lavoro. In alcuni momenti, innegabilmente, il mostro verde ha un non-so-che di artificiale, ma le animazioni, le texture e l'integrazione con gli elementi reali sono per la maggior parte del tempo di qualità eccelsa.
Mi è capitato di leggere molte critiche in cui si puntava il dito contro l'aspetto irreale di Hulk, ma credo che se esistesse davvero un uomo verde, alto quattro metri e coi muscoli pompati da una doccia di radiazioni, avrebbe proprio le fattezze del mostro creato dai tecnici della ILM. Invece, a chi ho sentito lamentarsi del fatto che Hulk, durante la trasformazione, straccia tutti i vestiti che indossava Bruce Banner tranne i pantaloni, chiedo: per ottenere un maggiore realismo, avreste preferito vedere un pisellone verde penzolare a destra e sinistra?
Nonostante l'attenzione sia tutta concentrata sul gigante verde, gli attori del film offrono performance validissime a partire da Nick Nolte e Jennifer Connelly, con l'ottimo Sam Elliott a fare da spalla.
Non tutto, però, è andato per il verso giusto.
Quando si arriva al finale il regista sembra perdere le redini del film, che inizia a sconfinare - in maniera coraggiosa ma alquanto azzardata - in una sorta di “cinema sperimentale“ con tanto di messa in scena di stampo teatrale e mega-effetto speciale allegorico che lasciano un tantino perplessi. Certo, ben venga l'innovazione, soprattutto in un campo stagnante come quello del cinema fracassone americano, ma in questo caso ho l'impressione che il regista si sia lasciato prendere la mano dal suo lato intellettuale finendo col sembrare un po' autocompiaciuto.
Una nota stonata - ma qui entriamo nella pura soggettività - mi è sembrata anche l'eccessiva bontà del mostro. Mi spiego meglio: ho sempre avuto - e continuo ad avere - un debole per la distruzione edile indiscriminata, per la furia demolitrice e per i palazzi che vengono ridotti in briciole da mostri e giganti. Hulk, fin da quando ero bambino, è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti, perché incarnava alla perfezione il mio malcelato “appetite for destruction“, che speravo di scatenare durante la proiezione del film. Sono un cretinetto, lo so, ma il pensiero di un personaggio che se al mattino si alza incazzato rade al suolo la città mi fa impazzire.
In Hulk, il film, i momenti di distruzione estrema ed insensata non mancano (salutati da un mio sorriso da orecchio ad orecchio), ma ne avrei voluti vedere di più, e avrei voluto vedere il mostro fare meno espressioni da cucciolone tenero. Chi se ne frega se poi la gente non si identifica con te! Sei Hulk! Tira giù quel palazzo a capocciate, porco Giuda!!!
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.thehulk.com/index_flash.html
Trailer: http://www.apple.com/trailers/universal/the_hulk/international/

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That's not just the best answer. It's the besstet answer!
Hulk
Hulk ha un solo punto a suo favore, e questo punto lo eleva al di sopra di tutti i flim fatti finora sul tema supereroi.
E sai perchèèè?? Perchè quel regista li' si è preoccupato, a differenza di ogni altro prima di lui, di trattare Hulk come una persona reale. Tutto qua. Di conseguenza ha dovuto giustificare ogni suo movimento. Cosi' quando Hulk compie un'azione tu puoi risalire alla ai motivi della rabbia di Banner: "il mio papà ha fatto l'errore che fanno tutti: ha sostituito la moralità con l'ideologia e di conseguenza ha devastato i miei sentimenti con la violenza di un caimano"..ergo: "mi girano i baglioni", e si vede. Ecco, ogni gesto di Hulk mi sembra la conseguenza di questo assunto.
Non capisci? Pensa a Devil, o Xmen, quei personaggi non si comportano in maniera reale, Hulk invece si, cioè vedi dietro una personalità abbastanza reale e normale. Wolverine sembra un pirla, Tempesta sembra senile come un professore, e i cattivi lascia perdere..una persona in quelle condizioni impazzisce o diventa un Hitler assassino che si crede Dio poi collassa o lo abbattono.
Il cin ciun ciàn li' che ha diretto Hulk invece ha fatto l'unica cosa sensata: dare spessore reale a una cosa che non lo è. E chiaramente ci sono quelli che non capiscono.
Capisco tutto io. Conquistero' il mondo e vi sbatto fuoricazzo.
Supereroi...
Devo dire la verità , a me è piaciuto molto , sicuramente più di Spiderman che ho trovato una cagata micidiale , ovviamente non dal punto di vista tecnico , ma chessò , noioso a livello prettamente di coinvolgimento , di atmosfera , dopo dieci minuti dormivo già insomma. Mentre sto Hulk , mmmmh...
lou
Ma è vero che Lou Ferrigno è sordomuto?