Di James Mangold, con John Cusack e Ray Liotta; formato: 2.35:1; 2003
Davvero niente male il cinema d'estate: certo, la scelta di film è piuttosto limitata ed è innegabilmente triste doversi vedere strappare i biglietti dal bibitaro, improvvisato factotum responsabile unico delle cinque sale di un cinema Barberini deserto. È altrettanto vero, però, che è un raro piacere poter entrare nel locale a dieci minuti dall'inizio dello spettacolo ed assicurarsi il posto migliore della sala senza aver fatto un solo minuto di fila alla cassa, per poi gustarsi il film in santa pace al riparo da rompiballe chiacchieroni e senza dover portare avanti una strisciante guerra sotterranea con il gomito del vicino, per poter conquistare il bracciolo della poltrona.
Nelle migliori condizioni, quindi, mi appresto a vedere il nuovo film di James Mangold (Copland), un thriller che vede protagonisti il sempre ottimo John Cusack (Alta fedeltà ) e il mitico Ray Liotta (Quei bravi ragazzi, nonché doppiatore di Tommy Vercetti nel videogioco Grand Theft Auto Vice City).
Dopo una serie di incidenti dovuti alla sfiga e al maltempo, una decina di persone, con destinazioni diverse, si ritrova in uno scalcinato albergo stradale in stile Bates Motel senza la possibilità di riprendere il viaggio in tempi brevi. Dopo pochi minuti, però, il gruppo si accorgerà di essere sotto l'assedio di un brutale omicida, che sembra deciso ad eliminare uno ad uno tutti i clienti forzati dell'albergo. Chi è l'assassino? E perché è così scorbutico e maleducato da uccidere quelle persone?
Quello che sembra solo l'ennesimo aggiornamento dei Dieci piccoli indiani di Agatha Christie è un film che nasconde, in realtà , una venatura soprannaturale che verrà alla luce in modo inaspettato ma tardivo, arrivando a destare la curiosità dello spettatore soltanto dopo un primo tempo ben girato ma assai convenzionale (c'è anche una specie di omicidio alla Psycho, con Rebecca DeMornay che vaga sotto la pioggia riparata da una tendina per doccia). Insomma, quando la cosa inizia a farsi interessante il film è bello che finito. Rimane, poi, l'indiscusso piacere nel veder recitare i già citati Cusack e Liotta, che insieme a Kevin Bacon potrebbero formare l'ipotetico trio degli attori più sottovalutati di sempre.
A conti fatti, Identità si segnala come un dignitoso thriller che non scontenterà chi ama il genere e chi cerca solamente un buon intrattenimento.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.sonypictures.com/movies/identity
Trailer: http://www.apple.com/trailers/columbia/identity

x Filippo.
Magari l'hai già fatto, ma prova a dare una chance a QOS, non si sa mai... Pure io non ho mai retto 007, ma questo...
Filippo scrive:
Per Alex
Mai.
007 non lo posso regge.
NON C'ENTRA NIENTE
Ma quando fai la recensione di Quantum of Solace??????????
A me non è affatto dispiaciuto questo Identità , anzi. Certo, nulla di originale( lo schema dei "Dieci piccoli indiani" oramai è superabusato), ma la confezione è buona e gli attori all'altezza.
negli extra del dvd c'è il finale alternativo, meno buonista e a mio avviso più sensato.
l'ho trovato gustoso... anche perchè anche se il rosario degli ammazzamenti è convenzionale, l'attenzione è tutta presa dal cercare di capire cosa ci incastra la vicenda (contemporanea agli eventi nel model) del maniaco condannato a morte
Fico questo film, eppoi diciamocelo, Amanda Peet è proprio un bel bocconcino.
(sì insomma... CHE FIGAAAA!)
mi è garbato... è vero, tutto il rosario di ammazzamenti è piuttosto convenzionale, però la vicenda parallela (quella carcerario/psichiatrica) tiene desta l'attenzione, perchè non si capisce bene cosa ci incastri con i motellari, e la parte finale in cui il legame viene fuori sorprende (meno l'immancabile post-finale). E poi adoro Liotta quando fa il bastardo.
Molto carina la trama...ero anche io a Roma quando è uscito (e chi se ne frega)...