Di George A. Romero, con Simon Baker e John Leguizamo; formato: 2.35:1; 2005
Tu mi dici “George Romero torna alla direzione di un film di zombi“ e io reagisco come un bambino del Mulino Bianco a cui hanno detto “Walt Disney torna a dirigere Topolino“; ma mentre l'ex-spia nazista è saldamente ibernata in una cella segreta nei sotterranei dei suoi studios, il regista di Pittsburgh - dopo un tentativo abortito di prendere in mano le redini del 'Resident Evil' cinematografico - ha deciso di staccare il megafono dal chiodo e di mettere nuovamente mano (plurale di “mano“) alla sua saga dei morti viventi.
C'era da aver paura: il precedente film di Romero - 'Bruiser' - era (parere unanime di tutti quelli che conosco e che l'hanno visto) “una schifezza“, le prime voci davano per certa la presenza di Asia Argento nel cast e il trailer uscito qualche mese fa era non dico infame ma quasi.
'La terra dei morti viventi', insomma, avrebbe potuto far precipitare definitivamente Romero nell'inferno dei Darii Argenti, a rimpinguare le fila di un piccolo esercito di gloriosi registi rovinosamente decaduti.
E poi adesso il cinema è cambiato, gli zombi vanno veloci, corrono, hanno un coagulante nella saliva che in caso di morso evita spargimenti di sangue PG-13 un-friendly, vanno in giro con tranci di testa divelti in computer grafica (che poi mi chiedo: di cosa cazzo sono morti tutti quelli che risorgono già con mezza testa mancante??? Ma che è, nessuno crepa più di vecchiaia?), rifiutano sdegnati il loro ruolo di proletariato dell'horror e si limitano a nascondersi nell'ombra per fare BU!, come una qualsiasi Fata Dentina di merda.
Romero che fa, si adatta?
Ma quando mai.
Proseguendo coerentemente ad utilizzare l'approccio con cui aveva dato vita a 'La notte dei morti viventi', Romero si riappropria dei suoi figlioli putrefatti restituendoli ad una dimensione in cui l'orrore dei corpi in decomposizione è usato come strumento per discutere di ben altro.
'La terra dei morti viventi' è una metaforona dell'attuale situazione sociopolitica mondiale che - per quanto ormai ovvia e risaputa - riesce dove molti altri hanno fallito esponendo il nocciolo della questione in maniera diretta (anzi, usandolo proprio come fondamenta della pellicola), portando in primissimo piano le questioni affrontate senza mascherarle, senza inutili ricami o equilibrismi diplomatici politically correct, evitando in questo modo l'effetto “messaggino“ presente in tutti i film che dicono/non-dicono, tutte le pellicole “vorrei ma non posso“ che risolvono il problema mettendosi al polso un qualche stronzo bracciale di gomma, che possa ricordare agli spettatori che al mondo c'è la fame/la guerra/le cose brutte/Pieraccioni/l'aids/la gente famosa che fa morire i bambini africani schioccando le dita.
'La terra dei morti viventi' non è un film “che vuole dire qualcosa“, l'opera di Romero È il qualcosa.
Siamo in un mondo che è l'ideale prosecuzione di quello visto ne 'Il giorno degli zombi', una Terra in cui la razza dominante è rappresentata da un'orda sconfinata di cadaveri e in cui gli ultimi esseri viventi - come in una rivisitazione moderna de 'La maschera della morte rossa' - si sono barricati in un grattacielo di lusso a gozzovigliare come se niente fosse, in un'affannosa ricerca dell'oblio a tutti i costi protetta dall'esercito, da un recinto di fil di ferro elettrificato e circondata dalla plebe che non può permettersi il lusso di un appartamento nella torre, popolo a sua volta assediato da un numero incalcolabile di morti viventi.
Già , perché nonostante tutto sia ormai andato perduto la divisione di classe - tra gli umani - è ancora viva e vegeta, mentre gli zombi sono milioni di corpi con un'unica mente e ed un unico scopo: divorare chi ha più di loro, chi si diverte a soggiogarli in umilianti impieghi e ad ucciderli durante raid notturni.
Gli anni sono trascorsi anche per i non-morti, che si sono evoluti fino a prendere piena coscienza della loro condizione. L'eccezione “Bob“ (il morto vivente capace di imparare, visto ne 'Il giorno degli zombi') è diventata la regola.
Per distrarre gli zombi, gli umani sparano in cielo coloratissimi fuochi d'artificio che riescono ad imbambolare i defunti quanto basta per prendere la mira ed assestare un letale colpo alla testa (sì, in pratica i fuochi d'artificio rappresentano la televisione), ma il giorno in cui uno zombi-benzinaio - fichissimo! - non si lascia più ingannare e, anzi, si incazza come una belva quando si rende conto di come viene trattata la sua specie, per i viventi è l'inizio di un bruttissimo giorno.
C'è abbastanza carne al fuoco, insomma, per definire 'La terra dei morti viventi' come il “Quarto Stato“ degli zombi, un film la cui ideologia di fondo viene palesata in ogni momento così come è ormai chiaro quale sia la parte in causa con cui Romero ha deciso di schierarsi.
Se poi sei un minchione come me e ti diverti a vedere azione bruta e primitiva senza alcun risvolto, con un semplice muro di zombi crivellati dai mitra o presi a missilate, bene, 'La terra dei morti viventi' ti dà anche quello.
Continuando con questioni più triviali: quanto è splatter, 'La terra dei morti viventi'?
Il make-up di Greg Nicotero è di ottimo livello, ma vi confesso che preferivo i più selvatici zombi di Tom Savini.
In quanto a sangue e budella en plein air siamo su livelli discreti, ma la scena in cui una testa viene strappata a mani nude e l'azione si vede soltanto tramite le ombre proiettate su una parete è un segno inequivocabile dei tempi che cambiano, evidentemente anche per George Romero...
Siamo lontani (non “anni luce“, ma comunque “lontani“), insomma, dall'interiora-party de 'Il giorno degli zombi'.
E Azia, com'è?
Non fa danni e - anzi - recita dignitosamente. La sua inconfondibile voce (sempre più simile a quella di mamma Daria) riesce a distrarre solamente per pochi istanti, così come il tatuaggione con l'angelo fa solo una fugace apparizione; il ruolo, stavolta, vince sul personaggio pubblico.
Il merito di Romero, per concludere, è quello di essere rimasto fedele a sé stesso e di aver quindi riportato l'horror indietro di parecchi anni, all'epoca in cui il cinema d'orrore era quello più volutamente e ferocemente politico, quello in cui bisognava temere mostri che non avevano nulla a che fare con una qualche cazzo di maschera cool intenta a mettere in atto una serie di omicidi stravaganti.
Qualche imbellettamento (figlio del budget più sostanzioso su cui ha potuto contare il regista) non ha scalfito in maniera significativa la carica eversiva degli zombi di Romero ma ha permesso di rendere la confezione del prodotto decisamente più curata che in passato.
Io odio cordialmente tutti quei registi che negli extra dei DVD se ne escono spessissimo con stronzate come “il mio non è un film su una setta di ninja idrofobi a New York, è un film d'amore!“, ma in questo caso scambiare 'La terra dei morti viventi' per un semplice horror denuncerebbe davvero una miopia preoccupante.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.landofthedeadmovie.net/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0418819/trailers

Assolutamente lodevole per impostazione e concezione di base, scade decisamente nella realizzazione. Premetto di non essere mai stato un fan sfegatato di Romero, ma i suoi film precedenti mi avevano pienamente soddisfatto, e contavo decisamente che con quest'ultimo sarebbe stato altrettanto (anche la prenseza di Azia prometteva qualche bella risata involontaria, a fare da contrappunto all'imperante violenza). Invece, una discreta delusione - benché non completa. Per l'intera durata ho avuto la persistente impressione che chilometri di pellicola fossero stati brutalmente sforbiciati. Romero sembra giocare a imitare il Carpenter di Fantasmi da Marte, ed il resto della troupe lo asseconda scenografi e make-up artists in primis. Ultima menzione per il finale...
SPOILER
il più melenso che la situazione potesse permettere di costruire.
Romero, dove sei?
bellizzimo
Recensione che mi ha convinto appieno anche perchè concordo quasi nella piena totalità con le opinioni espresse.
Sia visto in chiave messaggio-politico, che in chiave splatter-senza pensieri (seppure come già scritto magari non splatterissimo come ai bei tempi andati) mi ha fatto restare incollato allo schermo, e sorridere compiaciuto dopo la fine.
E quando sorrido compiaciuto mentre scorrono i titoli di testa, secondo me un film è bellissimo e non ci stanno storie.
PS: mi è oscuro il ragionamento che porti oldfilmlover a scrivere quello che ha scritto... bah...
x oldfilmlover
scusami oldcometichiami ma stavolta te la sei cercata e voluta.. ZERO STELLINE? MENO DI ZERO? MAVATTENAFFANCULO..VA!
concordo
è vero. impossibile ignorare hopper/bush e le sue frasi topiche dette scaccolandosi... e il modo in cui (SPOILER) muore assieme a Cholo/Bin laden bruciati in un distributore di benzina attorniati da dollari volanti...George sei sempre stato un dannato ottimista...
per filippo
Neanche una parola su Dennis Hopper. Sei uno zombi di insensibilità..
ZERO STELLINE
Se fosse possibile ...
Non so che film avete visto voi, ma spero che la versione DVD sia meglio.
Anzi molto meno di zero stelline.
Romero
Mbo' ... Fili' ... nun me hai convinto a sto giro! Mhà ...
YEAH!
Quoto Filippo in tutto.
Circa Asia Argento che dire? La voce sarà quella che è, ma quel che conta è che ha due belle zinne e che nelle scene iniziali veste succinto.
Il pensiero di sbattermela ha avuto priorita sul come recita.
Ottimo, un po' compresso
Lo trovo affascinante questo quanrto capitolo, o meglio, questo primo capitolo di una nuova trilogia..
I tempi del film ho notato sono stati striminziti, sono dell'idea che nelle intenzioni del regista ci sarebbero stati almeno una quindicina di minuti in più. Alcuni personaggi sono appena accennati, e proprio questo "alcuni" e non "uno" mi fa pensare al fatto che gli abbiano ridotto i tempi.
Complimenti per l'analisi, l'interpretazione dei fuochi d'artificio - televisione mi piace molto.
Kurando
è miope...
Sono miope.
molto bello
Condivido al 100% la recensione di Filippo (sei un grande !).
P.S. X lovely24: "quello di Dal tramonto all'alba" è Tom Savini, curatore degli effetti speciali del 2? e 3? capitolo dei morti viventi e interpreta lo zombi di un personaggio ucciso appunto nel 2?
bello
Bello!io kmq l'ho trovato abb. splatter!^_^ ma...carino anche il "cameo" di Sex Machine nella parte di zombie!! (quello di Dal Tramonto all'Alba..remember?")
concordo
4 stellette? Ci sto :-)
concordo. condivido. sottoscrivo tutto fino alla fine.
ottima analisi, Filì!
interessante allora...
lo recupererò in dvd.
Di affrontare il cinema d'estate e le opinioni zotiche di torme di sgranocchiatori nel buio (e non mi riferisco agli zombies) abituati (ahinoi) a ben altri "spettacoli"... non me la sento proprio!
Lo metto nella lista della spesa del prossimo autunno.