Di Matteo Garrone, con Ernesto Mahieux e Valerio Foglia Manzillo; formato: 2.35:1; 2002
Ispirato ad un fatto di cronaca (l'omicidio del “nano della stazione Termini“ avvenuto a Roma nel 1991), il film di Matteo Garrone esplora il rapporto morboso e malsano che nasce tra Peppino (Ernesto Mahieux), un nano esperto imbalsamatore, e Valerio, un bel ragazzo spiantato che viene assunto come apprendista. Peppino ha un carattere estremamente ambiguo, in perenne oscillazione tra giovialità, paternalismo e viscido opportunismo, e la sua piccola statura riesce a proiettare un'inquietante ombra di malvagità lunga a sufficienza da coprire ogni altra componente caratteriale; una “quieta minaccia“, insomma, con cui si troverà a fare i conti anche Deborah (con l'acca), una ragazza innamorata di Valerio che assumerà agli occhi del nano uno scomodissimo ruolo da terzo incomodo.
Il modo con cui viene svelata pian piano la vera natura di Peppino viene sorretto ottimamente dall'andatura del film, che - anche per mezzo di una bellissima direzione della fotografia, che utilizza tonalità livide e cineree - sembra essere una sublimazione in immagini dello stato d'animo dell'imbalsamatore, che di pari passo al suo decadimento morale sembra quasi far “marcire“ anche i già spenti colori che caratterizzano la pellicola.
Tutta la vicenda è immersa in un'atmosfera inquietante e in una sensazione di pericolo imminente, che in alcuni punti riesce ad essere talmente presente da risultare quasi tangibile. La storia, poi, è presentata sullo schermo con un realismo estremo che porta a livelli altissimi la tensione di alcune sequenze, utilizzabili come pietra di paragone per chi in futuro si vorrà cimentare con le stesse situazioni mostrate nel film di Garrone.
L'imbalsamatore, però, è uno di quei rari titoli italiani in cui la bontà dell'impianto narrativo non finisce col sovrastare l'aspetto puramente estetico, che in questo caso può contare su una confezione tecnica di prim'ordine e su un raffinato occhio per l'inquadratura. Da citare, a questo proposito, l'immagine in cui il volto preoccupato del nano è confinato in un angolo dello schermo dominato dal blu della tappezzeria (questo film sarebbe il perfetto “wet dream“ di David Lynch).
Il risultato finale non sarebbe stato di questa caratura, però, se nel ruolo principale non fosse stato impiegato l'attore Ernesto Mahieux, impegnato in una performance stupefacente che si segnala come una delle migliori interpretazioni in assoluto viste durante l'anno, e che in caso di una candidatura all'Oscar avrebbe dato molto filo da torcere anche ai vari Daniel Day-Lewis, Adrien Brody e Jack Nicholson. Bravi anche i due protagonisti più giovani, ottimi nel caratterizzare le sfaccettature dei loro personaggi che vengono comunque superati di varie spanne dalla presenza scenica dello strepitoso nano.
Un film da non perdere.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.limbalsamatore.it
Trailer: http://www.limbalsamatore.it/home.htm

Il caro Mahieux..
'sto film è eccezionale, lo vidi qualche mese fa e pure io rimasi colpito dall'interpretazione di Mahieux: su tutte, la scena della pistola mi ha fatto venire i brividi.. porca miseria!!!
HO ADORATO QUESTO FILM
BRAVO AL REGISTA ED ATTORI...