Di Uwe Boll, con Christian Slater e Tara Reid; formato: 2.35:1; 2005
L'Isola di Pasqua con i suoi enormi faccioni, le piramidi egizie, la civiltà sommersa di Atlantide, gli antichissimi graffiti che sembrano rappresentare oggetti come i moderni razzi, la storia del cristianesimo: affascinanti misteri che l'uomo del ventunesimo secolo non è ancora riuscito del tutto a spiegare e che continueranno forse in eterno a tormentare piacevolmente i pensieri delle persone più curiose, argomenti ricorrenti nelle discussioni tra amici che si ritrovano sopraffatti dall'ignoto (e dalla terza birra nel giro di un'ora) a scrutare il cielo nelle sere d'estate.
Ma vi siete mai chiesti un'epoca come la nostra, in cui tutto viene documentato, filmato e registrato, cosa lascerà di misterioso ed imperscrutabile alle generazioni future? Io lo so: i film di Uwe Boll.
A ben vedere, non credo ci sarà bisogno di lasciar passare millenni prima che qualcuno inizi a chiedersi stupefatto come sia possibile che l'uomo responsabile di una cagata allucinante come 'House of the Dead' sia riuscito a lavorare ancora. Visti i risultati (artistici ed economici) ottenuti con questo 'Alone in the Dark', poi, diventa un vero mistero il fatto che qualcuno abbia affidato, di nuovo, al regista Uwe Boll un numero di banconote sufficiente a fargli girare un terzo titolo, 'Bloodrayne', che sarà seguito in breve tempo da una quarta pellicola, 'Dungeon Siege', oltretutto interpretata da attori del calibro di Ray Liotta, Burt Reynolds, John Rhys-Davies e Ron Perlman.
Il mistero è in parte svelato: è ovvio che finché esisteranno stronzi come me e Tiziano che hanno speso e spenderanno i soldi di un biglietto del cinema per vedere fino a che punto si sia spinta l'abissale inettitudine di Uwe Boll, questo crucco cinematografaro avrà per sempre un incasso minimo garantito, ma è anche vero che - fortunatamente - spettatori del genere sono solo una nicchia ristrettissima che non può certo decretare il successo di un film al botteghino.
L'enigma, quindi, persiste.
Insomma, Uwe Boll dirige film orripilanti, non incassa una lira, è odiato al punto che qualcuno si è preso la briga di comprare un dominio internet esclusivamente per pregarlo di smettere di lavorare (vedere per credere all'indirizzo www.uweboll.com) eppure continua imperterrito a trovare finanziamenti e a girare film come un forsennato.
Forse sono io che non ho capito un cazzo, forse Uwe Boll è il nuovo Ed Wood, che aspetta solo di morire per poter essere rivalutato come moderno guru della merda; d'altronde i segnali che indicano proprio un futuro del genere ci sono tutti: totale assenza di talento, palese convinzione di essere un bravo filmaker, assoluta insensibilità alle critiche feroci, una propria ed inconfondibile cifra stilistica al negativo.
Nello specifico, 'Alone in the Dark' (tratto dall'omonimo videogioco, usato soltanto come vaghissima ispirazione) propone una storia incredibilmente confusa di esperimenti genetici, mostri dal nome ridicolo (gli Abkani) che tramano nell'ombra per impossessarsi della Terra e personaggi da suicidio coinvolti in una trama della quale perdi il filo già al secondo minuto di proiezione e che al terzo già non ti frega più un cazzo di ritrovarne il capo.
In 'Alone in the Dark' c'è LUI:
capisci che è un duro perché parla col tassista guardando fuori dal finestrino, ha lo spolverino nero in stile Sandy Marton, ha la barba di tre giorni e si esprime principalmente per mezzo del voice over, snocciolando frasi chandleriane con l'atteggiamento di quello che le ha viste tutte.
Cosa più importante, lui ha un fucile che spara proiettili di "resina fotonica accelerata luminescente".
Ripetetelo ad libitum fino a che la vostra mente assimilerà il concetto di "RESINA FOTONICA ACCELERATA LUMINESCENTE"!
Uwe Boll, mannaggia a te, alla resina fotonica e a li mortacci tuoi di quel porco del porco cazzo di quella porca.
Poi c'è LEI.
È una dotta archeologa interpretata da Tara Reid, che - tanto per capirci - è come se in Italia affidassero il ruolo di una fine e brillante studiosa ad una delle sorelle Lecciso.
Lei vive in tre modalità :
1) STUDIOSA - ha i capelli raccolti e gli occhiali.
2) DONNA D'AZIONE - ha i capelli raccolti ma non porta gli occhiali
3) MIGNOTTA - ha i capelli sciolti ed è senza occhiali
Quando è in modalità studiosa, nonostante un'indelebile faccia da tonta, riesce a sproloquiare con le frasone ad effetto in cui si calcola il coefficiente cubico del trizio a vite impiantato nella radice decupla del culatello atomico tartufato.
In modalità donna d'azione prende a pugni la vecchia fiamma facendo vedere che "sì, si vede lontano un miglio che sono una cogliona, però avete sentito che sono una studiosa perché ho detto le cose difficili, e adesso, con questo pugno, volevo far vedere a tutti che poi quando arriveranno i mostri non sarò un peso morto, perché io prendo a cazzotti la gente, come gli americani dei film quando vogliono vendicarsi bonariamente di un piccolo torto e chiosano dicendo <
In modalità mignotta, infine, lei è una tipa capace di entrare in casa della vecchia fiamma che non vede da secoli, guardarla dormire per circa trenta secondi e poi, come se niente fosse, lasciarsi trombare alla bersagliera.
LUI + LEI = LA SCENA D'AMORE
L'assenza dello spolverino di lui e degli occhiali di lei fanno sì che nasca la scena di sesso raffinato inutile. È "raffinato" perché nessuno dei due urla cose di cui vergognarsi un'ora dopo, e tutti i mugolii - ammesso che ci siano - sono coperti da Neneh Cherry e Youssou N'Dour (Uwe, ancora che me stai co' 'Seven Seconds'? Ma basta, essù, basta!); è "inutile", poi, perché la sequenza è totalmente gratuita, ma non quel "gratuita" che ti fa dire "vabbè, 'sta scena è appiccicata con lo sputo ma se non altro ha dato l'occasione al regista di piazzà un par de zinne sullo schermo", no, è del tutto gratuita perché a 'sto giro Boll mirava chissà a quale vasto pubblico e quindi ha costretto lei a trombare col reggiseno, rendendo quei due minuti di pellicola del tutto sprecati e superflui.
Ci sono anche I MOSTRI
Quasi interamente rappresentati da modelli CGI animati che un qualsiasi tecnico della Industrial Light & Magic riuscirebbe a fare bendato e con mani e piedi legati, i mostri di 'Alone in the Dark' - se non altro - hanno risparmiato a qualche povera crista di comparsa di doversi umiliare tutto il giorno correndo attraverso vetrate che potevano benissimo essere evitate e prendere fuoco per poi gettarsi da una finestra (perché quando c'è uno stuntman in fiamme c'è SEMPRE anche una finestra da cui poi si lancerà , anche se la scena è ambientata nel deserto).
Ci sono I PLAGI
Un tizio muore ucciso da un mostro in un'inquadratura copiata pari pari da quella di 'Alien' che vede la fine di Harry Dean Stanton.
Il finale, invece, è lo stesso de 'La casa' di Sam Raimi, e sarebbe stato supendissimo se al termine dell'inquadratura il personaggio protagonista si fosse girato rivelando la faccia di Bruce Campbell anziché quella di Christian Slater. Se Boll avesse avuto il coraggio di mettere in pratica una trovata simile gli avrei fatto un monumento.
E poi, infine, c'è UWE BOLL
Lo dico a chi avesse la perversa abitudine di vedere film orrendi con lo stesso entusiasmo con cui si guarderebbero i capolavori: 'Alone in the Dark' non è 'House of the Dead'. È un film di infimo livello a cui non mancano memorabili perle dell'orrido (come l'immancabile sequenza folle in cui una sparatoria viene trasformata in un puerile luna park del cattivo gusto cinematografico), certo, ma è anche e soprattutto una stronzataccia noiosa che definirla "talmente brutta da essere ad un passo dal sublime" sarebbe un enorme complimento. Due tristi stelle, quindi, e a casa.
'Alone in the Dark', insomma, è brutto e basta, l'ennesimo parto di un incapace che crede di essere un fichissimo regista modaiolo e a cui vorrei tanto chiedere "Mi scusi, mister Boll, potrei sapere cosa cazzo le dice il cervello?".
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.aloneinthedarkthemovie.com/splash.html
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0369226/trailers

United Against Uwe Boll
Fermiamo insieme Uwe Boll! Firmiamo tutti questa petizione! Se raggiungeremo 1.000.000 di firme in tutto il mondo si ritirerà dall'attività ! E ci regalano pure le cilingumma! (Non scherzo!)
www.petitiononline.com/RRH53888/petition-sign.html
Non riesco a crederci. Ma che diavolo è successo a Christian Slater?
Questo non è nemmeno un film. E' pura merda.
da fan del videogioco ho iniziato ad assistere all`omonima pellicola con buona dose di entusiasmo.Ma santi del paradiso... Era dai tempi del peggior Alvaro Vitali, o delle fugaci(per grazia ricevuta)apparizioni al cinema dei Fichi d`India che non assistevo a una simile, ma si, puttanata.Eppure Slater aveva una sua dignita`...
Meravigliosa, meriteresti il pulitzer!:-D
Esagerazione totale.
La tua recensione è esagerata. Il film non è bello ma sicuramento + migliore di quelle cagate italiane e di altri film...
Filippo scrive:
Per tutti
Rega', grazie dei complimenti, ma sul serio!
Uwe Boll
La recensione è stupenda!!! Sono MORTO dal ridere!!!!! GRANDISSIMO FILIPPO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! era una vita che non mi facevo così grasse risate!!!!
Commento
Secondo me esagerate...non è sicuramente il film più bello che abbia mai visto, ma non è neanche così brutto da meritare tutte queste critiche. Se Alone in the Dark è brutto allora cosa ne dite di Licantropia Evolution? Secondo me quello fa veramente schifo...
A Fili'...Sei un GENIO!ebbene si,mi sono tagliato.Quasi come con le recensioni di Panzer.
Dualismo paradossale
Nemmeno iniziati a scorrere i titoli di coda spontaneamente la domanda: "Con un film così si può ottenere la produzione ed attirare migliaia di persone agli scranni imbottiti dei cinema?" iniziava a pervadere la mia mente. In effetti nella mia ingenua puerilità ho sempre creduto che per "fare" un film fosse necessario talento ed un lavoro fine e ricercato.
Da qui il dualismo, un film con un sito fantastico, e ribadisco fantastico, che mi ha spinto lungo i 10 Km che mi separavano dal cinema, tratto da un bellissimo videogioco, possa in realtà essere una pagliacciata dozzinale che fa rimpiangere di aver speso soldi perfino nel giorno di "braccino corto" (come si dice qui a Modena). Sono convinto che gli spettatori fossero stati attratti solo dalla locandina... Quel film è Tavernello servito dal sommelier come Mille e una Notte Donnafugata riserva...
Consiglio caldamente a coloro che non hanno ancora sofferto della visione di quel film di evitarla accuratamente riponendo i loro soldi a favore di spettacoli meno ignobili.
mortacci vostri, andate a vede' ste cagate senza di me.
Recensione fantastica
Che dire... perchè segare quel coglione di Boll se poi dopo posso leggere recensioni del genere?
Diciamolo, quel regista tira fuori sempre il meglio di te!
Complimenti.
Forse Tara Reid è stata costretta a girare la scena d'amore col reggipoppe. Dicono che il chirurgo che le ha gonfiato il seno come un canotto abbia combinato un mezzo disastro sui capezzoli...
http://www.ccchronicle.com/back_new/2004_fall/2004-11-15/images/jackass.jpg
E ancora non è tutto:Pare che uWe bool abbia uno sfliza di titoli tratti da videogame in cantiere da realizzare .....
nessuna opinione,volevo solo salutare il caro filippo dal Apple Store a Los Angeles,mentre ti scrivo da un G5 da 30 e tutti i tipi di aggeggi mac che tu possa anche solo sognare... :)