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IL FANTASMA DELL'OPERA (id.) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Dario Argento, con Asia Argento e Julian Sands; formato: 1.85:1; 1998


Ormai è quasi una frase fatta, un'ovvietà: “Argento è da tempo rincoglionito, in 'Nonhosonno' si salvava solo l'omicidio sul treno e con 'Il cartaio ha raggiunto il punto più basso“.
Quello che non va, in questa ormai comunissima affermazione, è la memoria corta di chi non ricorda con sufficiente ribrezzo l'incredibile Fantasma dell'opera argentiano, pozzo senza fondo di scene deliranti che può essere definito - questo sì - come il peggior lavoro in assoluto (almeno per ora...) di un ex-genio.

Vedendo come la maggior parte degli attori abbia un aspetto che è tutto fuorché ottocentesco (Asia in testa, seguita dalla sempre isterica Coralina Cataldi Tassoni; mi immagino gli amici: “Corali', che parte fai ne 'sto film di Argento?“, “L'isterica“, “Ah“), vedendo come il playback dei ruoli da cantante sia effettuato in modo a dir poco dilettantesco (roba che manco alla sagra del paesello), vedendo l'inutilità di un personaggio - che vorrebbe essere la parentesi comica ma riesce solo a ridefinire il concetto di “patetico“ - come quello di Nadia Rinaldi e vedendo come la sceneggiatura (scritta - sembra incredibile ma è così - anche dall'ex-Polanskiano Gerard Brach) sia costellata da sottotrame allucinanti come quella che riguarda la macchina ammazza-topi, non rimane altro da dire, e stavolta con piena cognizione di causa, che “Dario Argento è impazzito“.

Il film è un insieme di personaggi che sembrano essere piovuti ognuno da un film e da un'epoca diversi: Asia Argento è credibile, nel ruolo della soave cantante lirica schiava della passione suo malgrado, quanto Jabba the Hutt nella parte di un jedi anoressico. Prima viene mostrata come un usignolo angelico vittima delle circostanze e poi - inevitabilmente - finisce col diventare la solita Azia che tira fuori una lingua lunga un metro dimenandola come un serpente ferito e tenendo le zinne in mano mentre biascica qualche porcata; prima si limita a vagare eterea per il teatro iniziando a gemere e sussultare ad ogni minima sollecitazione del Fantasma (che per la maggior parte del tempo appare alle sue spalle all'improvviso e lei subito “ah, uh, ah, hhh, uh, ah, eh“) e poi non esita a prenderlo a serciate in testa e cambiare di nuovo idea urlandogli dietro “AMOREEEEEEE“ mentre quel poveraccio ancora si massaggia la nicchia per madonnine da ex-voto che gli è appena stata scavata in testa dalla sassata.

Il galante corteggiatore della protagonista, invece, è il personaggio che serve a mostrare una delle scene più involontariamente comiche del film e che mette in mostra la voglia mai sopita di Argento di vivere in un mondo in cui tutti si comportano come pazzi isterici; il posato Raul mantiene costantemente un atteggiamento nobile e temerario per poi impazzire in una sauna: sconvolto dall'atteggiamento sfuggente dell'oggetto dei suoi desideri e inebetito dalla droga, il giovane inizierà ad inveire contro chiunque e a polverizzare suppellettili a colpi di bastone, chiudendo il suo mirabile sfoggio di self-control con uno sputo in faccia all'amico, sputo tirato con una tale veemenza che la forza di inerzia inferta al cranio quasi gli strappa tutti i capelli di dosso (“Mi fate shhhchifoooo!!!“, “Ma cos'hai??“, “Mi fai shhhhchifooooo!!!“, “Raulll!!!“, “PPPTTTHHUUUUU!!!“).
La sequenza, inoltre, contiene un “duello di intelletti“ tra due finissimi maître à penser che confrontano le proprie passioni letterarie urlandosi in faccia “RIMBAAAAAUD!!!“ e “BAUDELAAAAAIRE!!!“, fino a quando la foga della tenzone verbale non li scaraventa in piscina, facendoli entrare di diritto nell'inesistente volume 'Maledettismo Da Due Lire for Dummies'.

C'è un contorno di vittime sacrificali piazzate sullo schermo solo per aumentare il body count del film, personaggi inutili che scappano all'interno di interminabili cunicoli per poi riapparire tutti nel raggio di dieci metri nel momento in cui c'è la classica scena del “ritrovone“, quella in cui - come in un casino di altri horror - vengono a galla le vittime del mostro di turno.
Non si capisce, poi, a chi e a cosa possano servire le varie parentesi comiche affidate - oltre che alla già citata Nadia Rinaldi - a piccole gag e a personaggi che non fanno altro che scavare il fondo del barile fino a trasformarlo in un abisso lovecraftiano.

E poi, dulcis in fundo, c'è il Fantasma.
È il classico uomo un po' pirata e un po' signore che ha tutto un suo codice morale, che lo spinge ad uccidere donne indifese strappando lingue a morsi ma anche a difendere una bambina dalle attenzioni di un pedofilo. Gli autori ce lo vorrebbero mostrare come un bel tenebroso ricco di fascino, ma in realtà il Fantasma è un burino qualsiasi che sorprendiamo a fantasticare sulla sua amata immaginandola come fosse una comune zoccolaccia uscita da un calendario di Max, e che è pronto a mostrarsi a torso nudo e in braghe di pelle mentre prende plasticamente a martellate un pilone di cemento. Manca soltanto una cascata d'acqua a bagnare i muscoli guizzanti dell'uomo ed ecco un provino alle selezioni dei California Dream Men. Volete farvi due risate? Durante quella sequenza togliete l'audio al film e piazzate in sottofondo 'Relax' (“mah-hah-hahiaaaaaahhh...“) dei Frankie Goes to Hollywood; la scena avrà tutto un altro sapore.

C'è poi da citare la totale assenza del tocco argentiano: ne 'Il cartaio', se non altro, un pallido spettro del regista che è stato il buon Dario appare nella sequenza in cui Liam Cunningham vaga in mezzo al polline, prossimo alla scoperta della baracca del serial killer. Ne 'Il fantasma dell'opera', invece, sfido chiunque a trovare traccia del genio che ha rivoluzionato il cinema thriller ed horror fantastico di tutto il mondo.

'Il cartaio' è una merda di film? Certo, non ci piove, ma 'Il fantasma dell'opera' dimostra che Argento ha fatto di peggio.
E non era facile...

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



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I commenti degli utenti


nXsibzCSPh scrive:

kvoGSijEVCkpO

No comlpanits on this end, simply a good piece.


Inviato il 16/01/2012

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tory scrive:

 

film bruttissimo come tutti i film di argento si salvano belli solo suspiria e profondo rosso asia argento non si puo' sentire parlare al film con quella brutta voce


Inviato il 08/05/2010

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max scrive:

 

non si puo' guardare neanche dalla scatola della cassetta asia argento che come sempre recita nel film con la faccia di una che si e' appena svegliata la mattina


Inviato il 22/04/2010

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daniel scrive:

commento

bruttissimo asia argento recita malissimo non solo in questo film in tutti i film come ha fatto il padre a prenderla per i suoi film non la prenderebbero neanche alla scuola di recitazione per attori a asia argento


Inviato il 22/04/2010

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Daniela scrive:

Qualcosa da salvare

I topi, ma si, i topini recitano con convinzione e sufficiente professionalità, anche nelle scene più raccapriccianti - praticamente tutte quelle in cui si vedono i capelli del bietolone Julian Sands (ogni volta che lo rivedo sullo schermo, torno a chiedermi come abbia fatto Helena Bonhan Carter a preferire lui a Daniel Day-Lewis).
Comunque il povero fantasma non raggiunge gli abissi del cartaio, inarrivabile abominio, mi limita solo ad essere una ciofeca.


Inviato il 09/06/2007

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Witchred scrive:

Dario è qui!

Il Cartaio con gli ultimi 3 films fà ormai parte della preistoria.
http://www.witchstory.com
Il nuovo cd dei Goblin e in rete Jenifer.


Inviato il 09/12/2005

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jack scrive:

 

E poi, dai, al Fantasma dell'Opera, per essere terra terra, almeno lì c'erano zizze, sangue, lingue strappate, LA MACCHINA AMMAZZATOPI!!!!! Solo per quell'immensa cazzata geniale Stivaletti meriterebbe l'Oscar alla carriera.


Inviato il 13/09/2005

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Lorenzo Rossi scrive:

per Filippo

Resto della mia idea.
Nel "Fantasma dell'Opera" c'erano le zinne di Asia Argento (non so che farci, a me arrapa) e l'ottima recitazione dei topi.
Ho un vago ricordo perché vidi il film appena uscì, quindi diversi anni fa... ma mi pare di ricordare un ratto nero di gran lunga superiore a Muccino.

C'è da dire però una cosa: nella mia mente malata ritengo molto bello il montaggio e le sequenze dei titoli di inizio de "il Cartaio"...
Poi purtroppo comincia il film...



Inviato il 13/09/2005

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Dice... Filippo scrive:

Infedeli

Regà, vedete (o ri-vedete) Il fantasma dell'opera, poi tornate qui e parliamone...


Inviato il 12/09/2005

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Lorenzo Rossi scrive:

per Jack

Concordo in pieno.
Preferirei mangiare una merda di cavallo appena cagata piuttosto che rivedere "il cartaio" per la seconda volta.



Inviato il 12/09/2005

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jack scrive:

 

per me il cartaio rimane il peggiore in assoluto.


Inviato il 12/09/2005

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