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JU-ON - THE GRUDGE - RANCORE (Ju-On) Iscriviti e sarai sempre aggiornato

Di Shimizu Takashi, con Okina Megumi e Ito Misaki; formato: 1.85:1; 2003


Innanzitutto lasciatemi chiarire alcune cose ai lettori che avessero poca familiarità con il cinema giapponese: i film del sol levante presentano alcune tematiche ricorrenti a seconda dei generi; tutti i film d'animazione finiscono con l'apocalisse, e durante lo svolgimento della storia almeno una ragazza - contraddistinta da occhi grandi quanto le tette - viene stuprata da uno o più mostri tentacolari (insomma, roba da far impazzire di gioia Freud). I film con attori in carne ed ossa, invece, sono caratterizzati o da un'estrema poesia e raffinatezza (vedi Kurosawa) o da una violenza parossistica, con sequenze da divieto ai minori di 60 anni la cui perversione ha un che di geniale (come dimenticare il pene rotante visto in Tetsuo, di Shinya Tsukamoto?).
In tutti i generi, poi, si fa un ampio uso del non-detto tramite un linguaggio ellittico che, se da un lato stimola l'intelligenza e la fantasia dello spettatore, dall'altro può lasciare perplesso il pubblico occidentale abituato ad essere preso per mano e accompagnato lungo uno svolgimento lineare della trama, attraverso un inizio, un corpo centrale e una fine strettamente collegati tra loro.

Naturalmente la mia è una generalizzazione (state tranquilli, amanti dell'animazione nipponica, non volevo offendere nessuno; conosco molto bene le delizie che i cartoni animati made in Japan possono riservare!), ma credo fosse necessaria per aiutare ad apprezzare meglio la grammatica della cinematografia giapponese e preparare il pubblico meno avvezzo che volesse cimentarsi in una seduta di horror orientale.

Come anche i videogiochi insegnano (si veda a tal proposito la terrificante serie Silent Hill di Konami), quando i giapponesi si mettono in testa di fare paura non li batte nessuno. Certo, nella maggior parte dei casi la storia appare sconclusionata e apparentemente senza senso, ma i momenti di puro terrore sono intensi a sufficienza da far gelare il sangue nelle vene e giustificare l'esistenza stessa del film in questione. Queste ultime tre righe riassumono in parte quello che ci si può aspettare da Ju-On, un film che vede al centro della vicenda una casa stregata abitata dai fantasmi di una famiglia trucidata. Chiunque entri in contatto con le lugubri stanze della casa maledetta viene catturato dagli spettri locali morendo di spavento.

Nulla di originale, quindi, oltretutto recitato in maniera approssimativa, ma il vero punto di forza di Ju-On è da cercare nelle incredibili atmosfere che avvolgono l'intero film: ogni volta che gli spettri si manifestano, infatti, preparatevi ad un veloce cambio di biancheria intima. No, niente BU!, quello degli spaventi improvvisi è uno squallido trucchetto per americani a corto di idee; in Ju-On si fa sul serio: la tensione monta incessantemente grazie ad uno straordinario uso di suoni, silenzi, immagini e dettagli che sembrano scaturiti direttamente da terrori ancestrali comuni ad ognuno di noi.
Il fantasma “boss“ è una donna dal colore bianco-intonaco e dagli occhi cerchiati da uno spesso contorno nero, cammina a quattro zampe ed emette un verso che... Dio santo, quel verso... mi vengono i brividi solo a pensarci: un rumore gutturale in crescendo che... no, no, non mi ci fate pensare.

L'opera di Shimizu Takashi ha il limite evidente della sua natura episodica, che impedisce di immedesimarsi in questo o quel personaggio ma, come già detto, Ju-On ruota interamente intorno ad alcune scene ad effetto che difficilmente abbandoneranno la memoria dello spettatore.
Per chi avesse problemi di stitichezza, questo film rappresenterà un'ottima alternativa a prugne, crusca e fave di fuca.

Filippo

Filippo dice:


Ratings:

talmente brutto che e' ad un passo dal sublime

brutto, soldi buttati

cosi' cosi'

bello

bellissimo, da non perdere



Sito UfficialeSito ufficiale: http://www.cine-tre.com/ju-on/top.html

TrailerTrailer: http://www.cine-tre.com/ju-on/top.html

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I commenti degli utenti


Erika scrive:

Il suono gutturale...

La cosa piu' agghiacciante di questo film e' il verso gutturale della signora fantasma e lo sguardo vacuo del bambino di farina.Fatto divertente della versione doppiata in inglese:voci smorte con vago accento di Oxford e il bambino prende il nome di Tosco invece di Toshio...
Insomma a me questo film ha fatto paura perche' ho visto anche la versione in lingua giapponese con i sottotitoli...


Inviato il 23/12/2008

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blacklava scrive:

x sary87

guarda che mi sa che ti sei confusa. Questa recensione si riferisce al film giapponese, non allo squallido remake americano..




Inviato il 20/11/2007

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sary87 scrive:

the grudge

thegrudge è stato fortissimo!! consiglio a tutti d'andare a vederlo.Con una grande sarah michelle gellar!!


Inviato il 21/01/2005

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