Di Sabina Guzzanti, con Rory Bremner e Sabina Guzzanti; formato: 1.85:1; 2005
L'Italia oggi è diventata un Paese di merda in cui chi rompe le scatole al potere viene isolato, censurato e distrutto umanamente. L'assunto fondamentale di 'Viva Zapatero!' più o meno è questo, e sfido qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso e di istruzione a confutarlo.
Ora, premetto che nutro nei confronti di Sabina Guzzanti una stima incondizionata che va ben oltre le sue innegabili doti di artista e il suo coraggio politico, per sfociare in un'animalesca attrazione sessuale, nata ai tempi in cui faceva l'imitazione di Moana Pozzi.
Quindi, Sabina, perdonami se - per deformazione professionale - non posso fare a meno di soffermarmi su qualche difettuccio del tuo film (pronto comunque a ritrattare ogni singola parola di questa recensione in cambio di una cenetta galante con te in locale elegante da definirsi - pago io).
Prima piccola pecca: l'indagine sul significato della satira è interessante e approfondita, ma forse andava condotta inserendo nel corpo del film meno interviste e disquisizioni astratte, e più “satira in azione“, scelta che - tra l'altro - ci avrebbe pure fatto fare qualche risata in più.
Per capirci, un documentario sugli stambecchi deve mostrare gli stambecchi mentre saltano, mangiano o fanno a capocciate, e non un pastore valdostano che racconta come gli stambecchi saltino, mangino e facciano a capocciate. Tanto più che nel cast “volontario“ del film figurano Neri Marcorè, Daniele Luttazzi, Beppe Grillo, Karl Zero. Ecco, gli spazi di comicità pura mi sono parsi un po' sacrificati (a proposito, colgo l'occasione per polemizzare col Prof. Luciano Canfora, che secondo me cita Aristofane a sproposito: il commediografo greco sarà pure stato un progenitore degli odierni “satiri“, ma era pur sempre un filo-governativo; se la prendeva con Socrate accusandolo di rincitrullire i giovani, e non coi suoi cari amici aristocratici imperialisti, che invece li rincitrullivano davvero, con i valori della patria e della virtù. La satira nasce come arma del regime, e non come strumento nelle mani del popolo?).
Seconda piccola pecca: 'Viva Zapatero!' è forse un po' autoreferenziale. Uno di sinistra se lo vede e trova conferme di quanto già sa, magari con qualche piccola sorpresa per i più ingenui (come l'illuminante e impietosa intervista a Petruccioli, tipico esponente del D'Alema-pensiero: pseudo-progressista nei contenuti, cossighiano nei metodi). Però - sorge il dubbio - uno di destra che se lo vede a fare 'sto film? Anzi, ci va a vederselo?
Lo so, sto formulando la stessa odiosa obiezione che i critici muovevano a Nanni Moretti in 'Sogni d'oro': “Ma un bracciante lucano, una casalinga di Treviso, un pastore sardo? perché dovrebbero venire a vedere il suo film?“. In effetti, che una folla di squadristi teste rasate accorra ad assistere alla proiezione del film della Guzzanti non è un valore in sé. E nessuno ha detto che spetti a un film come 'Viva Zapatero!' di smuovere le coscienze e salvare il Paese dalla dittatura. Però, diciamocelo, un po' era proprio questo lo scopo del film-documentario, o no?
Vabbè, a parte queste due osservazioni da ultrapignolo, va detto pure che 'Viva Zapatero!' presenta anche tanti aspetti positivi e convincenti.
Lo strumento documentaristico è ben padroneggiato, e non mancano sequenze estrose ed efficaci, che spezzano la monotonia del mezzo (esempio: le frasi degli articoli di giornale che vengono fatte risaltare dal corpo del testo; lo split-screen). Il commento musicale è azzeccato. Alcune gag fanno semplicemente pisciarsi addosso dal ridere.
Ma soprattutto colpisce la capacità della Guzzanti - calda voce narrante che da subito ci accompagna dentro al film - di raccontare sé stessa, la sua nevrosi, la sua passione civile. Il suo sguardo sconcertato si posa su una società allo stremo, popolata da politici opportunisti (se non spietati) e da giornalisti dalla schiena curva. Eppure riesce ancora a commuoversi davanti alle lacrime di un vecchio giornalista, si accende ancora di entusiasmo ed allegria di fronte ai lazzi del buffone di turno, si inchina rispettosa davanti alle vittime più o meno volontarie del regime.
E noi, con lei.
Guglielmo
Guglielmo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.luckyred.it/minisiti/zapatero/

Mah, io non sono di sinistra ma sospendo socraticamente il giudizio in attesa di poterlo visionare di persona. La Guzzanti è indubbiamente talentuosa, ma giassò che la satira politicamente troppo schierata mi dà acidità di stomaco. Vedremo...
Risposta a Giorgio
Mi sa che c'è stato un malinteso: io intendevo proprio stigmatizzare il fatto che il precedente governo di centrosinistra non si è preoccupato di garantire la libertà della RAI (nè tantomeno di risolvere il famoso "conflitto di interessi", nè di dare esecuzione alla sentenze dalla Corte Costituzionale sulle frequenze tv, nè di mandare Rete4 sul satellitare, etc.).
Comunque, sì, mi sono chiesto il perché. E mi sono pure risposto...
risposta a guglielmo
NON MI PARE CHE IL GOVERNO PRECEDENTE ABBIA FATTO DI PIU' IN QUESTO SENSO,TI SEI MAI CHIESTO IL PERCHE'?
Risposta a Grimieri
In effetti Zapatero compare di sfuggita, ma significativamente, perché nel corso del film veniamo a sapere che l'attuale primo ministro spagnolo, non appena giunto al potere, ha fatto approvare una legge anti-censura, con cui (se ricordo bene) si sottrae al governo qualsiasi potere di nomina dei vertici della televisione pubblica (cosa che si sono ben guardati di fare in Italia gli attuali paladini della libertà di espressione).
zapatero?
ma nella recensione non si cita assolutamente zapatero... quindi non c'entra niente?
la guzzanti si lamentò tempo fa che il suo "bimba" fu boicottato tempo fa in fase di distribuzione (salvo poi essere trasmesso da mediaset - essendo un prodotto medusa)... ma la verità è che bisognerebbe chiedersi come un film così penoso possa trovare dei finanziatori... insomma sto viva zapatero aspetterò di vederlo in cassetta... :)
>lo va a vedere solo chi sa gia' cosa trova. >E quindi non serve a una fava, Se non a >suonarcela e cantarcela tra di noi.
Beh, e' gia' qualcosa, eppoi visto che non ce la fanno vedere in tv, almeno la possiamo vedere al cinema. Tanto chi ha il paraocchi per non vedere non vede comunque.
Panzer scrive:
no no no il rifermiento era chiaro, tu dici che patria e virtu'sono delle cose detestabili e terribili (testuale), bene, cosi'dicendo allora mi vorresti convincere che gente tipo De Amicis o Enrico Toti erano dei coglioni allora, a tirare le stampelle ai tedeschi e ad andare sotto agli omnibus per salvare gli innocenti?
ma bene, ma e'inutile che te lo spiego, sei troppo preso dal surf e dall'ordo draconis, caro il mio suicide pop
Risposta a Panzer
Be', ma pure Socrate insegnava la Virtù, solo che lui la intendeva nel senso di "State attenti a non credere alle boiate che vi raccontano", mentre i suoi nemici la intendevano "fate quello che vi diciamo noi e non rompete le palle".
Quindi, secondo me te lo puoi scaricare ugualmente il film, e in tal caso a farne le spese saranno Aristofane e la mia Prof di filosofia che mi ha rincitrullito con le sue lezioni incomprensibili.
e me lo volevo vede'sto film (ovviamente scaricato eh), pero'dopo che ho letto sta cosa che "la virtu'" e'na cazzata con cui si rincitrulliscono i giovani allora per protesta contro di te non lo vado a vede'e paghera'al tuo posto sabrina guzzanti (si, sabrina) che attendeva con ansia il mio giudizio, e sara'colpa tua.
perche'te lo spiego in maniera matematica col botto:
sul dizionario dei contrari quello scritto a sei mani da me, astor piazzolla e charli bronson, il contrario di virtu'e'slealta', malvagita'e dissolutezza.
e se tu propagandi tutto questo peraltro in un sito di giovani allora sei un satanista e come tale devi essere perseguitato penalmente anche a costo di inventarsi le accuse e poi ti inventi i testimoni e paghi salate multe
bello, ma....
l'ho visto al cinema 2 settimane fa, bello, militante, ma alla fine preferisco di gran lunga Citizen Berlusconi (documentario di una rete indipendente americana)... e cmq ha lo stesso difetto dell'ultimo documentrio di Michael Moore: lo va a vedere solo chi sa gia' cosa trova. E quindi non serve a una fava, Se non a suonarcela e cantarcela tra di noi. Anche se sinceramente dopo aver visto Citizen Berlusconi, aver letto i libri di Travaglio ("Regime" e "Intoccabili" sopra a tutti) ancora non capisco com faccia la gente a continuare a far finta di niente. Non si tratta tanto di essere di destra o di sinistra, ma di difendere la liberta' di espressione, e l'eticita' del giornalismo.