Di Michele Placido, con Stefano Accorsi e Kim Rossi Stuart; formato: 2.35:1; 2005
Ma 'Romanzo Criminale' è un bel film? E soprattutto Michele Placido è un bravo regista?
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: 'Romanzo Criminale' è un film che si lascia guardare (e questo non significa che sia bello) e Placido è un regista che sa muovere la macchina da presa (ma questo non significa che sia bravo).
Quindi? Quindi il film, tratto dalla sterminata epopea narrata da De Cataldo, ha molte frecce che colpiscono il bersaglio, ma molte di queste frecce sono spuntate e altre non riescono mai ad entrare in profondità.
Placido adatta liberamente questa storia di sangue, racket, droga, prostituzione, amicizie tradite e donne fatali, ma rimane in superficie, e prova a svelare i misteri che si celavano dietro quella banda di cani feroci che prese il nome di “banda della magliana“.
Qualcuno ha parlato di influenze altissime scomodando il cinema di Leone ('C'era una volta in America') e quello di Scorsese ('Quei bravi ragazzi' e 'Casinò'), ma sarebbe più corretto affermare che Placido ha guardato al cinema di Marco Tullio Giordana (Pasolini: un delitto italiano) e a certa fiction televisiva che sembra andare per la maggiore (Nessuno; Uno Bianca).
'Romanzo Criminale' è una soap pera che gronda sangue e sesso ma che non ha il colpo d'ala, l'invenzione registica, la svolta nella sceneggiatura per trasformarsi in qualcosa di epico: quando il film sembra partire verso territori di metafisica politica (strategia della tensione, stragi, mafia, collusione con lo Stato e la Chiesa) si impantana nella cronaca spicciola, nelle storie d'amore sfociate in tragedia, nell'aneddoto. La Storia, gigante oscuro e magmatico, rimane così fuori dalla porta e tutto si riduce ad una sterminato rosario di faide e vendette che poco aggiunge ad uno script frammentario e dispersivo.
Rimane comunque il fatto che Romanzo Criminale, sebbene la lunga durata, si beve tutto di un fiato: vuoi per il parco attori (bravissimi Kim Rossi Stuart, Favino, Santamaria, Trinca e una spanna sotto Accorsi in un ruolo non congeniale), vuoi per la obitoriale fotografia che riesce a tirare fuori squarci di una Roma selvaggia e fuori dal tempo, vuoi per un soundtrack che inserisce i pezzi giusti al momento giusto. Siamo dalle parti del cinema medio, ben fatto, di cui Placido (trascurando l'inguardabile Ovunque sei) è forse uno dei più onesti artigiani. Ma siamo anche lontani anni luce dal vero cinema.
Cesare
Cesare dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.romanzocriminale.it/
Trailer: http://www.romanzocriminale.it/

romanzo criminale
CAPOLAVORO
Pellicola onesta, senza infamia e con qualche lode. Piu`che alla fiction televisiva, o a Scorsese e Leone (paragoni quanto meno audaci...)e`vicino al poliziottesco degli anni settanta,con qualche guizzo in piu` ma chiaramente molto meno trucido. Sicuramente e`un bell`esempio di cinema italiano medio,buono anche da esportare all`estero,con una trama solida e personaggi ben caratterizzati (Santamaria su tutti).Peccato pero`che non abbia quella marcia in piu`che gli avrebbe fatto spiccare ilo volo.Il romanzo invece e` straordinario, leggetelo se vi capita!
-
Io sono dalla parte di Placido.
E' vero che la trama a volte è un po' troppo ingarbugliata, in compenso il cast è ottimo - Santamaria in particolare mi è piaciuto - e la storia coinvolgente.
Bello
un cinema da analizzare
Il film lo dico subito mi è piaciuto,quindi il mio atteggiamento non è critico ed il primo pensiero quando sono uscito dalla sala è stato che finalmente avevo visto un film interessante e soprattutto lontano dalla mediocrità della maggior parte delle pellicole oggi in circolazione.Cesare dice molte cose giuste:ottimo il cast,il soundtrack,la storia avvincente ma allo stesso tempo magmatica e comprensibile solo se si associano intrecci,come dice perfettamente,di metafisica politica.Alla stessa maniera però si deve dare atto a Placido di aver eseguito un buon prodotto e lo definirei qualcosa in più di un onesto artigiano e sono daccordo che siamo molto lontani dal vero cinema ma è giusto dire che di vero cinema non se ne vede da tempo fatta eccezione per qualcuno e Placido nel panorama cinematografico italiano attuale, se non altro muove sicuramente un passo in avanti e non indietro
Mi sei piaciuto.
Bravo Cesarone.
M'hai letto nella testa. Stesso punto di vista.
E leggete De Cataldo, poi magari concedetevi il canuto Placido. Ma non il contrario. E' importante.
bellecose
"tempi moderni" ne parla meglio, questa recensione mi ha levato la voglia di vederlo !