Di Paul Haggis, con Matt Dillon e Don Cheadle; formato: 2.35:1; 2004
Un poliziotto razzista, una coppia w.a.s.p., un commerciante persiano, un fabbro ispanico, una recluta idealista della Los Angeles Police Department, una ricca coppia di neri e due rapinatori negri sono alcuni dei personaggi le cui storie scorrono in parallelo fino a scontrarsi tra loro dando un titolo al film (tralasciando quel demente “Contatto fisico“ che organizzerei volentieri tra la punta dei miei anfibi e la bocca dei distributori italiani).
Paul Haggis si diverte a fare il dio intrecciando vite in una tela complessa ma mai ingarbugliata, come in un Altman dei tempi andati e in maniera simile al più moderno Paul Thomas Anderson. Gli autori giocano bene con stereotipi ed aspettative riuscendo a spiazzare più di una volta e stando ben attenti a non finire impantanati nel guano di retorica che è perennemente in agguato e pronto a far sprofondare qualsiasi film del genere.
Quando gli autori, però, si impegnano a far quadrare i conti e cercano comunque di tirare le somme per dare un senso compiuto alla trama, emerge un po' di frettolosità e il film rischia di cadere in un'ovvia conclusione qualunquista (per fortuna solamente sfiorata) che potrebbe suonare più o meno come “ognuno ha i suoi cazzi“. Inoltre, il film riesce a smarcarsi in maniera convincente da una soluzione telefonata ma non evita di mettere in scena l'inevitabile (?) tragedia che - fin dal primo fotogramma - incombe come una bolletta della luce.
Ma 'Crash', oltre ad una sceneggiatura comunque avvincente e ben costruita, ha dalla sua un pugno di bei personaggi che danno vita a scene intense ed emozionanti, vivide ed interpretate da attori degni di questo nome, su tutti un credibile Matt Dillon che È un poliziotto capace di dare sfogo ad istinti di bassissima lega come al più nobile e genuino eroismo.
Peccato per Sandra Bullock, ben impiegata nel ruolo di ricca stronza ma limitata da una parte poco approfondita dallo script.
'Crash' è sicuramente un film con alcune pecche e non molto originale per linguaggio e trovate, ma grazie ad una sceneggiatura ben curata (con i suoi momenti molto coinvolgenti) e ad una serie di ottime performance attoriali è innegabile che il catartico finale - in cui devastanti rane sono sostituite da rassicuranti fiocchi di neve, ma l'effetto “Magnolia 2“ è garantito - lasci lo spettatore con la sensazione confortante di aver appena visto un bel film.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.crashfilm.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0375679/trailers

kQzEBjchuLGyiHNT
Great coommn sense here. Wish I'd thought of that.
GIUDIZIO
X VEDERE QUESTO FILM, HO SPRECATO 2 ORE DELLA MIA VITA...MOLTO SCARSO
oscar meritato
Personalmente lo considero uno dei film più belli che abbia mai visto, soprattutto negli ultimi anni. La regia è pulita, l'interpretazione corale degli attori di altissimo livello e il montaggio è da antologia.
Filippo scrive:
Per Gianpaolo
Sull'aggiunta al titolo: beh, visto che gli americani non si sono preoccupati dell'omonimia, non vedo perché la differenza debba essere specificata da noi. Che è, adesso siamo più coglioni degli americani?
"Crash c. f." e "Traffic"
Questo bel Film sembra una sorta di rivisitazione in chiave razzistica di "Traffic".
L'apparato narrativo presenta molte similarità col lavoro di Soderberg.
Rivisitato anche (come giustamente scrive Filippo) il finale di "Magnolia".
Riguardo l'orrenda aggiunta al titolo,.. Filippo hai ragione,..si poteva fare molto meglio.
Forse l'aggiunta è stata messa per far si che il titolo differenziasse dall'allucinato film di D.Cronenberg,.. premiato (mi pare) a Cannes nel 1996 dal titolo appunto "Crash".......Forse!
trash
Una lezione di catechismo raccontata in maniera talmente facile e didascalica da offendere l'intelligenza di chi la possiede
patetico scontato e per nulla artistico, si racconta la realtà mostrandola come in un documentario dove assistiamo a schizofrenie accompagnate da dialoghi scontati a prova di vecchietta che segue il film mentre stira
non sono riuscito ad andare oltre e per pulirmi gli occhi da quella malaregia mi sono rivisto "Carlito's Way"
è ovvio che l'oscar gli è stato assegnato per placare i sensi di colpa degli americani, oscar che va a Brockeback Mountain, un film nuovo e coraggioso girato da un regista favoloso
crush mi ha convinto
Bel film lontano dagli stereotipi di sorta e soprattutto da una facile retorica in cui la story può cadere...bene gli attori con matt dillon sopra le righe,in una prova che meriterebbe giusti riconoscimenti.Unico neo e sono d'accordo con filippo forse la frettolosità del contesto finale ma è nulla rispetto alla qualità davvero buona del film
Umberto
Insomma, io m'aspettavo di più. "Magnolia" per me è decisamente più intenso, per non parlare di "America oggi", ovviamente.
fermo restando che le rane di magnolia, a dispetto dei suoi vari significati biblici e del bel girato, sono una gran cazzata.