Di David Cronenberg, con Viggo Mortensen e Maria Bello; formato: 1.85:1; 2005
Con SPOILER
Pensate ad un film con teste esplose, ossa nasali distrutte a pugni e colpi di pistola diretti al centro di una fronte, tutto ripreso in primo piano e con dovizia di particolari.
Bene, ora continuate a pensare allo stesso film ma diretto da un qualsiasi francesino fighetto del cazzo o da uno spagnolo che crede di essere il messia della new-wave dell'horror: flashate bianche a getto continuo, diecimila stacchi di montaggio in un secondo, una direzione della fotografia elaboratissima che fagocita la scena, effetti digitali di terza categoria, un sonoro assordante, un utilizzo di almeno dieci tipi diversi di supporti di ripresa, inquadrature che non durano più di una frazione di secondo...
Un film di merda.
Ora, invece, guardate 'A History of Violence' diretto da David Cronenberg: teste esplose, ossa nasali distrutte a pugni e colpi di pistola diretti al centro di una fronte, tutto ripreso in primo piano e con dovizia di particolari, sì, ma girato con un rigore formale che rende ogni sparo uno schianto, ogni schizzo di emoglobina un bagno di sangue ed ogni semplice atto di violenza una storia a sé, un risultato ottenuto anche tenendo la macchina da presa ben salda al cavalletto piantato in terra, mettendo il soggetto principale della scena al centro dell'inquadratura e fotografandolo perfettamente a fuoco, senza stupidi orpelli, senza stronzate modaiole.
Un gran film.
Vuoi colpire il pubblico? Allora tieni ferma quella cazzo di cinepresa e lascia che il grosso del lavoro sia fatto dal contenuto, da quello che vuoi riprendere; vedrai che funziona.
Anche perché, in questo caso, le teste fracassate solo solo uno dei volti della pellicola ed un validissimo aiuto arriva direttamente dalla storia raccontata, la mutazione interna mal completata di un ex-delinquente (ma di quelli pesanti) diventato un Signor Nessuno, che sarà battuto dall'istinto e costretto a riappropriarsi del suo sogno americano pagandolo a fucilate e diventando (anzi, riscoprendosi) peggiore dei criminali eliminati che gli sono valsi l'appellativo di “eroe“.
Cronenberg mette in scena un'escalation in cui ogni violenza viene annientata da una brutalità ancora più grande dell'atto che l'ha generata, fino a che una catartica accettazione di un passato da incubo non spezza la catena (almeno momentaneamente).
La famiglia invece di esplodere rimane unita, ma all'insegna del “nonostante tutto“ e in nome di uno status quo che sembra voler essere mantenuto a qualsiasi prezzo (anche quello - suggerito da un'inquadratura che racchiude quasi tutto il senso del film - di accettare la violenza come parte integrante di un nucleo familiare, un nuovo membro che viene rappresentato dal fucile che, insieme al padre, abbraccia il figlio dopo la strage di malviventi nel giardino di casa), e per chiudere definitivamente gli scheletri nell'armadio - quindi - non rimane che apparecchiare la tavola e passare il polpettone a papà , in un finale che chiude una storia di violenza nel silenzio più assoluto.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.historyofviolence.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0399146/trailers

ancora non l'ho visto
PERO' ho visto la promessa dell'assassino, ed è davvero un gran bel film ben fatto e ha delle scene di una violenza inaudita, penso proprio alla scena iniziale dal barbiere e alla lotta nella sauna...
andatelo a vedere!
Il canadese mutante
In questo bellissimo "A history of violence", Cronenberg continua il suo anticonvenzionale racconto dell'uomo.
Questa volta la descrizione non avviene tramite le malsane fatiscenze ambientali atte metaforicamente ad affrescare la condizione umana de "Il pasto nudo", o di "Spider",...ma sostanzialmente avviene attraverso delle primordiali pulsazioni, che come un inesorabile virus si propagano infettando i protagonisti, le cui conseguenti azioni sembrano essere vissute dagli stessi come una sorta di liberazione.
Assai a mio parere significativa la scena sul finale, in cui Mortensen si avvicina al lago,....l'acqua simbolo di purezza, detta anche "brodo primordiale" si contrappone alla contaminazione dell'uomo.
Eppure è da li che veniamo.
Un grande regista alle prese con un brutto film. Si, perchè Cronenberg è fondamentalmente un genio, e proprio in questo film dimostra un talento fuori dal comune, nelle inquadrature un pò "alla Kubrick" e nella gestione dei tempi narrativi. Però il messaggio del film è veramente banalotto.... il mostro che si nasconde nella famiglila americana... insomma, Cronenberg, lo abbiamo visto e stravisto! E poi per gran parte del tempo non succede quasi nulla, si ha l`impressione che non si sappia bene dove andare a parare tra un omicidio e l`altro. Tirate le somme è godibile più per la bravura autoriale del regista e per il carisma dei personaggi (tutti gli attori recitano da dio), e non è poco, che per la storia in se. Comunque superiore alla media dei film di genere.
cronemberg
a chi può interessare dal 10 al 17 gennaio c'è un festival su cronemberg al cinema trevi di roma dal titolo fotogrammi geneticamente modificati baci neo.
Filippo scrive:
Per Lorenzo Rossi
Lore', affoga tuo nipote prima che sia troppo tardi.
Povera Italia...
A prescindere dal fatto che il film mi è piaciuto, ma non più di tanto, questa visione è stata per me l'ennesima prova della stupidità della maggior parte del popolo italiano che si raduna in branco a stipare sale cinematografiche solo perché altrimenti non saprebbe cosa fare.
E' possibile che in ogni film in cui ci sono scene di gente che tromba la genta si debba mettere a ridere o a dire cazzate ad alta voce?
E' possibile che ogni volta che inizia lo stacchetto dell'UGC con la tipa che canta in falsetto dentro al cinema ci sia sempre un coglione che la imita? E perché questo coglione si viene a mettere a sedere sempre di fianco a me?
ma sapete qual è la cosa più atroce?
E' che mio nipote di 5 anni mi ha chiesto di portarlo a vedere il film di "Pierassoni".
Scusate lo sfogo.
Bello
D'accordo, proprio un bel film. E gli attori sono convincenti, alcuni eccezionali. Parlo in particolare di Hurt, boss buffo circondato da inetti, e di Harris, che dà vita ad una indimenticabile figura di gangster orbo e sfregiato magnetico, affascinante come un cobra, destinato ad entrare nel novero dei migliori cattivi (cinematografici) della nostra vita.
Diversamente da quel che racconta papà Virgo alla sua bambina, i mostri esistono, sono dentro di noi.
Mi trovi d'accordo, un gran bel film. Che prende alla bocca dello stomaco, con scene che ti restano addosso. Si lascia seguire...anzi inseguire.
W i film così.
Marooooo...che 2 palle!!!
Ragazzi, vabbè che è Cronenberg, vabbè la violenza (che secondo me qui è pazzesca!!! = fikissima!), ma tutto il resto è di una noia mortale!!!
Minchia non vedevo l'ora di uscire dal cinema, anche perchè alla quinta scena coi colpi di pistola/fucile a volume "dopo mi faccio una visita dall'otorino" del multisala che mi distrugevano anche gli ultimi brandelli di timpano che si erano salvati dalle scene precedenti non ne potevo più!!! Lento, lento... come la fame!!
Non da 4 stelle!!!