Di Steven Spielberg, con Tom Cruise e Colin Farrell; formato: 2.35:1; 2002
Nella Washington del futuro è in azione un corpo di polizia in grado di prevedere i crimini delittuosi, facendo uso di un incredibile macchinario alimentato dalle visioni di tre PreCog, esseri umani con il dono/maledizione della preveggenza. Nonostante i dubbi suscitati da un sistema che condanna sulla base della presunta intenzione, la polizia è in procinto di espandere all'intera nazione la modalità di arresto preventivo.
In questo scenario, il capo della polizia (Tom Cruise), fiero sostenitore della detenzione preventiva, si troverà incastrato dallo stesso meccanismo che protegge e promuove strenuamente, finendo braccato dai suoi compagni per via di una “previsione di omicidio“ che lo vede coinvolto come assassino di uno sconosciuto.
Dopo un weekend passato a consultare luminari di architettura, ingegneria informatica ed edile, tecnici informatici ed esperti di vari settori, Spielberg è riuscito a portare sullo schermo un mondo del futuro plausibile, convincente, coerente e spettacolare, creando un nuovo punto di riferimento nell'immaginario futuristico che negli anni a venire potrebbe essere influente quanto quello di un film come Blade Runner.
Perfezionato il contesto - messo in scena da tecnici di prim'ordine - il regista si è affidato ad una sceneggiatura avvincente e ricca di spunti, scritta sulla base di un racconto di Philip Dick. I temi affrontati da Minority Report sono in grado di far riflettere e, anziché offrire facili risposte, sono capaci di sollevare dubbi non banali nello spettatore, che si vedrà costretto a scegliere quale sia il bene più importante tra libertà ed assenza di crimine.
Peccato, però, che le atmosfere cupe ed adulte del film siano stemperate, ogni tanto, da gag assolutamente fuori luogo che - più che far ridere - fanno cadere le braccia. Cercando di sollevare il morale dello spettatore appoggiandosi a spiritosaggini e sentimentalismi, sembra quasi che Spielberg si senta in colpa ogni volta che trascina il suo pubblico in territori oscuri, come se fosse proibito da una qualche entità associare il nome “Steven Spielberg“ a “totale serietà “.
Per fortuna i numerosi pregi di Minority Report fanno dimeticare facilmente le cadute di stile sparse qua e la, mai invasive al punto da distogliere l'attenzione dalla vera essenza del film.
Minority Report si segnala come un ottimo film di fantascienza che unisce intrattenimento alla serietà dei temi trattati, e che quasi certamente verrà imitato nella sua componente immaginifica da pellicole future.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.minorityreport.com/
Trailer: http://www.apple.com/trailers/fox/minority_report/

ragazzi non ci siamo, almeno dovreste dire che c'è un enorme buco nella sceneggiatura: vi ricordate il film: ecco, il tipo, il vecchio vuole fare fuori il ragazzo, ok? ecco, come fa? paga uno per andare in una stanza di albergo con delle foto. fine. questo dovrebbe scatenare il futuro in cui tom cruise va nella stanza e lo ammazza. ecco. perché? non c'è nessun motivo logico, filosofico, temporale, fantascientifico per cui se io pago uno per stare una settimana in una stanza di albergo con delle foto scateno un futuro per cui un altro va in quella stanza e lo uccide. non c'è. è un buco nella sceneggiatura grosso come un pozzo, ragazzi, non potete non dirlo; è un tipico "perché sì" da filmaccio di terza categoria, eh perbacco.
Son d'accordo
Un bel film di fantascienza