Di David Cronenberg, con Viggo Mortensen e Maria Bello; formato: 1.85:1; 2005
Leggendo in giro per la rete, ho sentito dichiarazioni del tipo che questo sarebbe uno dei film più commerciali di David Cronenberg; che 'A history of violence' è stato fatto con mire di guadagno piuttosto che semplicemente artistiche.
La mia risposta a una simile affermazione è: "Me cojoni".
Davvero, David, se con il tuo probabile prossimo lavoro (l'adattamento del best-seller italiano 'Io uccido') riuscirai a mettere in piedi una pellicola della stessa portata "commerciale" di 'A history of violence', sono pronto a comprare all'istante tutti i DVD dei tuoi film - naturalmente nelle loro edizioni più costose.
Ci ero anche cascato, lo ammetto. Avevo seguito comunque con un certo interesse il battage e le news, ma al cinema ci sono andato non convinto fino in fondo. In sala, invece, mi sono goduto ogni singolo fotogramma, come centellinato da una fonte divina, con un'avidità smodata di Cinema non soddisfatta quando i titoli di coda sono apparsi sullo schermo.
L'unico appunto - che mi lascia quel forte senso d'indecisione sul se assegnare quattro o cinque stelle - interpretabile come "commerciale" è la mancanza di un vero approfondimento sulla genesi della deviata personalità del protagonista Tom Stall, interpretato da un bravissimo Viggo Mortensen (altro che Aragorn dei miei stivali), in favore di una maggior concentrazione sulle sue inspiegabili, brutali e fredde capacità omicide; quasi un'inversione di rotta rispetto alla dinamica del precedente 'Spider', focalizzato invece sulla complessa architettura dei ricordi. Insomma, un plot che non spicca per originalità ed è anche piuttosto lineare nello svolgersi. Magari, allungando la storia - tratta da un'omonima graphic novel degli ultimi anni - e la durata, dei flashback avrebbero costituito un ulteriore valore aggiunto, scatenando ancora di più nella mente dello spettatore quelle inquietanti reazioni di sconvolgimento; meccanismi tipici di quando si guarda un film di questo regista, che difficilmente trova avversari nel suo incredibile modo di rappresentare il perverso, il maligno, l'alienazione, il morboso, mai fine a se stesso. Grande aiuto, stavolta, proviene dalle performance di un già citato Mortensen, di una splendida Maria Bello e di un ottimo Ed Harris, ma i giochi di silenzio, la fissità delle riprese, sono qualità di chi sa far respirare al proprio pubblico la sensazione, da parte dei personaggi, di essere sull'orlo di un baratro.
Eppure, al di là di questo, non dovendo strafare, con 'A history of violence' si ha la giusta impressione di assistere a qualcosa di maturo e ponderato sotto ogni aspetto. In un background dall'aria lynchiana (una piccola ridente comunità, un bizzarro uomo vestito di nero venuto dal nulla, una macchina la cui presenza è ossessiva come un fantasma) Cronenberg offre praticamente una carrellata di quasi tutti i temi a lui più cari, sfiorandoli e presentandoceli senza scendere in uno in particolare, aggiungendo addirittura qualcosa in più. Il film, infatti, oltre a schiudere le porte su un messaggio piuttosto crudo che suona tipo "bisogna convivere con la violenza perché questa si nasconde ovunque, persino dietro il più insospettabile contesto", porta sullo schermo una raffigurazione - delle cruente e salienti scene tra l'"eroe per caso" Tom Stall e i criminali che gli vediamo affrontare - che sconcerta per quanto riesce ad essere realistica. Non una novità tecnica per il grande regista canadese, ma una ventata di freschezza in un mondo - quello del cinema - dove oggi siamo abituati, ahinoi, a vedere scontri (armati o a mani nude) condotti secondo le più disparate velleità stilistiche e senza capire un cazzo di chi stia facendo cosa.
Alla faccia del "commerciale". E okay, vada per cinque stelle.
Eric
Eric dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.historyofviolence.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0399146/trailers

Cronenberg...
Ci sono film che vanno "vissuti"
e quelli di Cronenberg fanno parte di questa categoria.
A chiunque voglia vedere cinema,
proporrei un film di Cronenberg.
E questo non è da meno di altri...
Bellissimo.
Bellissimo film, intenso e costruito in maniera così semplice e basilare da essere ancora più shockante nei momenti di crudeltà .
fighissimo
d'accordissimo col giudizio di "maturità ". si vede che cronenberg ha abbandonato i lazzi splatter-gore giovanili per coagularsi in un film più elegante e maturo dove il regista c'è, ma si vede poco. la trama lineare e semplice, l'estetica dissimulata che emerge solo in pochi punti chiave (la scena del 69 del protagonista con la moglie per me è il pezzo più rappresentativo della maturazione).
quando il film è finito ne volevo ancora.
lode a Cronemberg
Grande Eric, sono estremamente d'accordo con quello che hai scritto.
Straordinario a mio avviso il finale del film, con la famiglia che lo accetta nonostante sappia tutto di lui;un'immagine tanto angosciante quanto reale....
il film è bello, forse non tra i migliori di Cronenberg ma un ottimo thriller, con un bel sottotesto politico e bei personaggi.
cmq un triste (o lieto) appunto: è ufficiale, Cronenberg non farà Io Uccido, era una voce sparsa in giro.
Per corsy
Hm..
Non potresti prendere in considerazione l'idea che Cronenberg abbia puntato, negli ultimi anni, su tutt'altro genere di "orrore"? D'altronde hai citato La Mosca, Il Pasto nudo.. fanno parte di quella espressività incentrata sul biologico. Secondo me il caro David si è semplicemente fatto più introspettivo, più psicologo in un'analisi sulla perversione. Poi è logico, può piacere e non piacere.. ^^
personalmente non mi ha fatto impazzire, ma cmq è un film al di sopra della media.
e poi contiene la scena di sesso più eccitante della stagione cinematografica, quella tra Mortensen e Maria Bello sulla scale.
mi è bastato
Alla frase "...bravissimo Vigo Mortensen" mi sono fermato. Anche se gia le righe prima la dicevano lunga. Dagli anche 6 Stelle all'ultimo (in tutti i sensi) Cronenberg. Io continuerò a riguardarmi Inseparabili, Il Pasto Nudo, Existence, La Mosca..e mi fermo. Personalmente credo che Cronenbergsi sia..esaurito: personaggi e caratterizzazioni retoriche al punto di risultare imbarazzanti. Cliche degni di fictio di serie B, e per tre volte di fila "il protagonista" si salva da una pistola puntata in faccia DA UN KILLER PROFESSIONISTA. Non mi sono bastate due scene decenti di violenza per salvare una pellicola che nasce e finisce mediocre. Ma soprattutto PECCATO, lo dico, perche è Cronenberg.