Di Joel Zwick, con Nia Vardalos e John Corbett; formato: 1.85:1; 2002
Mah... Nulla mi toglie dalla testa che l'incredibile successo di questo film - una pellicola prodotta a budget zero da una casa indipendente che ha incassato nel mondo una cifra astronomica - sia il frutto di una di quelle follie collettive che, di tanto in tanto, sembrano contaminare le menti come già è accaduto per Il ciclone, la Macarena, lo shampoo alla mela verde e il voto a Berlusconi.
Il film è una commediola innocua e mediocre che sta al cinema come l'acqua sta al mondo delle bevande: la base indispensabile, totalmente incolore, inodore e insipida.
Un uomo si innamora di una donna greca e viene travolto dall'invadente famiglia di lei, greca fino al midollo nei pregi e nei difetti che albergano nelle fantasie e nei luoghi comuni riferiti a questa etnia.
Le gag sono scontate, prevedibili, viste e riviste, e tutto il film è soffocato da un'insopportabile coltre di “carineria“ spessa un metro. Illuminante, a tal senso, il discorso che ho captato da due donne (due critici cinematografici, niente meno) che erano sedute nella fila di fronte alla mia durante la proiezione di Red Dragon in anteprima per la stampa: “L'hai visto il film del matrimonio greco?“, “Sì, è molto carino“. Ecco, “molto carino“, due parole che racchiudono e riassumono perfettamente la lunga spiegazione che il Dizionario Zanichelli può dare di termini come “banale“, “insulso“, “superficiale“ e “mediocre“; tutte quelle righe in due parole: “molto carino“.
Guardando il film si ride solamente per condizionamento riflesso: quando senti ridere tutte le persone che hai intorno, il cervello - quasi inconsciamente - invia uno stimolo elettrico ai muscoli ai lati della bocca che tendono le labbra in una parvenza di sorriso. Ecco, questo è il gran divertimento provocato da questa commedia che ha ricevuto lodi sperticate per la sua comicità . Vabbè, forse so' io che non capisco niente.
A questo punto, dopo aver letto le righe precedenti, vi aspetterete che Filippo dica “*“ o al massimo “**“, giusto? E invece no, il giudizio finale è “***“. Perché? Per lo stesso motivo per cui non avrebbe senso condannare la miscela di idrogeno e ossigeno per quella che è: acqua fresca.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://movies.yahoo.com/shop?d=hv&cf=info&id=1807879445
Trailer: http://www.apple.com/trailers/independent/mybigfatgreekwedding.html

Uno splendido film di fantascienza: come possa un uomo normale innamorarsi di quel cesso e, nonostante le angherie dei parenti, continuare a volerla sposare è roba che nemmeno ai confini della realtà ...
Non fa ridere, non coinvolge e sopratutto la protagonista è un cessone atomico. Due stelle.
Buahahahahahahaha!!! Abboccassero così tutti i pesci....
...senza contare naturalmente il fatto che il suddetto film è un'operetta di quarta, roba che al massimo sta alla sensibilità umana come il rutto sta alla linguistica
...ma poi hai compiuto 8 anni e hai capito che definire "delizioso" un film è un'attitudine da minus habens
Io all'epoca lo trovai carino e delizioso.....
Questo è un film delizioso che un uomo non può capire, non può "sentire". Questo è un film da donne e per donne. Punto.