Di Mark Dindal; formato: 1.85:1; 2005
Dopo aver seminato il panico per la città, convinto che il cielo stesse cadendo, Chicken Little è diventato lo zimbello di tutti e ha perso anche la fiducia del padre. Little cerca di recuperare la stima del genitore, ex campione di baseball, unendosi alla squadra della scuola e, contro le previsioni di tutti, ci riesce conquistando il punto decisivo per vincere il campionato. Proprio la sera dei festeggiamenti, però, un altro pezzo di cielo casca sulla testa del piccolo pennuto: l'incubo ricomincia.
Primo film di animazione in computer grafica realizzato internamente alla Disney, 'Chicken Little' rappresenta, al di là dei suoi meriti artistici, soprattutto un banco di prova per il futuro prossimo, in cui i milioni di dollari incassati dai titoli della Pixar potrebbero non continuare a rimpinguare i forzieri di Zio Paperone.
Impossibile, quindi, valutare il film senza fare paragoni con i concorrenti, dal momento che è stata la stessa Disney a lanciare la pellicola come esplicita sfida al predominio Pixar/Dreamworks.
Se dal punto di vista economico il film ha fondamentalmente colpito il bersaglio, sotto il profilo tecnico e artistico è impossibile non notare come debba passare un intero Rio delle Amazzoni sotto i ponti, prima che Lasseter e soci possano iniziare ad impensierirsi.
I realizzatori del film, consci degli inevitabili paragoni, hanno lavorato d'astuzia e va loro riconosciuto che, in parte, sono riusciti a contenere i danni in maniera soddisfacente. La scelta di un character design stilizzato e l'adozione di una palette di colori che ricorda i dipinti ad olio di Carl Barks crea una riuscita atmosfera che omaggia le 'Silly Simphonies' degli albori Disney (la favola di 'Chicken Little' fu portata sullo schermo per la prima volta con un corto del 1943) e riesce a mascherare i limiti della produzione, anche se ad un occhio attento non sfuggiranno la povertà delle texture (di poco superiori a 'L'Era Glaciale'), la limitata profondità di campo e alcune animazioni poco fluide.
Sul piano dei contenuti, però, il divario si fa molto più evidente: là dove Pixar e - in parte - Dreamworks sono riusciti ad elevare le loro pellicole da mero intrattenimento per bambini, approfondendo con richiami e sottotesti che permettessero più chiavi di lettura anche per un pubblico adulto, 'Chicken Little' rivela una storiella esilissima e monodomensionale, poco più che un pretesto per fare sfoggio di citazioni musicali e cinematografiche a getto continuo (divertenti, ma fini a se stesse), afflitta per altro dai soliti, atroci momenti musicali che Disney sembra proprio non voler lasciare in cantina.
Il risultato non è comunque da buttar via, anzi: grazie soprattutto ad un buon ritmo e alla breve durata, 'Chicken Little' si beve tutto d'un fiato senza annoiare, anche se probabilmente gli unici a divertirsi senza provare un senso di incompletezza saranno solo i bambini sotto i dodici anni.
Un'ultima considerazione per il responsabile marketing della Disney, che ha condotto la campagna pubblicitaria del film con impagabile cinismo, legando parte del merchandising di 'Chicken Little' alla catena McDonalds.
'Un McChicken Little Deluxe e patatine maxi, grazie!'
Buon appetito.
Tiziano
Tiziano dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://disney.go.com/disneypictures/chickenlittle/index.html
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0371606/trailers
