Di Joe Dante, con Jon Tenney e Thea Gill; formato: 1.85:1; 2005
Un film che merita cinque stelle non è solamente un “bel film“.
Un titolo che si aggiudica il voto massimo della MMG è - per quanto mi riguarda - quello che ti spinge a volerne parlare a tutti fino a che non diventi molesto, quello che non vedi l'ora di consigliare agli amici, quello che ne parli come se avessi visto la madonna, quello che riesce a sorpendere anche te che pensavi di saperla lunga, quello che riesce a darti più volte vere emozioni.
'Homecoming' di Joe Dante, episodio numero 6 della serie televisiva 'Masters of Horror', corrisponde a tutte le caratteristiche appena elencate.
La trama, raccontata in due parole, riguarda il ritorno in vita di un gruppo di soldati morti nei recenti scontri in Iraq e del loro lento e claudicante viaggio verso Washington. Questo è tutto quello che sapevo ed è anche il massimo che tutti dovrebbero sapere prima di vedere il film, evitando approfondimenti e letture che svelino il reale contenuto della pellicola: credere che la carica satirica di 'Homecoming' si esaurisca nella stuzzicante (ma tutto sommato non entusiasmante) premessa, infatti, è un errore madornale ma anche una condizione che vi permetterà di rimanere a bocca aperta nello scoprire quanta arguzia, coraggio e vera arte cinematografica siano state infuse in questo breve ma strepitoso film.
Il testo che segue non contiene veri e propri spoiler; non rivelerò punti chiave della trama o la sua conclusione, mi limiterò a descrivere il “contenuto“ del film, ma visto che credo che su 'Homecoming' meno si sa e meglio è vi invito comunque a non proseguire nella lettura in caso non lo abbiate ancora visto.
Innanzi tutto, tanto di cappello a Joe Dante: da un punto di vista registico, questo - tra tutti gli episodi della serie - è quello in cui la durata di un'ora scarsa è stata gestita al meglio, al punto da farla apparire come il metraggio ideale per la storia raccontata e per lo stile della messa in scena. Anche soltanto pochi minuti in più di pellicola avrebbero inutilmente diluito un ritmo serratissimo che lascia positivamente senza fiato, mentre con un solo minuto in meno gli eventi e le battute avrebbero finito con l'accavallarsi.
Inoltre, a Dante va il merito di aver riportato l'horror ad un ruolo di mina vagante, di genere politico (nel senso più ampio del termine) capace di essere uno specchio dei tempi senza mai scadere nella baracconata stordente di urla ed effettini edulcorati tanto in voga in questi ultimi tempi.
Impossibile, poi, non riconoscere al regista americano l'inventiva posta nel proporre qualcosa di nuovo su una figura - quella del morto vivente - che sembrava ormai ridotta all'osso (sperando vogliate perdonarmi l'inevitabile doppio senso...).
Un applauso generale va agli attori, tutti bravissimi, molto in parte e capaci ognuno di dare un peso ed una consistenza al proprio personaggio inclusi gli zombi, a cui sono stati assegnati ruoli non facili che in mani sbagliate avrebbero potuto portare alla deriva scene molto a rischio di ridicolo involontario.
Grazie ad una brillante sceneggiatura che mi sento di definire “perfetta“, 'Homecoming' porta a buon fine una delle missioni più difficili di cui un regista possa farsi carico, ovvero unire nello stesso film (e con la stessa efficacia) orrore, commedia, dramma ed impegno attraverso idee di rara originalità .
Nei momenti che includono teste recise parlanti e brutali omicidi, Joe Dante torna ad essere quello de 'L'ululato' portando in scena un orrore mai fine a sé stesso ed incorniciato da uno stile che non prende mai il sopravvento sul contenuto pur mantenendosi affascinante.
Allo stesso tempo, il film è letteralmente zeppo di battute fulminanti e piccole gag snocciolate con una velocità che non lascia neanche il tempo di bearsi nella genialità di alcuni dialoghi. Più che con gli occhi, 'Homecoming' è da seguire con carta e penna a portata di mano.
Con la stessa forza, poi, il film riesce anche a farti morire il sorriso sulle labbra grazie ad un paio di scene molto toccanti ed intense, capaci perfino di commuovere (vi giuro, durante la telefonata dello zombie alla madre ero quasi in lacrime).
La vera vittoria, però, è ottenuta con uno sferzante attacco senza compromessi ai danni del governo americano e delle sue “guerre preventive“, messi alla berlina da un'amarissima ironia, da critiche circostanziate che non mostrano neanche l'ombra di un pelo sulla lingua (si vanno a colpire bersagli come le elezioni truccate e la menzogna sulle armi di distruzione di massa in maniera assolutamente esplicita, roba che farebbe tentennare anche il più feroce autore di satira europeo) e definitivamente annientati - anzi, disintegrati - dal monologo di un soldato-zombie che guarda dritto in camera e rovescia sullo spettatore tutto il suo sdegno nei confronti di chi lo ha costretto a trasformarsi in assassino prima e in morto ammazzato poi “in nome di una bugia“.
Ora vorrei rivolgermi per un attimo alle italiche anime beate che oggi, fine gennaio 2006, pensano di vivere in una nazione libera: guardate questo film ed immaginate un adattamento di pari portata e ferocia riguardante i fatti politici nostrani. Bene, ora vi chiedo: sul serio riuscite, anche solo per un istante, a pensare che una cosa del genere in Italia potrebbe essere non dico trasmessa in tv ma soltanto PRODOTTA?
Col cazzo.
Se 'Homecoming' fosse uscito nelle sale l'avrei piazzato senza il minimo dubbio al primo posto della lista dei migliori film visti al cinema nel 2005, e sono certo che se il film di Joe Dante avesse avuto lo stesso successo, la stessa diffusione e lo stesso tempismo del 'Fahrenheit 9/11' di Michael Moore, beh, a quest'ora alla Casa Bianca ci sarebbe un ritardato in meno.
'Masters of Horror' è il titolo di una serie di film televisivi della durata di un'ora ciascuno andati in onda per la prima volta sull'emittente americana via cavo Showtime.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.mastersofhorror.net/
Trailer: http://www.mastersofhorror.net/

3 stelle son pure troppe
Dante mette in scena degli zombies che non rappresentano nulla più che la parte degli USA che vuole dire basta ad un governo (quello repubblicano) che guerreggia a destra e a manca. Anche Romero ne La terra dei morti viventi (2005) non c'era andato per il sottile, ma Homecoming è palesemente un film politico (o antipolitico?) in cui i soldati dicono basta e pacificamente si avvalgono del diritto di voto. I veri mostri sono incarnati nel film dai guru delle pubbliche relazioni mentre gli zombi non si interessano più alla carne umana. Che mondo è questo? Ovazione in Italia da parte dei "compagni"; ci sta, Homecoming è un film pregno e un po' di propaganda democratica contro Bush da parte di un'America stanca di vedere i propri figli massacrati è comprensibile e giusta, ma questo non fa di Dante un genio né del film un bell'horror.
Bello!
Sì, molto bello! Coraggioso, girato bene, a tratti divertente, non mi è scesa la lacrima durante la telefonata...
SPOILER!!!
verso la fine, quando escono altri morti dal cimitero, su una lapide c'è il nome G.A.ROMERO...
berto
fantastico...
e quello che dice ...non assaliscono nessuno non mordono non uccidono cosa possiamo fare?
e il flash back di lui bambino? "amico o nemico?" strepitoso...
grande joe dante
sì sì in italia non lo produrrebero mai però insomma è uscito come master of horror non ne è uscito un film che avrebbe potuto girare nelle sale di mezzo mondo come fece fareneith e se pure fosse uscito non credo che ora alla casa bianca ci sarebbe un ritardato in meno perchè nella realtà se truccano i voti non è che poi dopo i morti della seconda guerra mondiale risorgono...
gran film
Perso il film quando lo hanno passato su SKY (insieme agli altri Masters Of Horror) ho iniziato la ricerca proprio a causa dell'articolo, e l'ho beccato da Blockbuster in un dvd contenente anche Jenifer di Argento.
Vederlo accoppiato con un prodotto tutto sommato così così (e sopratutto con un film che non sta molto a ragionare su simbolismi o significati profondi) ha amplificato a dismisura l'impatto che il film ha avuto su di me, e devo dire che davvero per un pò ne ho parlato come se avessi visto la madonna. Unica pecca, il discorso del soldato zombie che dice "per una bugia" me lo aspettavo un tantino più al vetriolo e articolato, ma probabilmente la scarsa durata avrà costretto a non allungarlo troppo. Davvero maestosamente politicamente scorretto... ce ne fossero in Italia di film così.
che dire, è bellissimo
(jennifer gli annusa le calze a sto film)
x leonida
perchè troppo politico? nn credo si sia mai troppo politici trattando questi argomenti,un atroce presa per il culo di mezzo mondo,le vite sprecate buttate nel cesso dall'amministrazione Bush si meritano QUANTOMENO una certa ferocia nella critica da parte di chiunque e dunque perchè non di un regista?E un grande plauso a chi ha ancora il coraggio di NON fare del cinema un arte fondalmente innocua,facendo lo stesso un film coi contro....
nn male forse 1 po trpp politico, provate jennifer (master of horrors) 1 film parecchio interessante
Visto ieri sera, è stato fantastico! Cioè, non lo si può neanche definire un horror, è un film politico al vetriolo, e santiddio se è vero che la scena della telefonata strappa una lacrima, seguita a ruota da un sobbalzo di terrore e da un'autentica guduria nel veder spappolato quel repubblicano bastardo che fa il verso a Cheney. Memorabile, rimpiango solo che sia durato solo un'ora.
Capolavoro
Miracoloso nella sua capacità di unire commozione e sarcasmo, dimostra ancora una volta (casomai ce ne fosse bisogno) che l'horror è il genere politico per eccellenza. Non una faccia sbagliata, non una battuta che non colpisca il bersaglio, non una scena che non sia destinata a restare impressa. Ed il contenuto? Nella sua difesa del valore della vita e nel mostrare il vero volto della guerra, questo breve film assume il valore di un messaggio morale, tanto limpido da risultare quasi didascalico - da proiettare nelle scuole, magari non le elementari, ma dalle medie in su, eccome (se sono giudicati in grado di affrontare la visione di "Pinocchio" di Benigni, vuol dire che li si ritiene pronti a tutto).
da block
..buster ho trovato un dvd da affittare.. era un master of horror con jennifer di dario(d'alessio)argento e uno di joe dante.. dice che uno zombie diventa presidente degli u.s.a. chissà se è lo stesso.. se è lui lo affitto al buio.. tutti commenti positivi!
Uno dei film più belli che ho visto da un pò di tempo a questa parte. Davvero stìcazzi
Visto... Veramente bello, non c'è che dire.
Filippo scrive:
Per Margot
In italiano ancora non c'è, ma in inglese puoi trovarlo in DVD e tramite qualsiasi programma di peer to peer.
Mi hai incuriosita e sono andata a vedere il trailer... Ma il film dove si può trovare? In italiano non è ancora uscito, vero? Almeno in inglese si può rimediare da qualche parte?
du' bovi all'ora der tramonto...
Grazie Filì per averci fatto scoprire questa serie! Ovviamente sull'episodio 6 concordo su tutto! Anche se sulla notazione a proposito dell'impossibilità di fare un film del genere in Italia personalmente vedo la cosa alla Onofrio del Grillo: se ai (non)cineasti italiani gli togli ?quel po? di pecore con l?acquedotto, un ragazzetto mezzo nudo col ciufolo in bocca o du? bovi all?ora del tramonto essi so? belli che finiti. E poi se la prendono con la mancanza di fondi e con il cinema americano fagocitante. La verità è che gli italiani (nel 98% dei casi) nun ch?hanno niente da di??.