Di John Carpenter, con Norman Reedus e Udo Kier; formato: 1.85:1; 2005
Vedere l'episodio girato dall'immenso John Carpenter per la serie 'Masters of Horror' è innanzi tutto un'enorme goduria, di quelle che alla fine ti fai quasi schifo da quanto godi.
È una goduria perché - proprio quando tutti iniziavano a temere il peggio, a pensare che non avremmo mai più rivisto il Maestro in piena forma - 'Cigarette Burns' prende a calci nelle palle moltissimi “masters of horror“ che di “master“ hanno solamente un lontano passato, prende a cazzotti sui denti chi credeva che Carpenter non avesse più nulla da dire e rompe il culo a quell'ammasso informe (ed in continua espansione) di surrogato al sangue di MTV che ai nostri giorni risponde al nome di “cinema horror“.
E la cosa meravigliosa è che tutto questo, Carpenter, lo ha ottenuto semplicemente riciclandosi.
Anzi, trovando il modo migliore per riciclare l'idea alla base del suo 'Il seme della follia', riadattandola a squisito (e brutale, grazie al cielo) gioco cinefilo in cui una misteriosissima pellicola - 'La Fin Absolue du Mond' - prende il posto dell'apocalittica opera letteraria di Sutter Cane nel ruolo di veicolo dell'armageddon.
Lasciarmi andare ad elucubrazioni intricatissime, personalissime, incomprensibilissime ed inutilissime sul valore cinefilo di un film del genere sarebbe solo roba da duellanti che lascio volentieri a chi ha trasformato la pippa mentale in professione retribuita; posso dire, però, che con la storia della pellicola maledetta ed introvabile, con il film che solo pochissimi occhi hanno potuto vedere, con il tema della visione che porta addirittura all'oblio della follia, Carpenter ha saputo stuzzicare in maniera incredibilmente libidinosa l'inestinguibile sete di esclusività che ogni appassionato nerdico di tipo ossessivo-compulsivo non vedeva l'ora di farsi tornare. In tempi in cui tutto lo scibile umano è a portata di mouse o in svendita nei cestoni dei supermercati e in campo cinematografico il termine “rarità “ è ormai futile quanto la parola “stocastico“ nella vita di tutti i giorni, ecco che Carpenter riesce a trasformarci in tanti piccoli Udo Kier pronti a gettarsi a braccia aperte verso la Fine Assoluta del Mondo pur di posare lo sguardo su quello che solamente pochissime pupille hanno potuto vedere, a qualsiasi prezzo, fino a rendere esplicito l'attaccamento - letteralmente - viscerale che un appassionato fittizio, un vero (in tutti i sensi) regista e il suo pubblico nutrono nei confronti della Settima Arte.
E dopo i volti esplosi piazzati a tradimento (e con straordinaria efficacia) nella quieta provincia ripresa in punta di pellicola da Cronenberg in 'A History of Violence', Carpenter torna a dare potenza a scene di rara efferatezza inserendole, però, in un contesto puramente orrorifico, malato e grondante sangue, una condizione che, in tempi recenti e assai ricchi di registi per caso, finisce spesso col fagocitare la sensibilità dello spettatore, consumata più dalla cornice che dal contenuto (detta in due parole: si arriva allo sbudellamento già sazi di sangue).
In 'Cigarette Burns', invece, nonostante si respiri perennemente un'atmosfera malsana i colpi bassi arrivano dritti allo stomaco e fanno rimanere a bocca aperta (sfido chiunque a rimanere impassibile di fronte alla prima decapitazione).
Una storia avvincente, un ottimo stile, cinefilia corrosiva e distruttiva, splatter estremo e il ritorno di un grandissimo regista, tutto in un'ora, in una pellicola che è da vedere e non da raccontare, perché a parlarne si finirebbe come il giornalista del film, condannato a scrivere una recensione lunga trent'anni.
'Masters of Horror' è il titolo di una serie di film televisivi della durata di un'ora ciascuno andati in onda per la prima volta sull'emittente americana via cavo Showtime.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://www.mastersofhorror.net/
Trailer: http://www.mastersofhorror.net/

hahahahahahahahaha
no, brutto coglione
no
finau?
berto ti prego muori
una cacata
cigarette burns è una cacata
gli riconosco alcune scene d'impatto e alcune trovate discrete tolte le quali non resta che un guazzabuglio senza senso, una vera merda, una cocente delusione.
recitazione pessima, sceneggiatura traballante, snodi narrativi gratuiti, davvero brutto brutto brutto.
meglio jennifer di dario argento.
homecoming e imprinting poi sono davvero su un altro pianeta.
Bello Bello Bello.
Si rivede il vecchio Carpenter, quello che latita colpevolmente oramai da quasi vent'anni.
cazzatina...
... non questo episodio! Una cazzatina personale! Mentre lo visionavo, quando appare il tipo che dice "Sì, è la mia ultima recensione..." ridevo da solo pensando a te Filippo...
Eh bhoo?! Non so... ma in tutto sto episodio mi immaginavo un po' di gente del foro al posto degli attori!
Bellissimo il più bello secondo solo a Imprint.Coinvolgente dal primo istante, quale cinefilo non riuscirebbe ad identificarsi nel personaggio di Udo Kier.
Giusto il protagonista non mi dice proprio niente...bellissimo film e spero che tra dieci anni non ne facciano un remake dato che di questi tempi se non si sa che fare si fà un remake di Carpenter!!!!
Filippo scrive:
Per Berto
Homecoming.
ma è meglio questo o homecoming?
insomma qual'è l'episodio più bello di tutta la serie?
Filippo scrive:
Per Bordé
Sì Bordé, tanti bacetti a te, è che 'sto periodo sto impicciatissimo e non posso scrive!
dettaglio inquietante, non trascusabile
visionando l'opera in questione la prima volta, una folgore si è abbattuta sul tetto qui e mi ha fottuto la scheda madre del PC. "Cigarette Burns" parla di un film maledetto ma forse è un po' maledetto anche lui...
PS Pippo, mortacci tua, sei ancora tra noi?
assolutamente leggenda
immenso,imperdibile,macabramente favoloso...fa rivivere l'agghiacciante inquietudine del vecchio horror girato a basso costo e alto tasso di violenza, il micidiale B/N dell'impressionismo che già da solo faceva horror (vedi anche il primo lynch di eraserhead e dei corti) in questo caso acquista i toni della fotografia pancolor carpenteriana. E il santissimo nome della trinità Cronemberg-Lynch-Carpenter è di nuovo leggenda...
Uno spettacolo malinconico. Bell'episodio, specialmente confrontato con gran parte degli altri, ma questo Carpenter mutilato (per via di una trama che poco si adatta alla lunghezza forzatamente limitata dell'episodio) e appiattito nella dimensione televisiva mette davvero un po' di tristezza.
Assolutamente d'accordo su tutto, un quasi capolavoro.
L'unico neo mi è sembrato lo scarsissimo e insignificante attore protagonista.
Per il resto è cmq geniale
Io l'ho trovato. In dvd a noleggio.
When?
Solo una domanda...visto che voialtri ne sapete evidentemente molto più dell'aficionado medio di cinema horror-non-(del-tutto)-merdoso,potreste dirci se c'è una spossibilità che in tempi non geologici si possa giungere a un'edizione dvd o a una onesta messa in onda di questa benedetta serie?
MA NON ESCE IN AFFITTO?
CAZZO!
...
Tengo a precisareche i pipparoli di duellanti non vengono retribuiti
Che dire... era un po' di tempo che non vedevo qualcosa del genere. Sublime.
ben detto, cazzo