Di Stephen Gaghan, con George Clooney e Matt Damon; formato: 2.35:1; 2005
In ambito televisivo, un “format“ è una sorta di pacchetto chiavi in mano con cui è possibile vendere un dato show ad un'altra emittente. Nel format vengono incluse - oltre all'idea stessa che dà vita al programma, ovviamente - anche le indicazioni per la regia, le scenografie, i costumi, ecc.
Comprando un biglietto per 'Syriana' ho dato i soldi ad un film ottenuto sul format di 'Traffic'.
Ora, va bene che Stephen Gaghan è lo sceneggiatore di 'Traffic', va bene che uno dei produttori è Steven Soderbergh, regista di 'Traffic', va bene tutto, insomma, ma pagare un ingresso al cinema per vedere 'Syriana' e poi trovarsi davanti 'Traffic 2 - the Petroleum Years', beh, non è proprio il massimo.
Come nel film di Soderbergh, un tema scottante (eh sì, è un film per gente perbene, uno con I TEMI SCOTTANTI; là era la droga, qui il petrolio) viene analizzato sotto il punto di vista politico, criminale, legale, economico e morale da una serie di storie parallele in qualche modo intrecciate tra loro e portate in scena con uno stile nevrotico ed asciutto, pieno di riprese con la camera a mano.
Esattamente come 'Traffic'.
Per carità, la fortissima somiglianza col film di Sorderbergh non costituisce di per sé un grosso difetto (d'altronde, finché gli autori sono gli stessi?) o un ostacolo che rende la visione meno piacevole, ma - allo stesso tempo - non credo certamente si possa elogiare il ricorso ad una struttura narrativa e visiva già ampiamente sfruttata proprio nella stessa identica forma e, in fondo, sostanza.
In questo caso, poi, la frammentazione della trama in mille rivoli riesce sì a dare un quadro completo del tema trattato ma non procede di pari passo con la comprensibilità del tutto, specialmente nei momenti in cui gli autori decidono di mollare le redini delle moltissime sottotrame per accentuare lo schema a ragnatela dello script.
A 'Syriana' va riconosciuto il coraggio che ha nel trattare il commercio di petrolio per quello che è, ovvero un'attività in cui i confini tra crimine organizzato ed alta finanza sono sempre più incerti, se non del tutto inesistenti. Il film ha il merito di parlare chiaro, senza troppi giri di parole e mettendo in campo anche aspetti della questione non ancora esplorati dal cinema (l'ingresso della Cina nei giochi di potere a danno degli Stati Uniti); ovviamente il linguaggio è quello educato e perbene che un film con il nome “Matt Damon“ sul cartellone è quasi costretto ad assumere, ma il contenuto non si affida a facili scorciatoie o furbi sottotesti che possano in qualche modo sminuire la potenza del concetto di base.
E a proposito di Matt Damon, a lui dedico un piccolo applauso per la performance, che per almeno un quarto d'ora è riuscita farmi dimenticare il pupazzo di 'Team America' capace solo di ripetere “Matt? Damon?“.
Un grosso dubbio: per quale motivo George Clooney ha deciso di ingrassare per interpretare il ruolo di agente della CIA in disarmo? A cosa è servita - esattamente - la sua panza?
Mi sembra come quelle attrici che si mettono un naso finto e quindi automaticamente devi dire che hanno recitato bene.
Bah.
Filippo
Filippo dice: 
Ratings:
talmente brutto che e' ad un passo dal sublime
brutto, soldi buttati
cosi' cosi'
bello
bellissimo, da non perdere
Sito ufficiale: http://syrianamovie.warnerbros.com/
Trailer: http://www.imdb.com/title/tt0365737/trailers

Madonnina, non ci ho capito una sega! è un film che mi ha rovinato, da allora ho cominciato a credere di essere stupido. Forse perchè ho dormito per una oretta buona?
panza
Piccolo commento acido
la recitazione è fatta anche di fisicità e forse il trippone di clooney è servito ad accentuare quest'aspetto dell'ondeggiante giorgione. Che ne sarebbe di un Depardieu magro come un chiodo? Certo, "la capra" mi smentisce, però...
Meno male che non sono la sola ad averci capito poco, ma non perchè sia scema io...ecco. Interessanti i film ad intreccio e corali, ma alla fine non puoi farti venire il mal di testa per seguire e capire tutti i collegamenti...
Quanto a George, forse pensava che "no panza, no party"...
aaa@bbb.cc
Visto ieri. L'ho trovato necessariamente complesso, come complesso è il mondo che prova a descrivere. Mondo nel quale il potere è una macchina e l'oro (nero) è il suo lubrificante, una sorta di essere che inghiotte tutto, mentre paradossalmente individui e popoli sono spersonalizzati e rappresentati come semplici ingranaggi del meccanismo e ad esso funzionali.
In questo film che ci racconta ciò che già inconsciamente sappiamo avvenga tutti i giorni, ho trovato però irritante che le idee del (mancato) emiro "progressista" siano state alimentate ed indicate (ovvio no?) da un americano (Damon).
Certo gli yankee sono i mejo del mondo, nel bene e nel male, sono solo loro che hanno le idee giuste, e sono così bravi da renderne partecipi i poveri puzzoni nordafricani con lenzuoli in testa.
Bene, ora prendo l'auto, torno nella mia casa riscaldata, e accendo la luce.
Per un istante avverto come una leggera e fastidiosa inquietudine, come un senso di colpevolezza. Ma dura solo un attimo, per fortuna.
L'ho visto stasera.. E praticamente non ci ho capito un tubo..
Sarà che sono una nerchia in geografia e ho fatto casino coi Paesi orientali coinvolti..
Risposta al dubbio: a quanto ho letto in un'intervista, Clooney temeva che mantenendo le solite sembianze avrebbe attirato più attenzione su di sè che sul suo personaggio..
Da qui panza e barba..